ACP > InformACP > Il Blog ACP > Leggere un libro anche ai neonati è una rivoluzione
02 Feb 2016
stampa

Leggere un libro anche ai neonati è una rivoluzione

Il pediatra Giorgio Tamburlini racconta il progetto nato nel 1999 che ha il suo cuore pulsante a Trieste.
[ Leggi l’articolo ]

_

stampa

Ci sono 2 commenti:

  1. Rosa Maria Giovanditti - 04 Feb 2016 8:08 AM

    Da due anni dedico il mercoledì pomeriggio alla lettura, nel mio ambulatorio, per i più piccoli.
    Lavorando nella periferia, ho notato nel tempo un aumento delle problematiche comportamentali, dei ritardi nelle acquisizioni linguistiche, legate anche a delle difficoltà socio ambientali vissute dai bambini. Ho cercato una lettura diversa del mio impegno, dopo vent’anni di attività come pediatra di base. Mi piace scrivere e negli incontri, alla fine nasce una piccola favola. Così ho deciso di inviarvi LA STORIA BUFFA DEL CALZINO BUCATO
    All’alba, mentre il sole inizia a stiracchiarsi in giardino e da lontano arriva un bel chicchirichì,nella stanza di Nenè, la cassettiera balla.
    Nell’ultimo cassetto sono piegati i calzini, dal basso verso l’alto.
    Sotto sotto il calzino bucato, quello che aveva girato tutto il mondo, grigio, consunto, ma pieno di vita “Vi racconto di quando ero in montagna appeso ad uno sci”
    “Ma stai zitto” rispondevano i calzini arcobaleno “Sei solo, sciupato, bucato.
    Proprio non vuoi capire le novità. Guardaci…all’ultima moda, ogni dito fasciato in mille colori”
    “E io cosa dovrei dire allora? Sono tutto un pois, l’ultimo grido ai piedi di Nenè”
    Dagli angoli del cassetto spuntano i famosi calzini dell’infanzia FREE RED, il calzino coniglio con orecchie pendule e il bruttissimo ORANGE, la carota con occhio strabico e sorriso tremulo. Si, proprio i calzini antiscivolo, quelli che Nenè si toglieva puntualmente perchè un piedino nudo ha il sapore della libertà!
    Ma ieri è scoppiato il guaio. Nenè infila nel cassetto il calzino giallo puzzolente e da quel momento è esplosa una specie di bolla maleodorante. “Ooh che svenimento, sciò, via, sparisci” L’unico, imperturbabile, è il grigio calzino bucato “Ne ho viste di puzze in vita mia”.
    Che confusione, Nenè dorme ancora, ma in quel cassetto se le suonano di santa ragione.
    E’ tardi, si apre la porta “Aiuto è entrata la mamma”.
    “Ma che schifo Nenè” .Velocemente alza il calzino puzzolente e prende tutti gli altri.
    Tanti piccoli occhi smarriti finiscono insieme in lavatrice. Chi è più nuovo, chi è più vecchio? Solo apparenza, tutti uguali nell’oblò che gira.
    Nel cassetto resta solo il calzino bucato, quello con tante storie da raccontare. Non importa, tanto nelle scarpe le calze sono tutte uguali.
    “Evviva la diversità” grida e ride di gusto il buffo calzino bucato.
    Ciao, la vita è piena di sorprese, sempre. Buon tutto!

  2. Stefania Manetti - 04 Feb 2016 4:48 PM

    Grazie per questa bella lettera che racchiude il senso del programma Nati per Leggere. Maria Giovanna arriva ad arricchire il suo ambulatorio dedicando un piccolo spazio alla lettura; da questo nasce poi il desiderio di scrivere una favola. Cambiare la propria quotidianità non è semplice per nessuno, specie dopo tanto tempo di routine e pratiche acquisite, ma a volte il contesto e i bisogni ci inducono al cambiamento. Negli ultimi anni tutti noi pediatri territoriali ci siamo dovuto confrontare con bisogni diversi, problematiche comportamentali, problemi di apprendimento, disagio socio ambientale, povertà economica e educativa, e questi bisogni ci mettono davanti a problemi diversi che implicano una visione globale del bambino, del suo sviluppo e del contesto familiare, indipendentemente se lavoriamo in periferia o in centro, su un isola o in alta montagna. Questo shift nella morbilità ci apre prospettive diverse, nessuno di noi è stato formato in questo senso. Oggi però abbiamo delle buone pratiche basate su evidenze solide che sono efficaci nel prevenire e nel sostenere la genitorialità e credo che questo sia l’unico percorso da intraprendere. Nasce una storia nell’ambulatorio di Maria Giovanna, nella ricerca di …”una lettura diversa del mio impegno”; la sala di attesa si trasforma e diventa un luogo di benessere, i genitori percepiscono molto questi cambiamenti e guardano con occhio “differente” il proprio pediatra quando si cerca di rispondere ai veri bisogni di una famiglia e di una comunità. Ci sono pediatri che durante l’ambulatorio si affacciano in sala di attesa e leggono qualche rigo di una storia, altri cantano, altri ospitano i lettori in sala di attesa per leggere storie e mostrare ai genitori come sia semplice farlo, altri prestano libri, hanno piccole “bibliotechine”, altri ancora sono fidelizzati con le biblioteche di riferimento quando hanno la fortuna di averle; altri si “arrangiano” e si adattano, ma tutti hanno capito che questo, insieme a altre buone pratiche, è il percorso da intraprendere per il benessere dei bambini e delle famiglie. Una rivoluzione piccolina ma importante, sicuramente una modalità, non la sola, per cambiare il nostro modo di fare il pediatra e renderlo più efficace e piacevole.

    Stefania Manetti
    Pediatra di Famiglia