ACP > InformACP > Il Blog ACP > Avere un cane in casa? Riduce l’asma nei bambini del 15%
16 Nov 2015
stampa

Avere un cane in casa? Riduce l’asma nei bambini del 15%

Uno studio di coorte effettuato in Svezia su oltre 1 milione di bambini esaminati dal 2001 al 2010 ad dimostra che l’esposizione ai cani e agli animali da fattoria durante il 1° anno di vita riduce il rischio di asma nei bambini a 6 anni. Questa informazione è affidabile perché viene da uno studio lungo e su un gran numero di bambini ed è quindi da diffondere perché può essere di aiuto per i medici e per le famiglie.

Per approfondire:

Original Investigation | November 2, 2015
Early Exposure to Dogs and Farm Animals and the Risk of Childhood Asthma
Tove Fall, et al. JAMA Pediatr. 2015;169(11):e153219. doi:10.1001/jamapediatrics.2015.3219.

 

2 nov. 2015 [LaStampa] Avere un cane in famiglia riduce il rischio di asma nei bambini anche del 15%, e vivere a contatto con animali da fattoria può addirittura dimezzarlo. A sostenerlo è uno studio dell’università svedese di Uppsala. I risultati danno dunque un forte sostegno a chi pensa che i bambini che vivono in condizioni di troppa pulizia potrebbero andare incontro a una predisposizione alle allergie, asma compresa.
Gli scienziati hanno analizzato i dati riguardanti più di un milione di bambini nati dal 2001 al 2010 in Svezia, dove la proprietà di un cane e di animali da fattoria deve essere registrata per legge. Esporre il bimbo alla presenza di un cane durante il primo anno di vita è associato ad un rischio inferiore del 15% di asma infantile, vivere vicino ad animali da fattoria riduce il rischio del 52%. «Gli studi – spiega il dottor Tove Fall dell’Università di Uppsala – hanno dimostrato che crescere in una fattoria riduce il rischio nel bambino a circa la metà. Abbiamo voluto vedere se questo rapporto era vero anche per i bambini che crescono con i cani nelle loro case. I nostri risultati hanno confermato questo effetto».
La ricerca, pubblicata sulla rivista JAMA Pediatrics, ha visto come coautrice la dottoressa Catarina Almqvist Malmros, che spiega: «Questo tipo di studi epidemiologici non vogliono per forza dare risposte. Sappiamo che i bambini con provata allergia ai gatti o ai cani devono evitarli, ma i nostri dati provano che i bambini che crescono con i cani hanno meno possibilità di contrarla, almeno per quanto riguarda la popolazione svedese».

stampa

Nessun commento, vuoi essere il primo?