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23 Set 2013
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Lettera aperta al Garante per la protezione infanzia e adolescenza Vincenzo Spadafora

LIMITARE ESPOSIZIONI DEI MINORI NEI REALITY SHOW

 

22 settembre 2013


Gentile dottor Spadafora,
siamo un gruppo di persone, genitori e non, e di associazioni che si occupano di allattamento, sostegno alla genitorialità, salute materno-infantile.
La contattiamo dopo essere rimasti letteralmente sconcertati da alcune scene mandate in onda sabato 14 settembre, su La 7, durante la trasmissione SOS TATA che andiamo a descrivere.
In questa trasmissione, un bimbo di appena 12 mesi veniva lasciato piangere solo nel suo lettino, chiuso in camera, perché si addormentasse.
Il bimbo aggrappato alle sbarre del letto gridava, sudato, disperato, terrorizzato, con la telecamera puntata su di lui per vari minuti.
Nel frattempo, la mamma veniva intrattenuta in cucina dalla Tata rassicurante, mentre il fratellino maggiore si tappava le orecchie.
Finalmente alla mamma è stato permesso di andare dal bimbo, mettergli il ciuccio e adagiarlo sotto le coperte.
Il bimbo a questo punto rallentava il pianto, guardava la mamma, tenendole le braccia in cerca di conforto… ma la madre, secondo le indicazioni della tata, se ne andava via, rilasciandolo solo.
Il bimbo, deluso, ripiombava in un pianto ancora più straziante.
Dopo altri interminabili minuti, il bimbo sfinito non piangeva più e si addormentava.
Esprimiamo ancora una volta il nostro dissenso per i metodi per “educare i bambini piccoli a dormire” che si basano sull’estinzione graduale del pianto.
Sappiamo ormai dalla ricerca scientifica, se non bastasse il buon senso, che la fisiologia dell’essere umano prevede che riceva delle cure di tipo prossimale da parte della madre e degli adulti che se ne prendono cura, e che la pretesa che un bambino piccolo si addormenti da solo e dorma per tutta la notte senza richiedere la presenza e il contatto dell’adulto, oltre ad essere anti-fisiologica ed irrealistica, può provocare confusione nei genitori e grande stress nei bambini.
Questi metodi possono minare fin dalla primissima infanzia la fiducia negli adulti e quindi in se stessi e interferire con lo stabilirsi di una sana relazione genitori-figli, oltre ad interferire (se il bambino è piccolo) con l’allattamento al seno.
Esistono altre modalità di accudimento, più rispettose della fisiologia del sonno e dei bisogni irrinunciabili dei bambini molto piccoli.
Riteniamo che sia pericoloso e fuorviante promuovere in TV il ricorso a questi sistemi, senza che ai genitori vengano date informazioni complete e coerenti, affinché possano compiere decisioni informate.
Chiediamo quindi che le redazioni televisive si facciano carico di questa responsabilità.
Soprattutto, poi, pensiamo che puntare la telecamera su di un bambino piccolo, solo, stravolto, terrorizzato, e trasmetterlo indiscriminatamente a milioni di telespettatori, sia una violazione della dignità e dei diritti del bambino, compreso  quello dei bambini che magari stavano guardando la TV a casa.
A questo proposito, ricordiamo che nella Carta di Treviso (protocollo firmato il 5 ottobre 1990 da Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa italiana e Telefono azzurro con l’intento di disciplinare i rapporti tra informazione e infanzia) si dice:  5) il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano lederne la dignità o turbare il suo equilibrio psico-fisico, né va coinvolto in forme di comunicazioni lesive dell’armonico sviluppo della sua personalità, e ciò a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori;
La visione di scene di questo tipo, potrebbe alimentare, in un pubblico adulto predisposto, pericolosi atteggiamenti di voyeurismo e sadismo nei confronti del dolore infantile.
Chiediamo quindi all’Authority di intervenire, prendendo posizione contro i metodi di estinzione graduale del pianto e la loro promozione verso i genitori, e ponendo regole più severe per l’esposizione di bimbi molto piccoli nei reality show, in modo che mai più vengano trasmesse scene in cui questi ultimi sono sottoposti a situazioni stressanti e angoscianti, od umilianti, pur col consenso dei loro genitori. 

Confidando in una sollecita e positiva risposta,

Associazione Culturale Pediatri (ACP), Gruppo Allattando a Faenza, IBFAN Italia, Il Melograno Centri Informazione Maternità e Nascita, Movimento Allattamento Materno Italiano, Un Pediatra Per Amico,
Associazione Nascere in casa Umbria Onlus, Associazione Nascere Insieme, Rita Gatti e Grazia Pompilio – Responsabile e Ostetrica Consultorio Familiare Loreto (AN) – ASUR Marche – Area Vasta 2, Associazione Futura di Parma, Associazione Mamme Amiche (Firenze), Mamme in radio, Progetto Ohana (Bologna), Gruppo Aiuto allattamento Materno (Modena), Gruppo Maternage delle Balate (Palermo), Confederazione Italiana Pediatri (CIPe), Federgenitori.

 

Bibliografia
• CARTA DI TREVISO per una cultura dell’infanzia – Documento CNOG/FNSI del 5 ottobre 1990 aggiornato con delibera del CNOG del 30.3.2006 (http://www.odg.it/content/minori)
• Fogli informativi sul sonno dei bambini a cura dell’Infant Sleep Information Source
(http://www.isisonline.org.uk/pdf_info/), in particolare quello sullo “Sleep Training”
(https://www.dur.ac.uk/resources/isis.online/pdfs/ISISPDFsleeptrainingJuly2013.pdf )
• https://www.facebook.com/notes/non-solo-tate/comunicato-ufficiale-per-dissociarsi-da-alcuni-contenuti espressi-nelle-trasmiss/114965425326804
• Moschetti A.M., Tortorella M.L., L’estinzione graduale risolve i problemi di sonno dei bambini? Tratto dai Quaderni dell’Associazione Culturale Pediatri 2006; 13(6):264-266
• Alessandra Bortolotti, E se poi prende il vizio? Pregiudizi culturali e bisogni irrinunciabili dei nostri bambini, Il leone verde, 2010
• Grazia Honegger Fresco, Facciamo la nanna. Quel che conviene sapere sui metodi per far dormire il vostro bambino, Il leone verde, 2006
• James Mac Kenna, Di notte con tuo figlio. La condivisione del sonno in famiglia, Il leone verde, 2011

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Ci sono 47 commenti:

  1. Mavi Gasparini, Roma - 23 Set 2013 12:27 PM

    Sono felice di apprendere di questa iniziativa, trovo scandaloso continuare ad assistere in televisione alla propaganda di metodi educativi violenti che vengono proposti a milioni di telespettatori come sistemi educativi di qualche valore e attendibilità. Più volte ho avuto modo di notare come il programma SOS TATA prescriva la separazione notturna forzata di bambini molto piccoli dalla mamma e, cosa altrettanto grave, l’interruzione dell’allattamento.

  2. alle bonicalzi - 23 Set 2013 4:32 PM

    Allucinante! Io mi oppongo.
    Anche perché bisognerebbe sempre ricordare che anche negli orfanotrofi non piangeva nessuno e tutti dormivano. Perché? Per rassegnazione! Chi vuole insegnare la rassegnazione al proprio figlio? Alzi la mano, please!!!! :-(

  3. Pier Paolo Cavagna - 23 Set 2013 7:18 PM

    Tutta la mia solidarietà e il mio appoggio da Educatore Professionale. Il programma in oggetto andrebbe abolito da domani.

  4. Ambra - 23 Set 2013 9:58 PM

    Piena solidarietà alla vostra iniziativa.
    Personalmente trovo, estremamente diseducativo e fuorviante l’intero programma, non solo la puntata in questione.
    Certe “torture medievali” sono abominevoli. Ancor di più se subite da un bimbodi 1 anno…È a dir poco vergognoso.

  5. lori - 23 Set 2013 10:27 PM

    Ottima iniziativa. Oltre alla ‘gestione’ del sonno, trovo assurdo che ci debbano essere personaggi come le ‘tate’ che in mezza giornata pensano di capire i meccanismi di una famiglia e dettano regole che spesso sono fuori luogo. I genitori in caso di necessità, hanno bisogno di professionisti veri, non di personaggi televisivi.

  6. assunta colasanti - 23 Set 2013 10:42 PM

    Piena condivisione della vostra iniziativa
    Tina

  7. Anna - 23 Set 2013 11:42 PM

    Grazie mille per la vostra iniziativa. Sono una psicologa, ma sono mamma innanzitutto e trovo vergognoso che esistano e vengano diffuse trasmissioni come questa, che promuovono regole rigide ed infondate senza rispetto per l individualita’ di ciascun bambino e dei suoi genitori. Sono totalmente d accordo sul fatto che questi ” insegnamenti” non promuovano l instaurarsi di un rapporto di attaccamento sicuro con la mamma, che dovrebbe sempre essere attenta e rispondere adeguatamente ai bisogni del suo bambino.

  8. albi - 24 Set 2013 12:02 AM

    Dissento totalmente da questa lettera. La distinzione tra il cinico abbandono dell’infante piangente e l’assecondamento di capricci inevitabilmente sempre più prepotenti é sottile ma va riconosciuta. Con tutti i limiti della trasmissione, ha fornito esempi a genitori sprovveduti e tiranneggiati da figli viziati di come recuperare rispetto e ruolo genitoriale. Senza mai perdere di vista l’amore e il rispetto per il bambino.

  9. alessia - 24 Set 2013 12:03 AM

    Condivido pienamente….sono mamma di una bimba di otto mesi che allatto e un paio di pediatri mi hanno consigliato di adottare questo metodo per farla dormire in cameretta da sola. ..metodo che non applicherò mai!

  10. raffaella baratta - 24 Set 2013 7:04 AM

    Condivido anche io. Grazie.

  11. Donatella - 24 Set 2013 8:58 AM

    Grazie per questa iniziativa.
    Oltretutto il più grande promotore di questo metodo, il dott.Estivill pare abbia ritrattato il suo metodo ritenendolo inadatto nella risoluzione dei problemi del sonno. Bisognerebbe ritirare anche i libri ancora in vendita.

  12. Come ti addestro un bambino – Mente e psiche – Blog – Le Scienze - 24 Set 2013 12:03 PM

    […] in discussione oggi tra i miei amici (molti dei quali sono psicologi e/o hanno figli piccoli) è la presa di posizione dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP, una delle società scientifiche più serie, legata allo sviluppo della pediatria di base in […]

  13. Leti - 24 Set 2013 12:36 PM

    Grazie per l’iniziativa

  14. Fabio Ramella - 24 Set 2013 1:34 PM

    In merito all’addormentamento dei bambini, condividendo in tutto il giusto disappunto espresso dall’associazione, credo che sia però doveroso anche indicare il/i metodo/i alternativo/i a quello proposto chiarendo meglio cosa si intende per “cure di tipo prossimale” e per “modalità di accudimento più rispettose della fisiologia del sonno”.

  15. daniela - 24 Set 2013 2:23 PM

    io appoggio l’opinione di ALBI.
    ALBI “La distinzione tra il cinico abbandono dell’infante piangente e l’assecondamento di capricci inevitabilmente sempre più prepotenti é sottile ma va riconosciuta. Con tutti i limiti della trasmissione, ha fornito esempi a genitori sprovveduti e tiranneggiati da figli viziati di come recuperare rispetto e ruolo genitoriale. Senza mai perdere di vista l’amore e il rispetto per il bambino.”

    Non bisogna prendere per oro colato quello che viene trasmesso in tv, anche perchè sono scene tagliate e ritagliate e riassunte, e comunque il tutto va sempre filtrato dal buon senso e dai genitori. Come per mille altre trasmissioni televisive (vedasi MTV che cosa trasmette… in orario diurno… e dovrebbe essere per gli adolescenti !)

  16. Letizia - 24 Set 2013 2:33 PM

    vi dirò mio figlio ha 7 mesi soffriva di insonnia infantile arrivanto a svegliarsi fono a 12 volte per notte, ho usato questo metodo “violento” e non solo ho risolto i suoi problemi di sonno, ma da allora si addormenta da solo, e dorme 11 ore per notte (ha 8 anni) con il secondo e terzo figlio ho applicato il metodo dal terzo mese e non me ne pentirò mai, anche loro non hanno mai avuto problemi di sonno, li metto a letto alle 8 si addormentano da soli e ronfano fino a che non suona la sveglia alle 7 o più se e sabato o domenica, per lo stupore e l’invidia di tutte le mie amiche

  17. Francy - 24 Set 2013 2:46 PM

    Dissento totalmente, nessuno abbandona i bambini, gli si insegna a capire, non dando retta ai capricci, che di notte ognuno di noi va a nanna nel proprio lettino, inoltre questo metodo funziona in tempi rapidissimi e ne beneficia non solo la coppia ma tutta la famiglia bimbi compresi che diventano più sicuri imparando a stare soli.
    Inoltre a decidere se i minori possano andare in onda o meno ci sono i genitori.
    Io penso che sos tata sia una trasmissione molto educativa, ma bisogna anche capire che per ragioni televisive non possono mandare in onda tutto ciò che succede, quindi noi vediamo delle piccole parti. Per maggiori informazioni vi consiglio di leggere Estivill.

  18. FRANCA - 24 Set 2013 3:22 PM

    NONOSTANTE I CONSIGLI DI TUTTI – AMICI, PARENTI E SUOCERI – LA MIA BAMBINA NON HA MAI PIANTO DA SOLA NEL SUO LETTINO.
    A 21 MESI DORME CON ME E LA ALLATTO. SIAMO FELICISSIME TUTTE E DUE E DORMIAMO SONNI TRANQUILLI.
    GRAZIE PER LA VOSTRA INIZIATIVA

  19. L’Associazione Culturale Pediatri contro la trasmissione televisiva SOS TATA | Professione Genitore – Guida online per sopravvivere nel difficile compito di genitori - 24 Set 2013 4:26 PM

    […] Lettera aperta al Garante per la protezione infanzia e adolescenza Vincenzo Sodafora […]

  20. Miky - 24 Set 2013 4:50 PM

    Sono completamente in accordo con Albi,

  21. Enrico - 24 Set 2013 7:23 PM

    Ringrazio l’ACP per le sue preziose indicazioni per rinfoltire sempre più l’esercito dei bamboccioni. A quale titolo poi può un pediatra parlare di educazione ?!?

  22. silvia - 24 Set 2013 9:54 PM

    ma per favore, fino a pochi anni fa il metodo di lasciar piangere il bambino e abituarlo piano piano a stare da solo andava per la maggiore.., ora siccome va di moda farli dormire nel lettone Al rogo la tata! se uno partecipa al programma crede nel metodo delle tate e sceglie anche di mandare i propri figli in tv, credo che le tate diano indicazioni interessanti e intelligenti, poi sta ai genitori, intelligenti, metterle in pratica secondo le proprie esigenze e i propri figli. Più che attaccare la tata che offre svariati spunti di riflessione su come certi genitori pensino di educare i loro figli, attaccherei violentemente programmi nei quali bambini vestiti da adulti cantano e ballano da adulti canzoni e balli da adulti..lasciamo ai bambini l’età che sta a loro, non rendiamoli grandi prima del tempo! questo si che è preoccupante! piace vedere bambini che cantano canzoni d’amore in coppia tutti agghindati con tacchi da una parte e giacca di pelle dall’altra??? questo si che è diseducativo…e non parliamo della dignità..

  23. Vale - 25 Set 2013 8:35 AM

    Io condivido… però diversi articoli pubblicati sulla rivista UPPA consigliano di lasciar piangere il bimbo per farlo addormentare…
    http://www.uppa.it/rubriche/medicina/sonno/il-trucco-per-farli-dormire

  24. Lissy - 25 Set 2013 8:52 AM

    Non sarei così drastica nel giudicare la tata. E’ certo che quella mamma e chiunque fosse in casa non se la stavano passando bene a sentire tante grida. Quando un bimbo piange così, ad una mamma scoppia il cuore, ma i bimbi vanno comunque educati, a non “vampirizzare” i genitori con mille capricci e pretese. Anche i genitori devono avere i loro tempi per riposare e riprendersi: tenere in braccio un bambino tutta la notte eviterà di farlo piangere, ma la mattina la mamma sarà in coma, nervosa e disperata. E questo al bambino fa altrettanto male. Figli sereni hanno genitori sereni, e viceversa. I genitori non hanno energie inesauribili e il rispetto per le esigenze, i tempi e gli spazi altrui vanno insegnati prima possibile.
    Per chi se lo chiedesse, sì sono mamma di due bambini.

  25. Elena - 25 Set 2013 10:43 AM

    Io a volte dormo con la mia piccola in braccio tutta la notte… ci svegliamo riposatissime sia io che lei! Insomma se un adulto dovesse chiudere la propria moglie in una stanza tutti si scandalizzerebbero.. invece su un bambino piccolo questa forma di VIOLENZA è non solo accettata ma anche promossa.. comunque credo che chi “ama” i propri figli in questo modo ne vedrà i risultati quando loro saranno adulti. auguroni… poi non potrete più chiuderli in una stanza!

  26. Wanda - 25 Set 2013 5:10 PM

    lo show-business non conosce limiti. vergognoso. ho aderito alla vostra iniziativa e ho cercato di coinvolgere amici e parenti. sono una mamma, una figlia, sono zia … ci sono altri metodi educativi, anche se non è sempre facile, ma certo traumatizzare un bambino non è la migliore delle scelte.

  27. antonia - 25 Set 2013 5:28 PM

    mi unisco a voi nelle critiche mosse nei confronti della signaora Rizzi. L’ho conosciuta e vi assicuro che al di là della trasmizzione, in-vedibile, è portatrice di teorie faida te, che vanno avanti grazie solo alla fragilità di alcuni genitori che hanno bisogno di regole precise senza capacità di contestualizzare i problemi e di pensare con la propria testa
    la signora lucia ritiene che i bimbi siano tabula rasa su cui scrivere o inserire programmi, non esiste per lei un ceontesto relazionare e educare per lei è indurre, condurre un altro passivo, e non accompagnare. parla solo di doveri dei bambini e mai di diritti, in una società in cui, più che mai il bambino ha bisogno di essere tutelato e reso consapevole del suo essere persona avente diritto.
    i nostri nonni non sapevano neppure cosa fosse l’educazione? E’ vero, ma morivano anche di molte malattie di cui non si conosceva la cura. Ci siamo evoluti e anche nel senso della coscienza di sè
    Alice

  28. Angela - 25 Set 2013 9:04 PM

    Personalmente, ritengo più offensive per i bambini trasmissioni in cui ci sono donne seminude e volgarità in tutti gli orari. Per non parlare dei programmi che trasmette MTV: possibile che i pediatri non abbiano niente da dire su questi programmi? Aggiungo, per finire, che stimo profondamente le tate del programma SOS Tata e spero che continuino a lavorare e trasmettere il loro lavoro.

  29. MARA - 26 Set 2013 11:07 AM

    Grazie per essere intervenuti…in tanti dovremmo seguire il vostro esempio.

  30. paola - 26 Set 2013 12:07 PM

    grazie mille all’associazione pediatri che è intervenuta!
    Ricordiamo che il pianto è lo strumento di comunicazione del bambino, attraverso il pianto il bimbo esprime un disagio, un bisogno, un desiderio. non ha altri mezzi, è completamente indifeso, la sua logica è personale quanto la nostra: noi vogliamo dormire, lui ha bisogno di vicinanza e appartenenza.
    le regole sono lo spazio all’nterno del quale giochiamo con lui, con la nostra forza possiamo imporgliele, certo. Ogni regola è sacrosanta, ma richiede il rispetto di un contesto, non può essere applicata indistintamente ad ogni bambino. molte trasmissioni televisive non sono opportune, tuttavia quando ci si propone con un nome e una secializzazione si ha il dovere etico e morale di valutare attentamente quali benefici o rischi mettiamo in gioco.

  31. Gabriele - 26 Set 2013 2:37 PM

    ci mancava in italia questo “gruppo di persone, genitori e non, e di associazioni che si occupano di allattamento, sostegno alla genitorialità, salute materno-infantile” in questa Italia piena di falsi moralisti che si scandalizzano perchè un bambino viziato fa i capricci.Quanto rumore per nulla!!! ma dove stiamo andando??? Cari moralisti, svegliatevi!! I bimbi sono più furbi di voi!!Sanno che con il pianto ottengono ciò che vogliono! Ho avuto anch’io due figli, ora hanno trent’anni e non mi hanno ancora rimproverato se qualche volta li ho lasciati piangere oppure hanno preso qualche sculaccione. Molte persone che si lamentano sono anche le tante mamme che si vedono in auto o nei giardinetti che sgridano i figli perchè le disturbano mentre stanno armeggiando con i cellulari o dialogando con le amiche e li mettono davanti alla tv oppure gli mettono il ciccio in bocca pur di continuare in pace la conversazione.Cara signora Paola è vero che il pianto è lo strumento di comunicazione del bambino, è vero che può esprimere un disagio, un bisogno, un desiderio ma non è detto che i suoi bisogni o desideri siano motivo di ricatto per soddisfare i suoi capricci.

  32. Manuela - 28 Set 2013 10:50 PM

    Condivido solo in minima parte la lettera che e’ stata scritta. Non sono d’accordo sulle critiche avanzate sul metodo dell’estinzione graduale, avendolo personalmente provato su nostro figlio con ottimi risultati e senza alcun tipo di trauma, in una fase ben precisa della sua crescita. Il risultato e’ stato solo quello di avere un bambino felice di addormentarsi nel suo lettino, dopo il solito rituale serale: lattuccio, lettura del libro e infine la ninna, rigorosamente da solo in camera. Il principio alla base del metodo non e’ quello di far si’ che il bambino provi il senso di essere stato abbandonato, ma quello di infondere la serenita’ e la sicurezza di avere dei genitori presenti anche se non vicini fisicamente. Il bambino deve capire che il proprio pianto ed i capricci non devono essere strumento di ricatto dei propri genitori. In alcune situazioni e’ l’unico strumento che consente a mio parere di risolvere il problema, usato ovviamente con un sano buon senso. Condivido invece pienamente la critica avanzata alla trasmissione televisiva delle immagini relative al bimbo che piange solo in camera, inutili ai fini dell’insegnamento del metodo e non rispettose nei confronti della dignita’ del bambino.

  33. Paolo - 01 Ott 2013 12:32 PM

    Vergognatevi.

    Volete togliere dalla TV l’unica trasmissione che insegna qualcosa ai genitori? I bambini non devono dormire assieme ai genitori, e non vanno allattati fino a venti e passa mesi.

  34. Giuliana - 02 Ott 2013 2:37 PM

    Cari benpensanti,

    scandalizzatevi pure: io ho allattato per 30 MESI e ho dormito con la mia bambina per circa 2 ANNI.

    Ma come sono vissute e cresciute le persone per secoli senza latte artificiale e culle, secondo voi??

    Fatevi pure fregare dalle varie aziende produttrici di alimenti e prodotti per lattanti e acandalizzatevi pure se una mamma oggi fà quello che tutte le mamme hanno fatto per secoli prima di lei!

    Poi però nessuno si scandalizza se un bambino nato negli anni 70 (della mia generazione, ne conosco tanti così), lasciato piangere per togliergli i “vizi” e renderlo “indipendente”, svezzato a 2 mesi se non prima, rimane in casa fino ai 40 a vivere sulle spalle dei genitori e a farsi stirare e cucinare dalla mamma!!

    Non c’è bisogno di aggiungere che approvo in pieno l’iniziativa

  35. Sandra - 04 Ott 2013 11:11 AM

    Cari AlBi e Letizia e altri: sì, quello di Estevill, lasciar piangere, è un metodo indubbiamente rapido, più rapido quanto più piccolo e indifeso è un bambino. Ma le conseguenze a lungo termine? I bambini dormono? Anche i dipressi e gli orfani che non piangono mai. Io, come tanti nella mia generazione, abbiamo subito questi trattamenti per toglierci le necessità di accudimento che ad alcuni appagliono -per falsa comodità di dormire tranquilli, perché si dorme meglio vicino a loro- come “vizi” e “capricci” . Risultati? Un rapporto di poca fiducia verso i genitori, di amore addolorato mai confessato, e gravissimi problemi di autostima che non si vedono perché io era modellica, brava studentessa, ecc ecc -gravi problemi di cui i genitori non se ne accorgono! I miei non lo hanno saputo fin che non ho avuto 39 anni e ho avuto una bambina e ho rifiutato i suoi metodi! E lo hanno saputo solo dopo una terribile discussione. Perché i figli, per timore a perdere l’affetto dei genitori, e anche perché siamo stati sottomesi così da bebè, non confessiamo mai se possiamo evitare…

  36. Maria Luisa Tortorella - 06 Ott 2013 8:23 AM

    Alla luce delle attuali conoscenze psicobiologiche, si può dire che ogni tipo di soluzione va bene se non crea stress inopportuni ai bambini, ovviamente deve essere compatibile con le scelte e il sentire dei genitori. Un genitore che “vuole il figlio nel lettone” non sempre è patologico (cioè ha problemi di coppia o di identità), può anche essere uno che ama le coccole… qui in genere la scelta è di entrambi i genitori. Purchè non si “costringano” i bambini.
    E’ inutile e fallimentare consigliare il lettone a una famiglia con stile di attaccamento ansioso-evitante: così come propinare il metodo Estivill a quelle con stile ansioso-ambivalenti (non riescono ad applicarlo). I bimbi con attaccamento sicuro in genere si adattano a tutto (ma uno stile di attaccamento “sicuro” si forgia con ripetute esperienze di accudimento coerente e sensibile sia diurno che notturno). Poichè non disponiamo di screening di massa che identifichino gli attaccamenti, è bene non proporre in maniera indiscriminata metodi i cui effetti psicobiologici a distanza ancora non conosciamo (ma che certamente non favoriscono l’acquisizione di una fisiologica modulazione dello stress da parte del bambino piccolo).
    Bisogna tener conto, peraltro, che anche i pediatri hanno il proprio stile di attaccamento, e dunque si spiega come ognuno consigli quello che sente più congeniale…
    Quello che contestiamo, come ACP, è la messa in onda di un programma in cui si consigliano delle “regole” avulse dalle conoscenze sulla fisiologia del bambino (normali risvegli notturni, bisogno di contatto fisico), in un campo in cui “educazione” e “benessere psico-fisico” hanno ampi margini di sovrapposizione.

  37. Maria Luisa Tortorella - 06 Ott 2013 8:26 AM

    Aggiungo che Sandra ha perfettamente ragione, in quanto i metodi “educativi” degli anni ’70, tesi a “estinguere” le richieste di prossimità hanno verosimilmente come risultato anche di estinguere l’empatia tra genitori e figli (oltre che la capacità comunicativa delle emozioni in generale) che dura ben più a lungo dei 2-3 anni di risvegli notturni infantili…

  38. Linda - 09 Ott 2013 9:35 AM

    La fragilità del genitore moderno necessità dell esistenza di trasmissioni e di miriade di libri che insegnano a educare i propri figli: questo per me è allucinante!

  39. Angela Fiore - 27 Ott 2013 9:45 AM

    In sostegno di Tata Lucia.
    Basta ipocrisia: i bambini vanno educati, con AMORE e FERMEZZA.
    Sono pediatra di famiglia da 20 anni, ho bambini che vengono in ambulatorio volentieri. Li rispetto, cerco di farli stare bene, ma sono severa sulle regole. Severa, non cattiva e non rigida. Sempre più genitori vengono a chiedermi un consiglio educativo per bambini ormai allo sbando, ingestibili a casa e fuori, non stanno a tavola, vanno a letto quando decidono, padroni del telecomando a 3 anni. Quando menzioni “le regole” tutti inorridiscono (e si offendono). Una mamma mi ha detto: “Pensi è intelligentissima, sa usare il minipimer (2 anni)”. Alla mia obiezione sul fatto che non dovrebbe farla giocare con un elettrodomestico ha ribadito:” Ma dottoressa, lo sa usare! E poi altrimenti piange e non smette”.. Ho cercato di spiegare perché non debba farlo, ma mi ha guardata con aria ironica e franco orgoglio per quella figlia così intelligente.
    Un’altra fa dormire con lei il bambino di 2 anni e mezzo e lo allatta anche di notte.
    Anche in ambulatorio il piccolo le mette le mani nella scollatura e lei lo lascia fare (perché è della lega del latte e non vuole traumatizzarlo). Il marito la minaccia di separarsi.
    Un po’ di limiti non fanno male. Ritengo che Lucia Rizzi con l’esperienza che si ritrova, abbia fatto quello che doveva, in quella situazione. La frustrazione fa parte della vita ed anche questa va appresa a piccole dosi.
    Non confondiamo sempre l’educazione con la mancanza di amore.
    Non ho sentito nessuno così indignato per quella tremenda trasmissione che “insegna” alle ragazzine e alle loro madri (mi auto-censuro l’aggettivo) ad avere un guardaroba adeguato.
    Sono state raccolte firme, su iniziativa di una mamma, per fermare la trasmissione, ma tutto è caduto nel vuoto.
    E nessuno ha alzato la voce sulla pubblicità di un sito immobiliare che “chatta” di nascosto con un minore, sotto gli occhi compiaciuti di genitori imbecilli.
    Come mai?
    Basta essere ipocriti!
    La vita non è un dolcetto ( purtroppo!).

  40. Sergio - 12 Nov 2013 10:36 PM

    Scusate la mia ignoranza, ma da quando il/ la pediatra si occupa di educazione? potrei capire un neuropsichiatra infantile. ed é la stessa differenza che esiste tra un professore ed un educatore: per essere professore bisogna sapere, per essere un educatore bisogna essere. A quanto ho visto dal programma, le tate sono chiamate da genitori che sbagliano metodo educativo, e vedono il risultato dello sbaglio nel comportamento dei propri figli. E se per alcuni il problema é il contenuto “diseducativo”, PERCHÉ L’ASSOCIAZIONE PEDIATRI NON HA FATTO UNA LETTERA AL GARANTE QUANDO RAFFAELA FICO FACEVA VEDERE LE CHIAPPE ALLE 7 DEL POMERIGGIO ?

  41. Barbara - 13 Nov 2013 10:37 PM

    Apprendo solo ora del caso. Condivido solo in parte la lettera scritta. Mia figlia non ha mai avuto problemi ad addormentarsi nella sua cameretta dopo il solito rituale: pigiamino, latte (se la cena era stata “light”), qualche carezza della mamma e una canzoncina se necessaria. Detto ciò credo che ogni coppia genitore/figlio abbia una storia a se, ma credo anche che l’estinzione graduale non sia una cattiveria da parte del genitore, ma un far capire al proprio cucciolo che non è solo… Ogni genitore sa interpretare il pianto del priopio bimbo e capire quando si tratta di un bisogno e quando di un capriccio. L’allattamento poi è un capitolo a parte, un altro tipo di legame tra madre e figlio, più potente di tanti abbracci.

    Non trovo giusto parlare degli orfani…li i problemi sono altri!.
    Ricordiamoci poi che i tempi televisivi sono tiranni e non sappiamo come è stata tagliata la scena.
    Buona notte! :-)

  42. Mariangela Alletto, Seregno - 27 Mag 2014 10:25 AM

    Condovido pienamente.

  43. veronica - 30 Mag 2014 12:08 PM

    Grazie per la presa di posizione, giusta e doverosa. Però non pensate che i genitori si sentano abbandonati nel loro ruolo e anche una guida come quella di Sos Tata sia meglio del nulla? Quanti pediatri guidano realmente i genitori in queste difficoltà? Il metodo Estivill è superato, però conosco diversi genitori che lo applicano con successo. Il punto è che le tate tv a volte agiscono sui bambini con lo stesso approccio che si avrebbe con i cani…
    cordiali saluti e complimenti.
    Veronica, mamma di 3 bambini under 8

  44. Maria Luisa Tortorella - 07 Giu 2014 2:44 PM

    Dice un vecchio proverbio “meglio soli che male accompagnati”. Se i genitori riescono a seguire le loro inclinazioni naturali senza troppi condizionamenti, il più delle volte le loro risposte sono coerenti con le esigenze dei figli.
    La cultura pediatrica sul sonno infantile è in lento ma inesorabile aumento, e anche noi come ACP stiamo dando il nostro contrinuto a questo aumento di consapevolezza.
    Il metodo Estivill non solo è superato (lui stesso l’ha ritrattato!) ma è privo di fondamenti scientifici, e se crediamo al metodo scientifico (cioè: studi progettati con i dovuti criteri statistici) non possiamo basarci sulle singole esperienze dei genitori; anche perchè il “successo” riportato dalle famiglie (e da Estivill…) si basa esclusivamente sui risvegli notturni, ma non valuta (non lo hanno fatto neanche i pochi studi in merito…) gli effetti psicologici e a distanza del metodo.
    Che le tate abbiano un approccio simile a quello di Pavlov con i cani (ovviamente non tutte e non sempre, ma per il sonno sì) lo condivido, infatti i suddetti metodi rientrano nella categoria dei “trattamenti comportamentali” che hanno lo stesso razionale degli studi di Pavlov.
    Ma siamo convinti che i nostri figli meritino un approccio diverso.

  45. Morena Agus - 03 Lug 2014 6:34 PM

    Sono psicopedagogista da oltre trent’anni e dissento profondamente con i sedicenti educatori che non rispettano le necessità psicologico- affettive dei minori di età. Anch’io mi occupo di bambini e di famiglie, ma nella piena considerazione dei vissuti e delle dinamiche educative. Ci si deve rapportare ai bambini con assertività e non con immotivata durezza perché il vero educatore non dimentica mai che essi sono la assoluta finalità e non uno strumento di visibilità per chi se ne occupa. I bambini chiedono amore e la miglior forma per dimostrarglielo è il rispetto.
    Concordo appieno con coloro che dissentono su metodologie che nulla hanno di educativo, ma servono solo ad umiliare il minore di età a cui, in questo modo viene preclusa la costruzione dell’autostima e della fiducia nell’adulto. I genitori che hanno necessità di un supporto devono escludere i circuiti televisivi e afferire a persone veramente competenti che, senza tanto clamore, lavorano seriamente e sono una vera risorsa. Morena

  46. Livio De Sanctis - 24 Gen 2016 5:12 PM

    Buongiorno, sono psicologo, specialista in terapia cognitivo comportamentale e in particolare sui disturbi del sonno. Attualmente lavoro all’ospedale pediatrico Necker a Parigi (che ricordo é il più antico ospedale pediatrico al mondo nonché attualmente uno dei più importanti in Europa) nel servizio di ventilazione non invasiva e sonno. Non ho visto il programma televisivo in questione ma posso affermare con certezza che l’estinzione graduale del pianto é una tecnica che, se usata correttamente (e ribadisco usata CORRETTAMENTE), é valida ed efficace e può essere eventualmente modulata con l’aiuto di altre tecniche. Sono proprio diversi studi scientifici che lo attestano mentre non mi risulta che siano provati eventuali effetti dannosi sul bambino. D’altra parte é ovvio che se un genitore in generale é presente nella vita del bambino permetterà a quest’ultimo di creare un legame di attaccamento sicuro anche se non accorre al suo capezzale ad ogni capriccio (per altro l’estinzione graduale non prevede di lasciar piangere il bambino e basta tutta la notte). Inutile specificare poi i danni che può fare un genitore troppo protettivo e che asseconda ogni capriccio del suo bambino. Non é ovviamente in un post su internet che si può sviscerare la questione e insegnare come educare correttamente un bambino, tuttavia é doveroso quanto meno fornire un’altra chiave interpretativa sulla questione smentendo certe inesattezze.
    Aggiungerei anche che le tecniche cognitivo-comportamentali sono in generale molto valide per la gestione/educazione dei bambini e sono effettivamente usate con successo da migliaia di professionisti in tutto il mondo, di solito chi tira fuori il cane di Pavlov non ha veramente molta cognizione in merito. Credo che prima di fare del terrorismo mediatico bisognerebbe informarsi meglio.

  47. Maria Luisa Tortorella - 26 Gen 2016 11:41 PM

    Buongiorno Livio, la ringrazio per il suo intervento.
    In effetti in un post non è pensabile sviscerare completamente la questione, ma sulle evidenze scientifiche di efficacia dell’estinzione graduale, la invito a leggere l’articolo di Quaderni ACP: http://www.acp.it/2013/12/i-trattamenti-comportamentali-per-linsonnia-nel-bambino-7503.html che revisiona la letteratura in materia, in cui si esamina non solo l’efficacia (=il bimbo non chiama più di notte) ma gli outcomes a lungo termine e le implicazioni psico-biologiche, in un’ottica più ampia sul benessere del bambino e del futuro adulto, con approccio EBM.
    Se lei è a conoscenza di altri studi con evidenze migliori, possiamo arricchirci di conoscenze a vicenda, magari può scrivere alla Redazione di Quaderni ACP per continuare la discussione.
    Nell’articolo che le ho indicato si accenna anche agli effetti della disponibilità emotiva solo “notturna” dei genitori.
    Sul ruolo del pediatra nelle questioni “educative” invito lei e i partecipanti alla discussione a leggere l’interessante articolo del gruppo ACP Ovest: http://www.acp.it/wp-content/uploads/Quaderni-acp-2015_224_185-188.pdf .
    Aggiungo che oggi, tempo in cui le conoscenze di psico-neuro-immuno-endocrinologia vanno aumentando in modo esponenziale, non è più obbligatorio ragionare solo per compartimenti stagni (il pediatra guarisce la bronchite – lo psicologo risolve le paure – la maestra insegna a leggere), ma laddove un professionista abbia acquisito competenze sufficienti e abbia l’attitudine ad occuparsi in maniera più “globale” del bambino, è giusto che i confini fra le discipline si integrino e si mescolino, guardando la questione da diversi punti di vista.
    E’ questa l’ottica dei pediatri ACP.

    Saluti