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02 Mar 2016
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Appropriatezza, retromarcia. Lorenzin: «No super ticket, stop sanzioni ai medici, ricette da modificare»

Sembra che per ora il decreto del 20 gennaio sia sospeso fino a quando non saranno apportate le necessarie modifiche e semplificazioni.
​Sembra che il percorso di questo decreto non sia molto … appropriato​.

 

di Barbara Gobbi

Un tavolo ministero, Fnomceo, Regioni, metterà mano dalla prossima settimana al decreto appropriatezza. Che di fatto sarà riveduto e corretto sia negli errori di contenuto sia in quelli tecnici, che in molte realtà ne stanno rendendo impossibile l’applicazione, come denunciato da medici, assessori e cittadini. Per il momento, le sanzioni per i camici bianchi inadempienti, diretta derivazione del Dl Enti locali che le ha introdotte, sono sospese. Ed è in arrivo una circolare esplicativa che dovrà garantire l’applicazione omogenea delle disposizioni.

Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio scorso, è legge ma nella sostanza l’applicazione concreta e completa viene rinviata a quando saranno state apportate le modifiche necessarie e raggiunta l’intesa sulle eventuali penalità per i medici, che in ogni caso necessiteranno di un accordo Stato-Regioni. «Il decreto sull’appropriatezza rimane, ma cercheremo di evitare i disagi ai medici e ai pazienti. Le Regioni si sono impegnate a fare il possibile per evitare trattamenti differenti rispetto al luogo in cui si vive. Ma siamo pronti a rivedere il decreto semplificandolo, e per farlo ci vedremo la settimana prossima per elaborare una circolare con tutti i chiarimenti per i medici», ha spiegato Sergio Venturi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, a conclusione dell’incontro.

Da parte del ministero si tratta nella sostanza di una retromarcia sul provvedimento che tanto ha infiammato gli animi . La ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che ha parlato di nuovo di un «difetto di comunicazione» rispetto alla nuova legge, si è detta pienamente disponibile ad affrontare e risolvere tutte le criticità in campo. E soprattutto ha gettato acqua sul fuoco rispetto all’allarme supert-ticket, lanciato dalla Fimmg : «Non ci saranno assolutamente super ticket per i cittadini, dovuti a prescrizioni di esami su singole ricette ognuna gravata da un ticket», ha spiegato. Il caso è nato dall’ennesimo errore tecnico, cui la Sogei, presente all’incontro, dovrà rimediare.

Manifesti negli studi
«Bisogna dare un’informazione più completa e dettagliata ai pazienti – ha spiegato ancora la ministra -. Per questo dovremmo costruire una sorta di manifesto da appendere negli ambulatori e negli studi medici a loro favore, perché non deve essere il medico a spiegare che cos’è l’appropriatezza e come funziona. L’informazione, insomma, deve essere chiara e il paziente deve anche sapere che può essere fatto tutto quello che è necessario per lui e che su questo non ci sono assolutamente limiti».

Le reazioni. «La rimessa in discussione del decreto-bavaglio sulla libertà prescrittiva dei medici è l’unica decisione che il ministro Lorenzin poteva assumere per porre un freno a caos e nuovi super ticket», ha commentato il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo. «L’auspicio –prosegue- è che il tavolo di confronto tra ministero della Salute, Regioni e Federazione dell’Ordine dei medici sappia correggere le molte distorsioni sul piano clinico e amministrativo da subito denunciate dalla Fimmg. A cominciare dall’effetto perverso dalla definizione di un decreto che sembra imporre al percorso diagnostico del medico obblighi di certezze e non di sospetto come è tipico delle cure primarie. Accogliamo inoltre con favore il chiarimento delle Regioni circa l’assenza dell’obbligo di prescrivere su ricette separate le prestazioni soggette a note che ne limitano la prescrivibilità solo nei casi ritenuti “appropriati”. Marchingegno burocratico che avrebbe comportato una proliferazione del super ticket fisso di 10 euro su ogni ricetta».

Dal canto suo, l’Anaao Assomed esprime «parziale soddisfazione» per i risultati del vertice di oggi, ma non manca di ricordare come rimanga sul tappeto «il problema vero: non rientra tra i compiti della politica la definizione dei criteri di appropriatezza clinica, che rimane un valore che la professione medica rivendica all’interno di una alleanza che coinvolga anche i cittadini (…) Non servono annunci di lavori in corso, senza certezze sui tempi ed impegni sulla riduzione dei costi indotti (…) Serve attenzione e rispetto per un lavoro che diventa ogni giorno più gravoso e rischioso e capacità di ascolto dei bisogni di salute dei cittadini. Vigileremo sugli impegni assunti», è la conclusione cui giunge il sindacato guidato da Costantino Troise.

 

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