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25 Mar 2015
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Salute e Migrazione: all’ISS il punto sui nuovi scenari internazionali e nazionali

17/02/2015 [ISS.it] L’impatto della crisi economica nel processo di tutela della salute dei migranti e le malattie riemergenti: sono questi i temi del XIII Convegno dell’Italian National Focal Point – Infectious Diseases and Migrant (Italian NFP) dal titolo Salute e Migrazione: nuovi scenari internazionali e nazionali che si tiene oggi all’Istituto Superiore di Sanità. L’impatto delle malattie emergenti e riemergenti risulta, infatti, particolarmente critico nel caso di fasce di popolazione fragili, quali i migranti. Per rilevare le necessità sanitarie di questa fascia di popolazione e fornire risposte adeguate a queste, è stato costituito, sin dal 1997, l’Italian NFP, una Rete di esperti di Istituzioni Pubbliche, Organizzazioni Non Governative, Associazioni di Volontariato e referenti di Comunità di stranieri presenti sul territorio nazionale, i quali, nella loro peculiarità (area della prevenzione, area diagnostico-clinica, area comunicativo-relazionale, area dell’assistenza, area della ricerca), si occupano da tempo del fenomeno migratorio e delle esigenze di salute ad esso collegate. Il Network, coordinato dall’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione e Formazione (UO-RCF) del Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate (MIPI) dell’Istituto Superiore di Sanità, periodicamente organizza una giornata di studio e di confronto tra esperti del settore su specifici argomenti inerenti la promozione e la tutela della salute della popolazione migrante. L’occasione di oggi è volta a stimolare un dibattito e una riflessione sulla stretta interazione tra gli aspetti economici, politici e socio-culturali e la necessità di garantire a tutti gli individui il diritto alla salute, in un momento storico nel quale agenti patogeni nuovi o che si pensava fossero stati sconfitti minacciano la salute del singolo e della comunità di appartenenza.

Negli ultimi anni la migrazione ha assunto dimensioni crescenti, diventando un fenomeno sempre più complesso, anche a causa dell’eterogeneità delle popolazioni che migrano, delle rotte migratorie e delle motivazioni che inducono a lasciare il proprio paese. Gli scenari di crisi socio-economica a livello globale e i nuovi fronti di guerra che riguardano in particolare l’Africa Nord-Occidentale ed il Medio Oriente hanno contributo negli ultimi anni all’aumento significativo di questo fenomeno in gran parte dei Paesi dell’Unione Europea. Nonostante i numeri siano in continua evoluzione, si stima che in Italia la presenza di persone straniere sia di quasi 5.700.000, pari al 9,5% del totale dei residenti (dati Eurostat 2013).
Nel nostro Paese il fenomeno migratorio, secondo i dati IDOS 2014, ha assunto negli ultimi anni una dimensione strutturale: oltre 5 milioni di presenze regolari, quasi 2 milioni e mezzo di famiglie con almeno un componente straniero e altrettanti occupati con cittadinanza straniera, oltre 1 milione di minori di cui molti di seconda generazione, oltre 800mila studenti iscritti a scuola, quasi mezzo milione di imprese che fanno capo a persone nate all’estero, una consistente presenza multireligiosa.

“La rilevante presenza in Italia di fasce di popolazione di differente provenienza e cultura – dice Anna Maria Luzi dell’ISS – determina nuovi assetti socio-politici e rinnovate esigenze di carattere sanitario che richiedono una opportuna riorganizzazione dei Servizi sanitari, in maniera da renderli in grado di rispondere alle necessità di salute delle popolazioni migranti. Questo processo deve necessariamente implicare un’adeguata sensibilizzazione della classe politico-dirigente, una piena consapevolezza dei bisogni di salute delle popolazioni di migranti (incluse le patologie emergenti e riemergenti) e la disponibilità di strutture e risorse economiche sufficienti a rispondere a queste richieste, in modo omogeneo e organico, su tutto il territorio nazionale. La crisi economica che sta interessando il nostro Paese da alcuni anni rischia di limitare sensibilmente lo sviluppo di questo processo di riorganizzazione delle risorse in ambito sanitario, con evidenti implicazioni sulla possibilità di accesso alle strutture e di fruizione di cure appropriate da parte dei migranti”.

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