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16 Ago 2015
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“L’acido folico è il miglior amico delle donne in gravidanza”

Malgrado se ne parli da anni sono ancora troppo poche le donne che assumono acido folico prima della gravidanza, per tale motivo il CNMR ha elaborato nuove strategie per informare più coppie possibili e aperto un sito tematico per sensibilizzare alla problematica.

L’esperto del CNMR spiega all’Expo la necessità di assumere la vitamina già prima del concepimento

ISS 27 LUGLIO 2015. La prevenzione primaria delle malattie rare è al centro del workshop su “Stili di vita, corretta alimentazione in gravidanza e prevenzione delle patologie congenite” organizzato all’Expo di Milano dal Ministero della Salute e tenutosi il 27 Luglio 2015.

“Acido folico e folati – spiega il Direttore del Centro Nazionale Malattie rare, Domenica Taruscio – sono vitamine essenziali per le cellule che nel nostro organismo vanno incontro a processi di differenziazione e rapida proliferazione, come ad esempio le cellule del sangue e le cellule embrionali. Una carenza di queste vitamine può determinare forme di anemia e, in caso di gravidanza, aumentare il rischio che il feto sviluppi gravi malformazioni congenite. Di qui l’intensa attività del nostro Istituto per diffondere il messaggio a partire da studi medici, scuole, palestre, corsi prematrimoniali. Rendere le giovani coppie consapevoli in tempo utile è fondamentale, per questo il CNMR ha pensato a un sito tematico e predisposto varie forme di materiale informativo, opuscoli, brochure e poster, sia in lingua italiana che nelle principali lingue straniere parlate dalle donne presenti in Italia”

. L’acido folico ha un ruolo fondamentale nella prevenzione di gravi malformazioni congenite come i difetti del tubo neurale (tra cui spina bifida, anencefalia e encefalocele). Studi e prove condotte in diversi Paesi hanno dimostrato che l’assunzione di acido folico prima del concepimento può ridurre il rischio di difetti del tubo neurale fino al 70%.

“Spesso la donna scopre di aspettare un bambino solo alla quinta settimana di gravidanza – ha sottolineato Paolo Salerno, ricercatore del CNMR nella sua relazione all’EXPO -. Lo sviluppo delle strutture embrionali, da cui si formeranno il cervello e il midollo spinale del feto, si completa però appena 28 giorni dopo il concepimento. Risulta essenziale assumere acido folico almeno un mese prima del concepimento e fino al terzo mese, quando si verifica la chiusura del tubo neurale”.

Anche un’alimentazione ricca in frutta, verdura e legumi, contenenti folati, contribuisce a ridurre l’incidenza delle malformazioni congenite. La sola alimentazione, però, non è sempre sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano in folati e, se si programma una gravidanza, è necessario integrare la dieta con compressa di acido folico nella dose giornaliera di 0,4 mg raccomandata. Il fabbisogno giornaliero per un adulto sano, infatti, è di 0,4 mg/die secondo il documento pubblicato da Organizzazione Mondiale della Sanità e FAO nel 2004. Durante la gravidanza il fabbisogno giornaliero in folati aumenta per la donna a 0,6 mg/die, dal momento che il feto attinge alle risorse materne per il proprio sviluppo.

Il Network Italiano Promozione Acido Folico
Il Network Italiano Promozione Acido Folico, istituito nel 2004 e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, ha elaborato una Raccomandazione che ha diffuso ed è tuttora impegnato a diffondere sul territorio nazionale: “Si raccomanda che le donne che programmano una gravidanza, o che non ne escludono attivamente la possibilità, assumano regolarmente almeno 0,4 mg al giorno di acido folico per ridurre il rischio di difetti congeniti. È fondamentale che l’assunzione inizi almeno un mese prima del concepimento e continui per tutto il primo trimestre di gravidanza”. Inoltre, sono raccomandati 4-5 mg di acido folico al giorno per le donne che presentano fattori di rischio per i difetti del tubo neurale e familiarità o precedente gravidanza esitata con difetti del tubo neurale, anamnesi familiare positiva per malformazioni, diabete insulino-dipendente, obesità o epilessia.

Acido folico e folati
Acido folico e folati sono vitamine del gruppo B, anche noti con il nome di vitamina B9.
La parola deriva dal latino folium, foglia. Fu l’americano Mitchell, negli anni Quaranta, il primo a impiegare il termine di acido folico per indicare sostanze estratte da foglie di spinaci e rivelatesi efficaci contro alcuni tipi di anemia.
È importante distinguere tra acido folico e folati. Questi ultimi sono composti naturalmente presenti negli alimenti, mentre il termine acido folico è riferito alla molecola di sintesi chimica presente nei supplementi vitaminici e negli alimenti arricchiti con queste vitamine.
I folati devono essere necessariamente introdotti attraverso l’alimentazione, in quanto il nostro organismo li produce sono in quantità molto limitate.

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