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31 Dic 2013
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Global Health Security Initiative (G7 sanitario): un piano contro le pandemie e la resistenza agli antibiotici

GHSI[Sole24oreSanità] «In Europa si stanno predisponendo delle misure per rendere attuativi immediatamente gli scambi fra campioni biologici nei casi di emergenza pandemica o di insorgenza di nuove influenze o di nuovi ceppi di virus»..

A spiegarlo è il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al termine del 14esimo incontro della Global Health Security Initiative (Ghsi), che si è svolto oggi a Roma con la partecipazione delle autorità sanitarie dei Paesi del G7 più Messico, Commissione Ue Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

«La possibilità di scambiare in tempi rapidissimi i campioni biologici – ha precisato Lorenzin – evita che ci siano delle eccessive lungaggini che in questi casi possono mettere a rischio le vite delle persone. Il lavoro del Ghsi va avanti dal 2001 e ogni anno si aggiungono nuovi obiettivi in base anche ai cambiamenti che avvengono a livello globale. La forza di questo meeting è il fatto di essere supportato in modo forte a livello scientifico, però di essere informale nell’approccio. In questo modo si ha la capacità di intervenire in tempi reali su più fronti, con l’aiuto dei Paesi di tutti i continenti, ma anche con l’Oms e l’Ue».

Infatti «priorità chiave – si legge in un documento stilato dalle delegazioni dei paesi partecipanti al termine del summit – é quella di rafforzare la preparazione collettiva e la risposta agli eventi di salute pubblica con potenziale pandemico» anche attraverso «la condivisione di campioni di
agenti patogeni« e lo sviluppo di meccanismi che «possano semplificare questa condivisione di informazioni e campioni tra i diversi paesi».

Altra questione sul tavolo dei ministri é stata quella della resistenza antimicrobica, definita «una preoccupazione crescente a causa del suo impatto sulla salute delle popolazioni mondiali, sulla sicurezza alimentare,
sull’ambiente e sull’economia in generale». Tanto che, si legge sempre nel documento finale del G7, proprio «la resistenza antimicrobica é stata identificata come una delle principali sfide alla sicurezza sanitaria nell’Unione europea e nei meeting internazionali».

Infine, altra priorità segnalata dai tecnici dei diversi continenti, quella di un «rapido e affidabile rilevamento del potenziale di minacce chimiche, biologiche, radioattive e nucleari« he resta «un elemento fondante della sicurezza sanitaria mondiale».

Questo il comunicato finale dei ministri intervenuti al Ghsi
1. Noi Ministri/Segretari/Commissari di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Messico, Regno Unito, Stati Uniti e Commissione Europea abbiamo fondato questa iniziativa nel novembre 2001, con la finalità di “un’azione globale concertata per rafforzare la risposta sanitaria alla minaccia del terrorismo internazionale di tipo biologico, chimico e radio-nucleare (CBRN)”. Riconosciamo le attuali sfide alla sicurezza sanitaria globale poste dalle tematiche CBRN e altre emergenti minacce. Pertanto rimaniamo impegnati a lavorare in modo collaborativo per prevenire e affrontare queste minacce attraverso la continua sorveglianza e la condivisione delle informazioni.

2. Ci siamo riuniti oggi in Roma per riflettere sugli eventi emergenti per la sicurezza pubblica negli ultimi anni e per esplorare le azioni collaborative per proteggere la salute e la sicurezza della nostra popolazione, nonché potenziare la sicurezza della salute globale. Oggi abbiamo discusso le priorità chiave per la preparazione collettiva e la risposta alle minacce chimiche, biologiche e radio- nucleari (CBRN), di influenza pandemica e delle altre malattie infettive emergenti; abbiamo espresso il nostro sostegno ai risultati raggiunti finora grazie a questa iniziativa e identificato attività future per il progresso di priorità emergenti e attuali nella sicurezza della salute globale.

Rafforzare la preparazione collettiva e la risposta agli eventi di Salute Pubblica con potenziale pandemico
3. Negli ultimi due anni abbiamo dovuto affrontare l’emergere di due virus, l’influenza aviaria A (H7N9) e la sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus(MERS-CoV), ognuno dei quali ha il potenziale di causare una pandemia globale. Riconosciamo l’importante progresso fatto nella rapida condivisione dei campioni del virus dell’influenza aviaria A (H7N9) e sosteniamo un’aperta condivisione, come approvato dal programma quadro di preparazione per l’influenza pandemica dell’OMS e dal Regolamento Sanitario Internazionale (2005) (IHR). Riconosciamo inoltre l’importanza della condivisione di campioni di agenti patogeni nel rafforzare la nostra capacità di rispondere alle emergenti minacce alla salute pubblica di interesse internazionale. Intendiamo quindi aderire ai principi, ai traguardi e allo spirito del Regolamento Sanitario Internazionale che incoraggiano la condivisione tempestiva dei campioni e delle informazioni cliniche tra i laboratori dei Paesi membri del GHSI nella risposta agli agenti patogeni non influenzali con potenziale pandemico.

4. In base alla lezione appresa in seguito allo scoppio della MERS-CoV, la rete è interessata alle barriere che hanno ritardato la condivisione dei campioni di laboratorio tra i Paesi e le istituzioni in quanto i campioni sono fondamentali per l’accelerazione della ricerca scientifica, l’investigazione epidemiologica e la potenziale implementazione di misure di pubblica sicurezza. Sebbene riconosciamo che la condivisione dei campioni in relazione ad agenti patogeni non influenzali con potenziale pandemico sia complicata a causa dei regolamenti e delle leggi nazionali ed internazionali e di altri fattori, come i diritti alla proprietà intellettuale, sosteniamo un’aperta, trasparente e rapida condivisione per facilitare una tempestiva risposta pubblica. Di conseguenza abbiamo istruito i nostri ufficiali affinché sviluppino meccanismi che possano semplificare la condivisione dei campioni tra i Paesi del GHSI, in modo da poter essere collettivamente preparati a rispondere in futuro alle minacce alla salute pubblica. Il nostro lavoro sarà essenzialmente reso disponibile
all’OMS a sostegno dei suoi continui sforzi globali per rafforzare la preparazione collettiva alle minacce di salute pubblica con potenziale pandemico.

Resistenza antimicrobica
5. Ringraziamo la Professoressa Dame Sally Davies che, nel suo discorso, ha delineato la minaccia della resistenza antimicrobica (AMR) alla sicurezza globale della salute pubblica. La resistenza antimicrobica è una preoccupazione crescente dei Paesi membri del GHSI a causa del suo impatto sulla salute delle popolazioni mondiali, sulla sicurezza alimentare, sull’ambiente e sull’economia in generale. Questa preoccupazione è condivisa a livello internazionale, dato che la resistenza antimicrobica è stata identificata come una delle principali sfide alla sicurezza sanitaria nell’Unione Europea e nei meeting internazionali. Riconosciamo che la prevenzione e il controllo dei rischi alla salute da resistenza antimicrobica sono straordinariamente complessi e richiedono un’attiva collaborazione multisettoriale a livello globale tra i settori del servizio sanitario, della salute pubblica, della salute degli animali, della sicurezza alimentare, della produzione alimentare e della protezione ambientale.

6. E’ attraverso sforzi di collaborazione in aree chiave come la prevenzione, l’osservazione, la ricerca e lo sviluppo di nuovi antimicrobici, nonché attraverso la gestione di antimicrobici esistenti, il trasferimento e lo scambio di conoscenza, che l’emergenza e la diffusione della resistenza antimicrobica possono essere ridotte e controllate. Ci impegniamo a collaborare con l’OMS per informare le politiche e le strategie nazionali sulle resistenze antimicrobiche e per aumentare la consapevolezza, nello sforzo di ridurre l’impatto potenziale sulla salute pubblica a livello globale.

Strumenti e principi per un’efficace azione sulla sicurezza sanitaria globale
7. Le contromisure mediche sono componenti chiave per la preparazione e la risposta alle emergenze mediche e di salute pubblica causate dagli agenti CBRN e dall’influenza pandemica. Di conseguenza, l’accesso e la disponibilità di queste contromisure mediche restano una priorità chiave dei nostri rispettivi governi. In collaborazione con l’OMS, abbiamo fatto significativi progressi nella costruzione di un programma operativo per l’implementazione di contromisure mediche che contempla le questioni legali, normative e logistiche da considerare durante questa implementazione. Continueremo il nostro lavoro in questo campo con l’obiettivo ultimo di costruire una capacità globale di implementare rapidamente ogni contromisura medica durante le emergenze di pubblica sicurezza.

8. L’esposizione a rischi chimici o radioattivi a seguito di una propagazione intenzionale o accidentale può avere effetti sulla salute sia acuti sia cronici. Limitare o prevenire l’esposizione attraverso una rapida decontaminazione è una fondamentale contromisura medica e di salute pubblica e sviluppare linee guida basate sui fatti resta una priorità chiave per la rete. Abbiamo istruito i nostri esperti affinché sviluppino principi per guidare le pratiche di decontaminazione negli incidenti con esposizione di massa e affinché identifichino eventuali lacune nella conoscenza attuale. Queste attività sono in linea con le capacità essenziali per la riduzione del rischio chimico, radioattivo e nucleare richieste dal regolamento Sanitario Internazionale IHR) (2005) e devono essere supportate dallo sviluppo di una strategia di comunicazione del rischio complementare.

Rafforzare la preparazione a lungo termine
9. Gli sforzi di collaborazione del GHSI nel 2013 si sono focalizzati sia sui rischi specifici alla sicurezza sanitaria sia sul rafforzamento della preparazione a lungo termine per le minacce da CBRN e da influenza pandemica che possono essere applicabili ad ogni possibile rischio. Coerentemente con il nostro approccio strategico, gli sforzi collettivi nel 2014 evidenzieranno i seguenti punti:

10. Per potenziare la nostra preparazione in caso di emergenze radioattive per la salute pubblica, abbiamo istruito la rete affinchè continui a sostenere l’OMS nello sforzo di revisione e aggiornamento delle linee guida per la somministrazione profilattica di iodio in caso di propagazione radioattiva. Siamo soddisfatti del lavoro svolto finora nella comparazione dei metodi di gestione dei campioni, analisi, e dosaggio del farmaco tra i laboratori per le sostanze radioattive e nucleari e attendiamo i risultati di questo lavoro, che agevolerà la rapida cooperazione in caso di emergenza.

11. La rete continua a collaborare efficacemente sulla condivisione dei piani nazionali riguardanti l’H5N1, H1N1, H7N9 e MERS-CoV, come anche della preparazione collettiva e della risposta all’influenza stagionale. Siamo soddisfatti del progresso fatto nella delineazione dei principi di preparazione e risposta all’influenza pandemica che contribuiranno all’approccio a ogni possibile rischio. Abbiamo istruito i nostri esperti tecnici affinché continuino a collaborare con l’OMS per dirigere l’uso delle linee guide recentemente sviluppate circa la gestione del rischio dell’influenza pandemica, incluso l’approccio alla matrice del rischio “Severity Assessment” durante l’influenza stagionale nell’emisfero Nord del 2013-2014.

13. Abbiamo richiesto ai nostri esperti di continuare a supportare lo sviluppo delle strategie di comunicazione dei rischi in risposta alla recente diffusione delle linee guida per la gestione del rischio dell’influenza pandemica; sfide emergenti quali il DURC (dual-use research of concern) e quelle di comunicazione attualmente in corso riguardanti l’implementazione internazionale di contromisure mediche. Inoltre, riconosciamo il progresso fatto nell’analisi del condizionamento crescente dei social media nella comunicazione delle emergenze nel settore della Sanità pubblica.

14. Accogliamo la nuova legislazione dell’Unione Europea circa le serie minacce transnazionali alla salute, che contribuiranno al rafforzamento del quadro di sicurezza sanitario dell’UE e appoggiamo la preparazione e la risposta globale alle serie minacce transnazionali alla salute.

15. Continuiamo a sostenere l’OMS nel rafforzamento dell’attuazione del Regolamento Sanitario Internazionale (IHR, 2005) attraverso la corrente condivisione e diffusione degli strumenti di capacity building e delle best practice promossi dall’OMS sia all’interno del contesto GHSI che oltre. Riconosciamo il progresso significativo che è stato fatto per potenziare la conformità al Regolamento Sanitario Internazionale per quanto riguarda gli incidenti chimici attraverso la condivisione e promozione di informazioni tecniche e l’acquisizione e diffusione di materiale formativo per il management degli incidenti chimici.

16. Il nostro metodo per condurre delle valutazioni circa il rischio e le minacce comuni degli agenti biologici è ora pienamente operativo e aiuta a informare il nostro piano annuale e i processi di definizione delle priorità. Abbiamo istruito i nostri funzionari acontinuare a migliorare questo strumento affinando i criteri di valutazione ampliando lo spettro per includere agenti nuovi o riemergenti.

17. Il rilevamento rapido e affidabile del potenziale di minacce Chimiche, Biologiche, Radioattive e Nucleari (CBNR) rimane un elemento fondante della sicurezza sanitaria mondiale. Grazie alla collaborazione in molteplici attività nel Laboratory Network, i nostri esperti hanno potenziato lo scambio di informazioni e la cooperazione in contesti come quelli degli emergenti agenti patogeni pericolosi. Abbiamo istruito i nostri funzionari a continuare a dedicarsi a agenti patogeni sconosciuti in maniera da migliorare ulteriormente le competenze del GHSI durante i periodi di incertezza.

18. L’approccio alla valutazione di ogni possibile rischio nelle attività di preparazione collettiva migliora la nostra capacità di pianificazione e ci prepara a reagire alle minacce di tipo CBRN o di influenza pandemica. Per incrementare la mappatura delle nostre competenze chiave, abbiamo istruito i nostri funzionari affinché identifichino le lacune rimanenti nelle nostre competenze. I risultati di questa analisi saranno usati per aiutare a definire la revisione delle priorità da parte della rete nel 2014.

19. Nel 2012 abbiamo discusso la questione del DURC come un settore potenziale in cui il GHSI avrebbe potuto impegnarsi e abbiamo riconosciuto che oltre ai benefici derivanti dal rapido evolversi della ricerca nelle scienze naturali e delle sue tecnologie, c’era anche un incremento dei rischi nel settore della sicurezza della salute pubblica. Abbiamo indirizzato i nostri esperti a continuare a sostenere lo sviluppo di principi guida, di strategie pubbliche di comunicazione, della formazione su temi di sicurezza e difesa biologica e di management del DURC, in maniera tale da ridurre il potenziale impatto negativo della questione.

Accogliamo la proposta del Giappone di ospitare il prossimo Ministerial Meeting nel 2014.

Tale dichiarazione è stata approvata da Minsitri, Segretari e Commissari della salute.
L’onorevole Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, Italia L’onorevole Rona Ambrose, Ministro della Salute, Canada L’onorevole Daniel Bahr, Ministro della Salute, Germania L’onorevole Mercedes Juan, Segretario alla Salute, Messico
L’onorevole Earl Howe, Parlamentare Sotto Segretario dello Stato per la Salute, Regno Unito
Sig. John F. Ryan, Facente Funzioni per la Salute Pubblica, a nome dell’Onorevole Tonio Borg, Commissario per la Salute e Politiche per i Consumatori, Commissione Europea
Professor Benoit Vallet, Direttore Generale della Salute, a nome dell’Onorevole Marisol Touraine, Ministro del Lavoro, Impiego e Salute, Francia
Sig. Bill Corr, Segretario Deputato alla Salute a Servizi Sociali, a nome dell’Onorevole Kathleen Sebelius, Segretario alla Salute e alle Politiche Sociali, Stati Uniti d’America
Dott. Mitsuhiro Ushio, Assistente per la salute globale, a nome dell’Onorevole Norihisa Tamura, Ministro della Salute, Lavoro e Welfare, Giappone

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