ACP > InformACP > Il Blog ACP > Emilia Romagna. A Piacenza nasce il triage infermieristico per la continuità assistenziale
11 Apr 2016
stampa

Emilia Romagna. A Piacenza nasce il triage infermieristico per la continuità assistenziale

Il paziente che chiama il servizio, parla con un infermiere, che effettua una precoce valutazione sanitaria e indirizza la persona verso la risorsa più appropriata per il suo bisogno. L’Ausl: “Si valorizzano le competenze e l’esperienza maturata dall’infermiere in un ambito, com’è quello dell’emergenza urgenza, complesso e spesso critico”.

18 MAR [Quotidianosanità.it] – Importanti novità nel servizio per l’utente che si rivolge alla Continuità assistenziale con una telefonata. Quando il cittadino chiama il servizio di ex guardia medica, parla infatti con un infermiere, che è chiamato ad effettuare una precoce valutazione sanitaria e indirizzare la persona verso la risorsa più appropriata per il suo bisogno di salute.
“La novità del ‘triage infermieristico’, scattata in questi giorni, s’inquadra nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’attività del servizio di Continuità assistenziale dell’Ausl di Piacenza e si configura come un’esperienza pilota in Emilia Romagna”, spiega una nota dell’Ausl in cui si ricorda che “ormai da oltre un anno l’Azienda Usl di Piacenza ha predisposto un centralino unico, che risponde al numero 0523/343000, che consente di attivare uno dei professionisti in servizio nelle diverse sedi territoriali”.

Ma come funziona nel dettaglio il nuovo servizio? Al cittadino che chiama la Guardia medica viene richiesto di fornire alcuni dati anagrafici a un operatore tecnico. La telefonata viene quindi passata all’infermiere di turno: “l’intervento aggiuntivo di questa figura professionale è una garanzia per inquadrare nel miglior modo possibile il problema di salute della persona che telefona”. Le informazioni raccolte dall’infermiere saranno poi fornite, tramite una scheda informatizzata, al medico di Continuità assistenziale competente per il territorio.

“Il filtro dell’infermiere – afferma la Ausl – sarà però prezioso nei casi di maggior gravità: il professionista potrà infatti far scattare direttamente la segnalazione alla centrale operativa 118 e attivare più precocemente l’invio di un’ambulanza su posto laddove ne ravvisi la necessità.
Gli infermieri che svolgeranno questa funzione hanno maturato negli anni una grande esperienza come operatori di centrale operativa 118 e quindi hanno sviluppato competenze per la valutazione telefonica di problemi sanitari”.

“L’attività di triage si configura come competenza avanzata – evidenzia Mirella Gubbelini, direttore assistenziale dell’Ausl di Piacenza – come una diversa e più ampia modalità di “presa in carico” del paziente che permette risposte più incisive e appropriate alle mutate esigenze del contesto sanitario”. “Nell’ambito della continuità assistenziale, con l’attivazione del triage infermieristico, si mette in campo una gestione professionalizzante del percorso a ulteriore garanzia del cittadino”.

“Si tratta dell’ultimo tassello del progetto di riqualificazione dell’ex centrale 118 di Piacenza e della rete dell’Emergenza urgenza territoriale”, fanno notare il direttore Enrica Rossi e il coordinatore Stefano Nani. “Il triage infermieristico avviato a Piacenza si configura come un’esperienza unica in Regione, che permette ai nostri operatori di confrontarsi con nuovi obiettivi”.

È una sfida che, conclude la Ausl, “valorizza le loro competenze e l’esperienza maturata in un ambito, com’è quello dell’emergenza urgenza, complesso e spesso critico”.

18 marzo 2016
© Riproduzione riservata

stampa

Nessun commento, vuoi essere il primo?