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13 Gen 2016
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Riforma PA. Stretta su nomina manager Asl: under 65 e Albo unico nazionale

Basterà la realizzazione di un albo a risolvere tutti i problemi?

Non sarà più la Regione a decidere in via esclusiva e tutti i futuri candidati ai ruoli manageriali dovranno essere inseriti nell’Albo unico nazionale. È quanto prevede una bozza di decreto legislativo, tra quelli attuativi della riforma, riportata oggi da Public Policy e attesa in Consiglio dei ministri per metà gennaio.

05 GEN [QuotidianoSanità.it] – Le nomine dei direttori generali, di Asl e ospedali, dovranno passare al vaglio di una commissione mista di esperti, statali e regionali. Non sarà più la Regione a decidere in via esclusiva e tutti i futuri candidati ai ruoli manageriali dovranno essere inseriti nell’Albo unico nazionale. È quanto prevede una
bozza di decreto legislativo, tra quelli attuativi della riforma Madia, riportata oggi da Public Policy e attesa in Consiglio dei ministri per metà gennaio.
All’interno dell’Albo unico nazionale in cui dovranno confluire tutti i candidati ai ruoli manageriali delle aziende sanitarie, potranno accedere – previa selezione – coloro che hanno meno di 65 anni, hanno conseguito una laurea e corsi di formazione e abbiamo registrato un’esperienza almeno quinquennale nella dirigenza. L’Albo sarà aggiornato con cadenza biennale, previa nuova selezione.

Il compito di selezionare i candidati inseriti nell’Albo spetterà poi ad una futura commissione mista di esperti, statali e regionali.
 Le Regioni, inoltre, non decideranno più sulla revoca degli incarichi ai direttori generali. Se un manager non migliorerà le performance della sua azienda sarà rimosso dall”incarico e a farlo sarà la commissione e non più l”ente territoriale. Ai direttori saranno assegnati compiti precisi, sia sul funzionamento dei servizi, sia sugli obiettivi di salute. Ma anche sulla appropriatezza delle prescrizioni mediche, in modo che le ricette dei medici non pesino troppo sui bilanci regionali. Dopo due anni di lavoro il direttore sarà valutato da una commissione regionale.

Infine, anche i direttori sanitari e amministrativi che saranno soggetti a una diversa selezione. La loro nomina, infatti, non sarà più una prerogativa
esclusiva del direttore generale. Quest”ultimo dovrà sceglierli nell’ambito di un elenco pubblico regionale, dove si accederà per titoli e colloqui, tramite una selezione affidata ad una commissione regionale composta da esperti qualificati. Come per l”albo dei manager generali anche l’elenco dei
direttori sanitari e amministrativi sarà rinnovato ogni due anni e anche per loro saranno applicati precisi criteri di valutazione sulla base di obiettivi precisi che, se non verranno rispettati, comporteranno la decadenza automatica dai loro incarichi.

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