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Quaderni acp - 2014; 21(1): 21-25
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Quaderni acp 2014_21(1)


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Quaderni acp
ISSN: 2039-1382

Pubblicazione iscritta nel registro Nazionale della Stampa n° 8949 ® ACP

Alcuni motivi per cambiare, insieme

Enrico Valletta*, Michele Gangemi** - Dipartimento Materno-Infantile, UO di Pediatria, Ospedale “G.B. Morgagni-L. Pierantoni”, AUSL di Forlì; **Pediatra di libera scelta, ULSS 20, Verona

Some reasons to change, all together
In Italy the reorganization of the paediatric health system as a whole is underway.
Recent legislations make future developments more understandable. On the other hand, several technical documents analyze paediatric primary and hospital healthcare and put in evidence some critical aspects: the progressive decrease of paediatricians in the next ten years, the scattering of newborn’s hospital services; the inappropriate use of emergency care services, the new health needs for chronic diseases, adolescence and paediatric subspecialties all this together with the need to keep children’s health under the paediatric medicine responsibility strongly suggest that a profound change is needed. The economic sustainability of our health system is the background of all this. It seems now necessary that different levels of paediatric healthcare start working together in this reorganization process. A stronger network between primary paediatric care, paediatric hospital services, universities and highly specialized referral centers seems mandatory.
Quaderni acp 2014; 21(1): 21-25

La riorganizzazione dell’assistenza pediatrica in Italia è un processo che appare ormai avviato e che impegna la cosiddetta “area pediatrica” nel suo complesso. Alcuni provvedimenti legislativi e d’indirizzo lasciano intendere i possibili sviluppi.
D’altra parte, esistono documenti tecnici che analizzano la realtà pediatrica territoriale e ospedaliera attuale e ne mettono in evidenza gli aspetti critici. La riduzione progressiva del numero dei pediatri nei prossimi dieci anni, la frammentazione dell’assistenza ospedaliera, l’inappropriato utilizzo delle risorse dedicate all’emergenzaurgenza, il manifestarsi di nuovi bisogni di salute nei settori delle malattie croniche, dell’adolescenza e delle subspecialità pediatriche e l’opportunità che la tutela della salute dei bambini resti nelle mani dei pediatri sono solo alcuni dei motivi che giustificano la spinta al cambiamento. Il tema della sostenibilità economica del nostro sistema sanitario fa da sfondo a tutto questo. È necessario che i diversi livelli di cure pediatriche, da sempre in stretta connessione funzionale, mettano mano congiuntamente al processo di riorganizzazione. Una maggiore integrazione tra territorio, ospedale e centri di formazione e alta specializzazione appare indispensabile.

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