ACP > InformACP > Il Blog ACP > Anestesia pediatrica, pubblicate dall’Aap le linee guida sugli elementi critici
22 Dic 2015
stampa

Anestesia pediatrica, pubblicate dall’Aap le linee guida sugli elementi critici

L’AAP ha pubblicato le linee-guida sull’assistenza anestesiologica ai bambini. Occorrono operatori esperti nella cura dell’età infantile e spazi e attrezzature dedicati, in tutti gli ospedali.

 

anestesiabimbi4 dic. 2015 [Doctor33] L’American Academy of Pediatrics (Aap) ha pubblicato sulla rivista Pediatrics le linee guida aggiornate utili per garantire un ambiente ottimale in cui eseguire anestesie sicure a neonati e bambini. «I pazienti di età compresa tra uno e dodici mesi hanno probabilità quattro volte maggiori di avere un arresto cardiaco connesso all’anestesia rispetto a chi ha più di un anno, rischio che sale a sei volte sotto il mese di vita» si legge nel documento intitolato “Critical Elements for the Pediatric Perioperative Anesthesia Environment”, da cui emerge che l’aumentato rischio di complicanze coinvolge anche i bambini sottoposti a procedure chirurgiche complesse oppure affetti da coesistenti comorbilità mediche. E allo scopo di fornire la migliore assistenza possibile, l’Aap invita gli ospedali a verificare l’intero processo anestesiologico, compreso l’ottimale affiatamento della squadra di operatori sanitari e la congruità dell’ambiente dove i bambini vengono addormentati. «Ciò implica che per mantenere adeguati standard prestazionali venga garantito un numero minimo annuale di anestesie pediatriche» puntualizza David Polaner, anestesista pediatrico al Children’s Hospital di Denver Denver, Colorado e coautore del documento. Secondo gli esperti dell’American Academy of Pediatrics, ai pazienti pediatrici ad alto rischio servono non solo anestesisti con certificazione in anestesiologia pediatrica, ossia professionisti che dedicano almeno il 30% della loro pratica clinica al trattamento di neonati e bambini con patologie complesse, ma anche zone preoperatorie separate a disposizione dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. «Per garantire la massima sicurezza possibile, gli anestesisti e i centri in cui si svolge l’attività di chirurgia pediatrica devono avere un accesso garantito e strutturato a tutte le risorse necessarie tra cui strumenti, attrezzature, impianti, laboratori e servizi ausiliari» riprende Polaner, concludendo che la posizione dell’Aap è in linea con gli standard pediatrici dell’American College of Surgery in pubblicazione nei primi mesi del 2016.
Pediatrics 2015. doi: 10.1542/peds.2015-3595
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26620064

stampa

Nessun commento, vuoi essere il primo?