ACP > Editoria > Quaderni ACP > Scenari > La frenotomia del frenulo linguale corto nel lattante è utile per l’allattamento?
Quaderni acp - 2015; 22(5): 245-249

La frenotomia del frenulo linguale corto nel lattante è utile per l’allattamento?

Maddalena Marchesi1, Costantino Panza2 - 1. Pediatra di famiglia, San Polo d’Enza (Reggio Emilia); 2. Pediatra di famiglia, Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia)

Tongue tie is a frequent condition present in about 5% of newborns. It could impact on breastfeeding practice. This clinical scenario faces the diagnosis and treatment of this condition considering recent RCT.

L’anchiloglossia o frenulo linguale corto è un evento frequente nella pratica ambulatoriale, presente fino al 5% dei neonati, che può influire sull’allattamento al seno. Lo scenario clinico affronta la diagnosi e il trattamento di questa condizione neonatale alla luce dei pi. recenti trial randomizzati.

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Scenari
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ISSN: 2039-1382

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C' é 1 commento:

  1. Paola Bortolazzo - 09 Ott 2015 5:01 PM

    Volevo fare i miei complimenti agli autori di questo articolo, che ben riassume le evidenze e anche i dubbi su questa pratica. Dal mio punto di vista professionale, sono infermiera e consulente in allattamento IBCLC e seguo in libera professione le madri che hanno difficoltà con l’allattamento, condivido le conclusioni dell’articolo e mi auguro che il fatto di averne parlato in modo obiettivo possa portare un numero sempre maggiore di professionisti sanitari a prendere in considerazione come opzione terapeutica la frenotomia. In particolare, nei casi in cui le madri si trovano al bivio tra proseguire un allattamento doloroso oppure abbandonarlo perché nessun approccio assistenziale ha funzionato, credo sia giusto poter avere a disposizione questa opzione terapeutica.Ringrazio inoltre gli autori per aver sottolineato l’importanza della figura della consulente in allattamento ad integrare il ruolo e le funzioni del pediatra in materia di allattamento. Io sono fortunata, perché in alcune occasioni ho avuto il privilegio di aiutare alcune mamme in difficoltà in collaborazione con dei pediatri, ma spero che questa interazione possa essere sempre più la regola e sempre meno l’eccezione, perché a beneficiarne saranno le mamme e i loro bambini e di certo in parte lo dovremo ad articoli come questo. Grazie.
    Paola