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05 Mag 2016
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Adroterapia, bilancio dei primi 5 anni al Cnao di Pavia: 800 pazienti trattati. Presto il trattamento dei melanomi oculari

Per adroterapia si intende una tecnica radioterapica che impiega fasci di protoni o di ioni carbonio, particelle elettricamente cariche, e che comporta dei vantaggi rispetto alla radioterapia convenzionale ai raggi X: il fascio ionico perde pochissima energia attraversando i tessuti e sprigiona tutta la sua energia, immediatamente al termine della sua corsa, solo dove c’è il tumore. Il Centro nazionale di Adroterapia oncologica (Cnao) di Pavia, importante progetto scientifico realizzato con tecnologia e ingegno italiani, è l’unico centro in Italia e uno dei due in Europa che impiega l’adroterapia. Il Cnao si avvale della collaborazione di una rete multidisciplinare di specialisti di rilevanza nazionale fra cui centri di pediatria oncologica per rendere disponibile il trattamento adronico a un sempre maggior numero di pazienti affinché possano beneficiare oltre che dell’efficacia anche della scarsa tossicità e del ridotto rischio di effetti a lungo termine di tale innovativo trattamento.

 

di Francesca Valvo (direttore medico del CNAO, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica)

18 apr. [Il Sole24ore Sanità] Il Centro nazionale di Adroterapia oncologica (Cnao) di Pavia, importante progetto scientifico realizzato con tecnologia e ingegno italiani, è l’unico centro in Italia e uno dei due in Europa che impiega l’adroterapia con protoni e ioni carbonio, è attrezzato con le più moderne tecnologie diagnostiche e ha oggi la possibilità di erogare questa terapia riconosciuta finalmente dal Servizio sanitario nazionale. Anche in Italia è oggi possibile effettuare trattamenti avveniristici senza doversi recare all’estero e sostenere spese onerose.

Per adroterapia si intende una tecnica radioterapica che impiega fasci di protoni o di ioni carbonio che sono particelle elettricamente cariche. Ciò comporta dei vantaggi rispetto alla radioterapia convenzionale ai raggi X: il fascio ionico perde pochissima energia attraversando i tessuti e sprigiona tutta la sua energia, immediatamente al termine della sua corsa, solo dove c’è il tumore. Questa zona, dove la radiazione raggiunge il suo livello di picco, è chiamato picco di Bragg. Oltre il tumore, la dose cade quasi a zero. Ciò significa che il tessuto normale vicino al tumore è risparmiato in modo ottimale come mai ottenuto prima. Questo è particolarmente importante quando organi sensibili come occhi, nervi, cervello o l’intestino si trovano adiacenti al tumore. La radiazione con fascio adronico è anche biologicamente più efficace, ha un maggiore potere distruttivo. Una cellula tumorale irradiata con ioni pesanti ha molte più probabilità di morire perché il suo materiale genetico (DNA) è irrimediabilmente danneggiato. Ciò rende possibile la distruzione di tumori che crescono molto lentamente e/o che sono scarsamente vascolarizzati, e quindi radioresistenti. Grazie a sistemi informatici di elevatissimo livello che tengono conto di molte variabili e sono in grado di personalizzare al massimo i trattamenti, pacchetti di energia progettati su misura “avvolgono” il tumore precisamente come un guanto si adatta alla mano. I pazienti che possono avvalersi dell’adroterapia sono quelli che non rispondono o rispondono non completamente alla radioterapia convenzionale.

Il 13 novembre 2012 è stata effettuata la prima seduta di terapia al Cnao di Pavia. Da allora più di 800 pazienti sono stati trattati al Cnao. Tutti i tumori trattati appartengono a categorie radio-resistenti per genetica o divenuti resistenti a pregressi trattamenti. Tipicamente i cordomi e condrosarcomi della base cranica, tumori dotati di lenta crescita, spesso difficilmente operabili in modo radicale, che portano inesorabilmente a risultati fatali se non trattati, mostrano un controllo di malattia del 90% su 120 pazienti trattati al Cnao. Così come i cordomi a localizzazione sacrale non operati mostrano un controllo locale del 75% su una casistica di 36 pazienti. Analogo risultato nei casi di sarcoma della pelvi. I voluminosi tumori delle ghiandole salivari (carcinomi adenoideo-cistici) che sono patologie per le quali i trattamenti convenzionali di radio di chemioterapia mostrano scarsa o nulla efficacia, dopo terapia con adroni mostrano un arresto della crescita nell’80% degli 84 pazienti trattati al Cnao.

Anche alcuni tumori cerebrali a lenta crescita come i meningiomi, che insorgono in zone vicine ad importanti crocevia vascolari, sono arrestati da un trattamento adronico. Nei tumori della prostata in particolare nelle forme più aggressive è possibile l’incremento di dose senza aumentare la tossicità agli organi contigui. Anche tumori di più ampia incidenza come al pancreas e l’epatocarcinoma inoperabili hanno mostrato di essere controllati dal trattamento adronico, in particolare più dell’80% dei casi trattati ha un controllo di malattia a un anno dalla fine del trattamento, dato considerevole stante la cattiva prognosi di queste neoplasie. I melanomi mucosi delle alte vie aeree, aggressivi e rari tumori, mostrano un controllo di malattia in tutti i casi trattati con ioni carbonio. Questi dati preliminari sono incoraggianti ma necessitano ancora di un ulteriore periodo di validazione, stante l’ancora breve tempo di osservazione. Fra i nuovi programmi che a breve partiranno c’è il trattamento dei melanomi oculari che finalmente sarà disponibile anche in Italia.
Il Cnao si avvale della collaborazione di una rete multidisciplinare di specialisti di rilevanza nazionale fra cui centri di pediatria oncologica per rendere disponibile il trattamento adronico a un sempre maggior numero di pazienti affinché possano beneficiare oltre che dell’efficacia anche della scarsa tossicità e del ridotto rischio di effetti a lungo termine di tale innovativo trattamento. Nessuna tossicità di grado elevato, infatti, è stata registrata nonostante la casistica dei pazienti sia selezionata sfavorevolmente per stadio e dimensioni dei tumori trattati.

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