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24 Set 2015
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Con telemedicina e sistemi digitali risparmi per 6,9 mld. I dati presentati al Forum S@lute

Se è proprio vero che la telemedicina rappresenta una reale fonte di risparmio in Sanità, perché in Italia stenta a partire?

10.09.12 [Sole24OreSanità] Potrebbero valere un paio di manovre finanziare, 6,9 mld di euro l’anno, i risparmi per il Ssn con la digitalizzazione del sistema e la telemedicina. Secondo uno studio dell’Osservatorio Netics presentato oggi a Roma al Forum della S@nità digitale la ricerca 2,5 mld di risparmi arriverebbero dotando gli ospedali di strumenti a supporto delle decisioni terapeutiche, basati su sistemi di Evidence Based Medicine (Ebm). L’integrazione tra ospedale e territorio, attraverso la telemedicina, può essere veicolo di risparmi pari a circa 1,4 mld l’anno. Già realtà in alcune regioni la possibilità di cura a distanza attraverso dispositivi tecnologici è sconosciuta ai più. Solo un italiano su 3, infatti, dichiara di sapere bene in che consiste. Eppure le potenzialità dell’assistenza a domicilio attraverso pc, tablet o smartphone, non passa inosservata anche a chi la conosce poco o nulla. Ben il 90% dei cittadini infatti la ritiene utile. L’integrazione tra ospedale e territorio attraverso la telemedicina, secondo un’analisi Netics basata su dati del ministero della Salute, porterebbe alla riduzione del 5% delle giornate di ricovero dei pazienti acuti in ospedale, ognuna della quale ha un costo di circa 800 euro. Ma ridurrebbe anche del 10% le giornate trascorse dai pazienti in strutture di lungodegenza. Tra la popolazione però la conoscenza della telemedicina è molto scarsa: in base a un’indagine statistica condotta su un campione di 4.500 persone, dichiara di sapere bene in che consiste solo il 31% degli italiani. Il 27% non ne ha mai sentito parlare, in mezzo una fascia di persone che ne sanno qualcosa ma hanno idee poco chiare. Interesse e curiosità sono però diffusi. In molti, ovvero l’87%, percepiscono il potenziale risparmio di costi, ma anche di tempi di spostamento, che la possibilità del controllo a distanza delle condizioni del malato riduce drasticamente, in particolare nell’ambito delle malattie cardiache e respiratorie.

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