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04 Ott 2013
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Il Garante risponde: SPADAFORA, «NECESSARI ESPERTI CHE SUPERVISIONINO CONTENUTO TRASMISSIONI» “Invito ‘SOS Tata’ a rileggere la Carta di Treviso e la Convenzione sui diritti dell’Infanzia”

sostata“Telecamere che indugiano a lungo sul pianto disperato di un bambino, contesti familiari messi a nudo dalle ingerenze di trasmissioni televisive che spesso non dimostrano sufficiente attenzione verso i bambini e gli adolescenti. Le scene della trasmissione “SOS Tata” che mi sono state segnalate da alcune associazioni non sono che l’ennesimo episodio di un modo di fare televisione spesso poco attento al rispetto dei principi sanciti dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, poi ribaditi da diversi codici deontologici sottoscritti dal mondo dell’informazione, come la Carta di Treviso e il Codice di autoregolamentazione tv e minori.” È quanto dichiara Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, in merito alla puntata di “SOS Tata” andata in onda sabato 14 settembre su La7.

“Invito pertanto i responsabili di LA7 e della società Magnolia, produttori  della trasmissione “SOS Tata”, ma più in generale tutto il mondo dell’informazione e dell’intrattenimento, al rispetto dei principi che loro stessi hanno sottoscritto, primo fra tutti quello che vincola la partecipazione dei minorenni alle trasmissioni televisive al massimo rispetto della loro persona, evitando che siano coinvolti in forme di comunicazione lesive dello sviluppo armonico della loro personalità. Quando si ha a che fare con i bambini e gli adolescenti, soprattutto in contesti così delicati, non ci si può permettere leggerezza e superficialità. Il coinvolgimento di professionalità specifiche che di volta in volta supervisionino il contenuto delle trasmissioni prima che queste vadano in onda, in questo senso, è fondamentale. Come sempre in caso di segnalazioni, purtroppo non poco frequenti, ho provveduto a informare il Comitato media e minori, con il quale auspico di avviare un’azione congiunta volta a sensibilizzare quanto più possibile il mondo dei media per evitare episodi del genere. Come per tutte le questioni che riguardano i bambini e gli adolescenti – conclude il Garante – sono pronto ad aprire tavoli di dialogo e di confronto, a ricevere suggerimenti e ad ascoltare, perché soltanto lavorando in rete riusciremo ad ottenere risultati concreti. I media, in questo senso, rivestono un ruolo fondamentale.”

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