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11 Apr 2016
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Obiettivo Ippocrate entra al Senato «La norma lascia il medico da solo» I motivi dell’opposizione al ddl Gelli

23 mar. [Ilgazzettino.it] VICENZA – Diritto alle cure e responsabilità professionale dei medici. Su questi temi si è concentrata l’audizione dell’associazione vicentina di sanitari Obiettivo Ippocrate, accolta in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Un risultato record per un sodalizio che è nato solo 30 giorni fa all’interno del San Bortolo, trovando il consenso di centinaia di medici proprio sull’allarme per il “taglio” delle tutele assicurative.

Obiettivo Ippocrate” si pone come scopo principale quello di occuparsi della responsabilità professionale in campo medico, ha spiegato il presidente Massimiliano Zaramella, che si è concentrato sul ddl Gelli attualmente in esame al Senato. Zaramella ha espresso preoccupazione per tre aspetti inseriti: la possibilità di agire direttamente sull’esercente la professione sanitaria (medici, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari), da parte del presunto danneggiato nell’ambito di un Servizio Sanitario Nazionale, in cui l’esercente la professione sanitaria ricopre un ruolo di pubblica necessità con un rapporto di dipendenza con il Servizio Sanitario; il secondo riguarda la necessità del singolo esercente la professione sanitaria, anche dipendente del Sistema Sanitario Nazionale, di stipulare singolarmente una adeguata polizza assicurativa, abbandonando il singolo professionista ad interfacciarsi da solo coi titani assicurativi nei confronti dei quali le stesse Aziende Sanitarie stanno facendo un passo indietro:difficile riuscire perfino trovare una compagnia assicurativa disposta a stipulare una nuova polizza. In tal caso che farà il medico? Smetterà di esercitare la professione?

I medici vicentini alla “conquista” del Senato
Infine il concetto di autogestione assicurativa o autoassicurazione o autoritenzione del rischio, possibile per le Aziende del Servizio Sanitario Aziendale, al di là della reale e mera opportunità economica, tutta da dimostrare, «ci lascia molto perplessi sulle reali competenze delle aziende su una problematica che, in ambiti non solo sanitari, è sempre stata gestita da chi si dedica esclusivamente a questo. Esponendoci inoltre, questo tipo di autoassicurazione, ad una serie di rischi il più importante dei quali è quello di porci in una possibile posizione diconflitto di interesse, come controparte, con la stessa nostra azienda, alla quale potrà essere arrogata la possibilità di azione di censura severa, per raggiungere il giudizio di colpa grave».

«Con questi presupposti – ha detto Zaramella – il lavoro del medico non potrà essere svolto con serenità ed il primo a risentirne sarà il paziente, con aumento vertiginoso della medicina difensivistica, che diventerà presto “medicina astensionistica”, aumento della spesa, calo delle performance clinico chirurgiche ed aumento della mortalità. Partendo dal presupposto che il diritto all’assistenza sanitaria e il diritto ad un giusto ed equo indennizzo sono inalienabili ed intoccabili in una società civile, occorre recuperare due concetti fondamentali: intanto che il rapporto medico-paziente, al di là di regole e leggi, che giustamente devono esistere, si fonda sostanzialmente su un rapporto di fiducia reciproca. E poi va ricordato che il paziente che più può denunciare non sarà mai un paziente più tutelato, perché l’approccio del medico sarà, anche solo a livello inconscio, influenzato da questa rincorsa al responsabile, al colpevole, all’indennizzo e quindi, soprattutto nelle situazioni più complesse, più difficili, potrà accadere di scegliere di non fare, o di fare la cosa che espone meno il professionista».

I medici dell’associazione sono molto soddisfattidell’audizione al Senato. Da parte loro arriva il grazie ai parlamentari che li hanno sostenuti nella loro richiesta, Stefani e Volpi della Lega, Santini, Filippin e Crimi del Pd, oltre al movimento dei loro colleghi che hanno reso “pesante” l’azione di Obiettivo Ippocrate.

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