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27 Lug 2015
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SANITA. “Meno rischi e più sicurezza per parto naturale”

Il ddl presentato congiuntamente a Camera e Senato
(DIRE- Notiziario Sanità) Roma, 8 lug. – Rendere il parto naturale piu’ sicuro attraverso un nuovo modello organizzativo dell’evento-nascita che ponga al centro la donna e il bambino e metta a loro disposizione “tutte le risorse sul piano organizzativo, clinico, tecnico, scientifico e ovviamente sul piano umano”. È questo l’obiettivo del disegno di legge ‘Norme per l’incremento del livello di sicurezza del parto naturale’, presentato congiuntamente alla Camera e al Senato da Paola Binetti (Ap) e da Aldo Di Biagio (Ap) e illustrato oggi alla stampa nella sala Nassirya del Senato. Il ddl propone un nuovo metodo di parto per via vaginale che riduca i rischi sanitari prevedendo, tra l’altro, un percorso di formazione-informazione che coinvolga operatori e donne, “dando forma a un’evoluzione totale dell’evento nascita sotto il profilo scientifico, culturale e sociale”.
Tra i punti fondamentali, l’introduzione di una alta formazione rivolta al personale sanitario ospedaliero sul nuovo modello organizzativo che sara’ oggetto di momenti di informazione anche per le partorienti e le famiglie, l’ecografia intrapartum e il partogramma digitale. Infine, il ddl propone anche l’uso di una fascia ergonomica gonfiabile a tre camere, monouso, per l’accompagnamento delle contrazioni uterine. Un metodo, quest’ultimo, che sostituirebbe la manovra di Kristeller.
“Tra le ragioni che sostengono il parto cesareo c’e’ la convinzione che sia piu’ sicuro- ha detto Binetti- Noi vogliamo accompagnare il piu’ possibile la natura, evitando eccessi di meccanizzazione. Non si tratta pero’ di rifiutare la tecnologia- ha tenuto a specificare- ma di usare quella che oggi potremmo chiamare una tecnologia molto piu’ dolce, meno traumatica e meno invasiva. Questo dovrebbe portare a una maggiore sicurezza del parto e anche a una riduzione del contenzioso medico-legale”.
Binetti ha poi aggiunto che “sono almeno cinque legislature che il tema del parto viene messo al centro dell’attenzione del Parlamento. Noi vorremmo che questa fosse la legislatura in cui il ddl riceve la sua approvazione definitiva, in modo tale che le donne possano arrivare in sala parto con la serenita’ e la tranquillita’ di sapere che stanno andando incontro non a un intervento chirurgico, perche’ non sono delle pazienti, ma sono donne che nella piu’ piena normalita’ della loro maternita’ mettono al mondo un bambino”.

(Wel/Dire)

 

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Ci sono 5 commenti:

  1. Barbara Grandi - 30 Lug 2015 11:01 AM

    E’ grave che abbiate pubblicato questa notizia senza commentarla, si tratta di un disegno di legge che ha suscitato scandalo. Guardate cosa ne dice Saperidoc della fascia gonfiabile.

    ‘Babybirth’, fascia addominale gonfiabile. Come vendere questo dispositivo di non provata efficacia? Imponendone l’uso per legge. Il disegno di legge 1944 presentato al Senato, statuisce, all’art. 3, che il “parto naturale si avvale dei seguenti strumenti: a) ecografia intrapartum; b) fascia ergonomica gonfiabile, a tre camere, monouso”. Proprio quella prodotta da BNL Health Services srl di Impruneta (e della quale, secondo la stampa locale, l’Asl di Empoli ha già acquistato 500 esemplari al costo di 213.000 euro Iva inclusa). E, per evitare che qualche struttura pensi inopinatamente di farne a meno, il successivo art. 4 stabilisce che proprio l’uso di quella fascia ergonomica gonfiabile, a tre camere e monouso “costituisce componente strutturale dei livelli essenziali di assistenza sanitaria ed è garantita dal Servizio sanitario nazionale”. Il favorevole rapporto beneficio/danno del dispositivo è riferito in E’ grave che abbiate pubblicato senza commento questa notizia.Saperidoc dice:un piccolo RCT (80 donne) in cui l’intervento viene somministrato in un contesto assistenziale manifestamente e marcatamente diverso da quello generale [Int J Gynecol Obstet 2013;120:78–81]. Nel gruppo di controllo, infatti, sono riportati una durata del periodo espulsivo di 111.37±35.10 minuti, tassi di lacerazione cervicale pari a 2.5%, lacerazioni 3°-4° grado 40%, Kristeller 67,5%, tagli cesarei in periodo espulsivo 12,5%, applicazioni di vacuum 30%. Diversamente, una revisione sistematica di RCT [Cochrane Database Syst Rev 2009;4:CD006067] include uno studio di buona qualità (500 donne) in cui l’uso di una fascia gonfiabile non ha mostrato, oltre a un aumento dei perinei intatti, vantaggi su esiti materni e neonatali.

  2. ANDREA GARDINI - 30 Lug 2015 11:44 AM

    VI SIETE DISTRATTI, VERO? ESTATE, FA CALDO…. POI NON è UN VOSTRO ARGOMENTO SPECIFICO… QUESTA E’ UNA NOTIZIA MOLTO DISCUTIBILE,

  3. Laura Reali - 30 Lug 2015 3:16 PM

    Cara Barbara e caro Andrea,
    innanzi tutto grazie per l’attenzione con cui seguite il nostro blog. Per quanto riguarda la notizia che abbiamo pubblicato, vorrei sottolineare che questo è il blog dell’ACP, luogo cioè di discussione libera di tutte le notizie, un posto dove discutere di tutto quello che può essere interessante per noi pediatri e che può avere rilievi di interesse e di discussione e questa è appunto una notizia quantomeno discutibile, come dice Andrea.
    Abbiamo deciso di pubblicarla senza nessun commento come è consuetudine per il nostro blog proprio per segnalarla all’attenzione e chiedere se abbia un senso un ddl che impone strumenti non supportati da adeguato livello di evidenze come nota saperidoc e se sia appropriato prendere decisioni di questo tipo senza il supporto di esperti (anche pediatri) che possano dire la loro. Ben venga quindi la discussione e la segnalazione e direi anche di non limitarci a questo blog ma di far arrivare il segnale della attenzione dei pediatri anche a livello politico, considerando che in questo momento il Ministero della Salute sta affrontando proprio il problema dell’appropriatezza.
    Voglio ricordare infine che la sede di diffusione del pensiero ACP viene pubblicata su “Quaderni ACP” e su “Appunti di viaggio”, dei quali spero siate altrettanto attenti lettori.
    Grazie ancora e aspetto numerosi altri commenti.

  4. angela - 30 Lug 2015 3:53 PM

    E semplicemente assurdo continuate a mettere cose su cose a l evento più naturale della nostra vita ….alta formazione???? Il personale sanitario e non lo sa benissimo come funziona un parto fisiologico …..e dove li mettiamo i protocolli ospedalieri e tutti i soldi??????parto naturale di due gemelline

  5. Maria Luisa Tortorella - 08 Ago 2015 5:35 PM

    Nel nostro blog spesso compaiono notizie che servono ad aprire la discussione, a volte seguite da un poll/sondaggio che invita ad esprimere il proprio parere. La scelta delle notizie è dettata dalla rilevanza delle stesse nell’ambito della salute infantile.
    In questo caso il DDL pare basato effettivamente su evidenze scientifiche quanto meno discutibili, certo non sulla necessità di mantenere alto il livello di formazione del personale dell’area materno-infantile, ma sull’ausilio obbligatorio,per di più nei parti fisiologici, di uno strumento la cui efficacia non ha solide basi scientifiche.
    Come riportato infatti nell’articolo http://oggiscienza.it/2015/07/16/una-cintura-per-partorire-in-sicurezza/ , finora solo uno studio italiano, su un piccolo campione e con importanti limiti metodologici, ne documenta l’efficacia, contro risultati nulli di precedenti studi su campioni di popolazione ben più numerosi.
    C’è da aggiungere che l’uso di suddetta fascia potrebbe costituire una limitazione nella scelta della posizione più confortevole per il parto, posizione che la donna ha diritto di scegliere in condizioni fisiologiche, come peraltro raccomandato dalle linee-guida per il parto fisiologico del NICE : “1.13.9 : scoraggiare la donna dal giacere in posizione supina o semi-supina nel secondo stadio del travaglio e incoraggiarla a trovare qualsiasi altra posizione che le sia confortevole “.
    Bisogna tener conto, infine, della sempre maggior consapevolezza che le partorienti hanno acquisito del proprio ruolo attivo , anche a livello decisionale, nella scelta delle modalità del parto, e dunque una legislazione che ha come scopo la sicurezza del parto e gli esiti materno-infantili dovrebbe includere esclusivamente gli interventi di efficacia evidence-based.”