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03 Apr 2014
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I latti di crescita: utili solo a chi li produce

L’uso dei latti di crescita non può e non deve essere lo “strumento offerto al pediatra (e dal pediatra alla famiglia) in vista di una nutrizione più bilanciata”, il pediatra deve saper proporre fin da subito uno stile di vita sano, suggerendo un divezzamento flessibile, complementare a richiesta, variegato ed adeguato al modello dietetico della famiglia.
Secondo le ditte produttrici inoltre, i bambini dovrebbero bere 500 ml di latte formulato ogni giorno, ciò che non è supportato da alcuna evidenza scientifica ed è anche in netto contrasto con le raccomandazioni sull’allattamento al seno.

Ciononostante…
Nell’ultimo numero di Pediatria news è stata allegata una nota informativa attraverso la quale la SIP prende posizione rispetto la necessità di utilizzare i latti di crescita nel bambino da 1 a 3 anni di vita.
Nella nota, a sostegno della bontà dell’utilizzo di latti rafforzati nel bambino di questa fascia di età, vengono portate alcune motivazioni (peraltro non supportate da alcun riferimento bibliografico) quali “fornire un maggiore apporto di acidi grassi vegetalidi ferro” e micronutrienti; l’EFSA (European Food Safety Agency) a tale proposito, ha concluso in un parere pubblicato nell’ottobre 2013[1] che l’apporto adeguato di acidi grassi omega-3, ferro, vitamina D e iodio va assicurato a lattanti e bambini della prima infanzia che manifestano o sono a rischio di manifestare livelli inadeguati di queste sostanze nutritive e non indiscriminatamente a tutti.
Nella nota SIP si afferma inoltre che “non sempre è facile l’adattamento del bambino e della sua famiglia ad una alimentazione più ricca di nutrienti variegata”; questo è vero se il modello di divezzamento proposto è rigido e povero, situazione che non rappresenta la maggioranza dei nostri bambini.
L’ACP si dissocia da questi messaggi poiché non sostenuti da evidenze scientifiche…
La proposta di alimenti dolcificati ed arricchiti di ferro e vitamine va in direzione opposta a quella suggerita dall’OMS[2], EFSA[3], IBFAN[4] che, sulla base di evidenze scientifiche solide, dichiarano che i latti di crescita sono prodotti inutili nell’alimentazione dei bambini se non addirittura negativi in quanto l’alto contenuto di zuccheri ed il conseguente sapore dolce, potrebbero influenzare le preferenze del bambino per i cibi dolci e favorire sovrappeso ed obesità.
L’ACP ritiene inoltre poco etico che nell’attuale situazione di crisi del Paese che vede molte famiglie in gravi difficoltà economiche, il pediatra si faccia promotore di un prodotto inutile e costoso, che può condizionare negativamente l’allattamento materno, raccomandato ben oltre il primo anno di vita anche recentemente dal Tavolo Tecnico Operativo Interministeriale sulla Promozione dell’Allattamento al Seno[5].
Raccomandare i latti di proseguimento configura inoltre il mancato rispetto del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno.
L’ACP ritiene che compito centrale del pediatra sia la promozione, il sostegno e la difesa dell’allattamento e una costante attenzione al consumo di alimenti freschi, naturali e diversificati orientati a mantenere un corretto stile di vita.

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BIBLIOGRAFIA

  1. Scientific Opinion on nutrient requirements and dietary intakes of infants and young children in the European Union, EFSA Journal 2013;11(10):3408 [103 pp.]. doi:10.2903/j.efsa.2013.3408
  2. Information concerning the use and marketing of follow-up formula The use of follow-up formula WHO 17 July 2013
  3. http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/131025.htm
  4. http://www.ibfanitalia.org/unindagine-dettagliata-sui-latti-di-crescita/
  5. http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&id=2113
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C' é 1 commento:

  1. Enzo - 17 Set 2014 10:12 PM

    ottimo e coraggioso articolo.