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09 Ago 2013
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Caso Ilva e fumo, Annamaria Moschetti sulle parole di Enrico Bondi

Il commissario accusa il tabacco. Poi ritratta. E la pediatra cita il rapporto Sentieri: «Parla di alta mortalità infantile».
di Antonietta Demurtas (Lettera43.it)

Commissario non porta pena. È questa la giustificazione usata dall’ex amministratore delegato dell’Ilva e ora commissario straordinario dell’acciaieria Ilva, Enrico Bondi, in seguito alla bufera scatenata dalla lettera che ha inviato al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e al direttore generale dell’Arpa Giorgio Assennato, nella quale era allegata una perizia tecnica commissionata tempo fa dall’Ilva a quattro docenti universitari, in cui si smentisce lo studio del ministero della Salute sulle cause della situazione sanitaria nell’area di Taranto.

L’IPOTESI: MORTE DA FUMO. Secondo il parere dei tecnici tramesso da Bondi, infatti, «è erroneo e fuorviante attribuire gli eccessi di patologie croniche oggi a Taranto a esposizioni occupazionali e ambientali occorse negli ultimi due decenni». L’aumento dei tumori ai polmoni sarebbe dovuto al consumo di sigarette: «È noto che a Taranto», scrivono i tecnici, «città portuale, la disponibilità di sigarette era in passato più alta rispetto ad altre aree del Sud Italia dove per ragioni economiche il fumo di sigaretta era ridotto fino agli Anni 70».
PRESSIONE MEDIATICA. Una interpretazione che porta i tecnici alla considerazione finale: «L’enfasi sul possibile ruolo dell’impianto siderurgico sulla mortalità di Taranto», sottolinea ancora la perizia, «sembra essere un effetto della pressione mediatica-giudiziaria ma non ha giustificazioni scientifiche».
Dichiarazioni che sembrano voler cancellare in un colpo solo i dati contenuti nel progetto Sentieri dell’Istituto superiore della Sanità sui siti inquinati relitivi agli anni 2003-2009. E che testimoniano come nei bambini di Taranto crescano le malattie nel primo anno di vita e la mortalità.
Bambini che di certo non fumano né bevono, ma che come già aveva denunciato nel 2008 l’Associazione italiana contro le leucemie, il Comitato per Taranto e PeaceLink è come se fumassero. Secondo un rapporto sull’inquinamento da benzoapirene, ogni bambino che vive nei pressi dell’area industriale inala ogni anno l’equivalente di 780 sigarette.
ATTENERSI AI DATI SCIENTIFICI. Per non parlare degli elevati valori di piombo riscontrati nel sangue di nove bambini tra i 3 e i 6 anni, residenti a Statte, un centro vicino all’area industriale di Taranto, dove hanno sede alcune grosse aziende tra le quali l’Ilva.
Allora a fare analisi e lanciare l’allarme furono due pediatri, Annamaria Moschetti, responsabile per l’Ambiente e la Salute infantile dell’associazione Culturale Pediatri Puglia e Basilicata e Piero Minardi. Che oggi così come la maggior parte dei medici e dei cittadini tarantini definiscono paradossali le parole del commissario Bondi e il tentativo di capovolgere gli studi fatti sinora.
«La comunità non può ogni volta discutere dati scientifici, ma deve fare riferimento a quello che ormai è stato dichiarato dal ministro della Salute Balduzzi», dice a Lettera43.it Moschetti, «che sulla questione sanitaria di Taranto ha tenuto una conferenza stampa il 22 ottobre 2010. Dobbiamo stare a quello che il governo ha detto a partire dallo studio Sentieri».
DOMANDA. Studio che non metteva certo in relazione il fumo con il tasso di mortalità dei tarantini.
RISPOSTA. Il ministro Balduzzi disse testualmente che bisognava ridurre i rischi per la salute connessi all’attività dello stabilimento siderurgico, e presentò i dati epidemiologici dell’area di Taranto. Relativamente all’età pediatrica citò i dati dello studio Sentieri.
D. Che cosa mettevano in evidenza?
R. L’incremento della mortalità nel primo anno di vita, dei tumori maligni e delle malattie respiratorie. E il fatto che i bambini sono più suscettibili agli inquinanti. Un rapporto dettagliato che si concludeva dicendo chiaramente che c’è un quadro di compromissione della salute per la popolazione residente, soprattutto per le malattie per le quali le esposizioni ambientali possono rappresentare fattori di rischio.
D. E se lo dice Balduzzi.
R. Una volta che il ministro del governo fa una sintesi di tutti questi dati, nessuno può contestare nulla. Nemmeno Bondi, anche perché non c’è nulla di pubblicato a livello di letteratura scientifica che abbia mai associato sul sito di Taranto una incidenza maggiore di tumori rispetto agli altri posti italiani in relazione al fumo di sigarette o all’alcol.
D. Ma la relazione allegata dal commissario Bondi dice il contrario.
R. Che dei sanitari pagati dai proprietari di un’azienda – peraltro agli arresti domiciliari – possano scrivere un documento con interpretazioni da bar è assurdo. Se parliamo di letteratura scientifica non esiste nulla, se invece questi dottori pensano di avere fatto una scoperta, la pubblichino.
D. Voi pediatri invece che cosa avete rilevato in questi anni sul campo?
R. Da tempo avevamo osservato e segnalato un incremento di asma nei bambini. Un dato che poi fu confermato in forma ufficiale dallo studio Sentieri. Noi segnalammo la percezione del pediatra di famiglia, che poteva essere considerata solo come un campanello di allarme e che, purtroppo, è stato però confermata e convalidata dai dati scientifici degli epidemiologici.
D. Ad alcuni bambini di Statte avete anche riscontrato valori che andavano tra 22 e i 36 microgrammi/dl di piombo nel sangue.
R. Avevamo segnalato il fenomeno in relazione a una oggettiva contaminazione del suolo e a una emissione di piombo nell’ambiente. Ai tempi avevamo lanciato la nostra preoccupazione perchè questa sostanza è neurotossica e in territori contaminati è molto pericolosa per i bambini.
D. Quali sono i rischi?
R. Il problema è che abbiamo scoperto una serie di malattie che sono state già documentate, ma molte altre devono essere indagate a partire da quelle neurologiche dei bambini. tanto che lo stesso ministro Balduzzi quando venne disse che il suo impegno era ancheo quello di controllare il rischio riproduttivo.
D. Insomma non bastano i dati dello studio Sentieri?
R. Il progetto Sentieri mostrò un incremento di tumori maligni nel periodo 1998-2010, ma in realtà gli studi di mortalità non sono tanto sensibili, perchè per esempio grazie a Dio i bambini di leucemia non sempre muiono, quindi il rischio è sottostimato.
D. Che cosa serve allora?
R. Bisogna fare uno studio che non calcoli solo quanti bambini muiono ma quanti si ammalano. Basta comunqune già quello che abbiamo per dire che esiste una emergenza sanitaria, l’ha affermato il ministro Balduzzi e l’Arpa Puglia.
D. Bondi non sembra d’accordo però…
R. Come fa un commissario del governo a ragionare sui dati di un parere commissionato dall’Ilva e non su quelli del ministo Balduzzi? È paradossale. Se fosse una persona coerente e pensasse che non ci sia alcun danno alla salute connesso all’azione dell’acciaieria dovrebbe dimettersi. Contestualmente a quella perizia avrebbe dovuto presentare il suo foglio di dimissioni. In fondo se L’Ilva funziona una meraviglia e l’aria è salubre perché abbiamo bisogno di un commissario governativo?

Twitter @antodem
Martedì, 16 Luglio 2013

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