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30 Set 2015
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L’inquinamento atmosferico può influenzare le capacità cognitive ed il volume cerebrale dei bambini sani

Parole chiave: Inquinamento atmosferico, PM, Ozono, Cervello, Capacità cognitive, Air Pollution, Ozone, Brain, Cognitive abilites

Bibliografia:
Calderón-Garcidueñas, Lilian, et al. Exposure to severe urban air pollution influences cognitive outcomes, brain volume and systemic inflammation in clinically healthy children Brain and cognition 2011; 77.3: 345-355

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Ci sono 3 commenti:

  1. Patrizia Gentilini - 02 Ott 2015 12:31 PM

    Ringrazio l’ACP, ed il Dott. Toffol in particolare, per questa nota. Vorrei ricordare anche altri studi che hanno confermato l’azione neurotossica di contaminanti presenti nell’aria:
    – uno studio sul monossido di carbonio che può passare attraverso il sangue placentare e danneggiare il fisiologico sviluppo del cervello fetale. Dal momento che i limiti sono stabiliti tenendo conto dei rischi di tipo cardiovascolare in adulti gli autori auspicano che questi limiti vengano rivisti tenendo conto di questa nuova azione come “neutotossina” del CO.(1)
    – uno studio caso-controllo (2) condotto sulla grande coorte delle infermiere americane (116.430 soggetti )che ha messo in luce il potenziale fattore di rischio rappresentato dalla esposizione durante la gravidanza a PM2.5. Lo studio ha identificato 245 bambini nati fra il 1990 e 2002 a cui sono stati diagnosticati disturbi dello spettro autistico(ASD) e 1522 controlli sani e si è risaliti attraverso modelli matematici, sia per i casi che per i controlli, ai livelli di PM 2.5 cui era stata esposta la madre in gravidanza. E’ emerso un rischio statisticamente significativo di oltre il 40% per i più elevati livelli di PM 2.5 nel terzo trimestre (OR = 1.42 IC 1.09-1.86).
    – del tutto recentemente anche per gli IPA, come per il PM2.5, è emersa una gravissima azione neurotossica sul cervello in via di sviluppo. Lo studio, pubblicato su Jama Pschiatry (3)è stato condotto su una coorte di bambini nati fra il 1998 ed il 2006 in cui era stato monitorato il livello di IPA cui era stata esposta la madre in gravidanza e poi sottoposti a risonanza magnetica nucleare. L’indagine ha permesso di stabilire che esiste una relazione dose-risposta fra esposizione prenatale ad IPA – specie nel 3° trimestre di gravidanza- e riduzione in età infantile della sostanza bianca dell’emisfero cerebrale sinistro che si associa a ritardo intellettivo, rallentamento dei processi cognitivi, problemi di comportamento, disturbi dell’attenzione ed iperattività.
    Ricordo che nelle città italiane la concentrazione media di PM 2,5 è molto più elevata di quanto si riscontri nella media delle città europee.L’ultimo Rapporto dell’UE sulla qualità dell’aria in Europa ha stimato che nel nostro paese vi siano ogni anno ben 65.000 morti premature per esposizione a PM2.5. L’Italia è al 2° posto dopo la Germania per numero di morti premature per PM2.5 ed in soli tre paesi: Germania, Italia e Polonia si registra ben il 39% di tutte le morti premature ascrivibili a questo inquinante nell’intero continente europeo (4).

    1.Levy RJ1. Carbon monoxide pollution and neurodevelopment: A public health concern. Neurotoxicol Teratol. 2015 Mar 13;49:31-40.
    2.Raanan Raz, Andrea L. Roberts et al Autism Spectrum Disorder and Particulate Matter Air Pollution and after pregnancy: a nested case control Analysis within the nurses’ health study II cohort Environ Health Perspect. 2015 Mar; 123(3): 264–270
    3.Peterson BS1, Rauh VA2, Bansal R1, Effects of Prenatal Exposure to Air Pollutants (Polycyclic Aromatic Hydrocarbons) on the Development of Brain White Matter, Cognition, and Behavior in Later Childhood JAMA Psychiatry. doi:10.1001/jamapsychiatry.2015.57
    4.Air Quality in Europe -2014 report EEA Report No 5/2014

  2. Giacomo Toffol - 03 Ott 2015 8:50 AM

    Ringraziamo la dott.ssa Gentilini per l’attenzione con cui ci segue e per questo importante arricchimento bibliografico. In attesa che vengano presi provvedimenti per contrastare questo importante rischio per la salute dei bambini, ricordiamo quello che possiamo fare nel nostro piccolo: usare meno l’automobile, promuovere gi spostamenti a piedi o in bicicletta (sostenere i progetti pedibus)promuovere l’allattamento al seno. Quest’ultima azione, come abbiamo già scritto nella newsletter di Giugno e come approfondiremo in uno dei prossimi numeri, ha infatti un ruolo protettivo anche nei confronti dell’ inquinamento.

  3. Anita Cappello - 27 Mag 2016 11:28 AM

    Grazie infinite per queste preziose informazioni. E grazie per il vostro lavoro sull’ inquinamento ambientale e la salute dei/delle bambini/bambine.