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08 Apr 2015
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ACP e “Fare di più non significa fare meglio”

La scheda dell’Associazione Culturale Pediatri con le prime “Cinque pratiche a rischio di inappropriatezza di cui medici e pazienti dovrebbero parlare” è stata pubblicata ufficialmente a febbraio 2015 sul sito di Slow Medicine, il movimento che nel 2012 ha lanciato e coordina in Italia il progetto “Fare di più non significa fare meglio”, a cui l’ACP ha aderito a giugno 2014. Nato parallelamente all’iniziativa USA Choosing Wisely , il progetto italiano fa ora ufficialmente parte del Movimento Choosing Wisely Internazionale, assieme ad altri Paesi Europei. Sta coinvolgendo società scientifiche mediche, associazioni di consumatori e di cittadini attorno agli obiettivi di “contrasto al sovra utilizzo di procedure diagnostiche e terapeutiche” e di “condivisione del processo di cura tra medico e paziente “. La prima fase operativa del Progetto prevede che ogni Associazione che aderisce individui, nell’ambito della propria attività quotidiana, cinque procedure diagnostiche o terapeutiche ad elevato rischio di inappropriatezza, che soddisfano cioè i seguenti criteri:

• sono comunemente usate nella pratica quotidiana;
• in base alle evidenze scientifiche di efficacia disponibili non apportano un beneficio significativo alle principali categorie di pazienti a cui vengono prescritte;
• possono esporre i pazienti al rischio di subire effetti dannosi.

La scheda ACP è stata compilata sulla base delle indicazioni inviate dagli iscritti dei vari gruppi regionali, selezionando quelle con più alto numero di segnalazioni. Ecco le liste fino ad ora pubblicate.
Il percorso del progetto prevede ora l’applicazione delle raccomandazioni contenute nella scheda nella pratica quotidiana di ciascun pediatra e la loro condivisione con i genitori. L’implementazione del Progetto prevede l’informazione e la formazione dei medici e degli altri professionisti sanitari e la facilitazione del dialogo tra le varie figure per la programmazione del processo di cura, attraverso il coinvolgimento di altre strutture territoriali del SSN: il Piemonte è stata al regione pioniera, ma altre si stanno organizzando. Ci attendiamo che l’impegno di molti riesca a contenere l’uso inappropriato di indagini, diagnosi, trattamenti e lo spreco di risorse umane ed economiche che stanno seriamente minando la sostenibilità del nostro regime di assistenza Sanitaria.

Anna Maria Falasconi
Referente ACP per il progetto “Fare di più non significa fare meglio”

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