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05 Mag 2016
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Hai deciso di lasciar piangere il tuo bambino? Ecco cosa succede nel suo corpo

Cosa succede a un bambino che piange, varrebbe la pena di verificare prima di adottare certe tecniche come quella della “attesa progressiva”.

 

18 apr. [Huffingtonpost] Molti genitori credono che sia utile lasciar piangere il proprio bambino. Secondo un’opinione molto diffusa pochi minuti di lacrime non faranno male al piccolo, anzi lo aiuteranno a ritrovare da solo calma e sonno.

Così, la tecnica di “attesa progressiva” (conosciuta anche come “metodo 5-10-15”) sviluppata dal dottor Richard Ferber, neurologo e pediatra dell’Università di Harvard e presso l’ospedale pediatrico di Boston, è ancora utilizzata oggi dai genitori di tutto il mondo.

Tuttavia, quasi nessuno sa davvero cosa succede nei bambini quando continuano a piangere. Le conseguenze fisiche e psicologiche potrebbero influenzarli per tutta la vita. Quando un bambino piange senza essere rassicurato dai genitori, il suo livello di stress aumenta. Con le sue grida vuol comunicare qualcosa: forse ha fame, avverte dei dolori o semplicemente ha bisogno di compagnia. Il bebè dipende totalmente dai genitori e non può occuparsene da solo.
Se il suo appello resta inascoltato, il corpo viene inondato da ormoni dello stress. Col tempo, questo può danneggiare il sistema nervoso centrale. Possono risentirne anche la crescita e la capacità di apprendimento.

In un’intervista a Süddeutsche Zeitung (o SZ, il quotidiano principale della Germania del sud), Karl Heinrich Brisch, primario di medicina psicosomatica presso l’ospedale pediatrico dell’Università di Monaco, spiega che i neonati, quando lasciati piangere dai genitori, “apprendono molto presto ad attivare nel cervello un piano di emergenza, molto simili al riflesso di tanatosi osservato negli animali quando sono in pericolo di vita, che consiste nel simulare la morte”. Il loro sviluppo cerebrale viene colpito e i piccoli imparano ad adattarsi allo stress.

“I bambini hanno paura della morte”

Anche la psicologa Katharina Saalfrank, che deve la sua fama alla trasmissione Super Nanny, parla di “paura della morte”. Per questo motivo, nel 2013, si è espressa a proposito di questo metodo tanto contestato: “I bambini hanno paura della morte, ogni secondo che passa”.
Fabienne Becker-Stoll, direttrice dell’Istituto di Pedagogia infantile della Baviera, ha dichiarato a SZ: “I bambini hanno bisogno di calore fisico su cui poter contare, al fine di soddisfare i loro bisogni psicologici elementari e di far diminuire lo stress. È solo in questo modo che possono costruire un legame saldo con i genitori e poi con le persone intorno a loro”.

Conseguenze psicologiche che si manifestano in età adulta.

I bimbi lasciati piangere possono restare traumatizzati. Il mancato intervento dei genitori significa: “Puoi piangere quanto vuoi, nessuno verrà ad aiutarti”. Questo si traduce spesso in problemi affettivi, che non costituiscono l’unica conseguenza. Potrebbero manifestarsi anche problemi d’insonnia, ansia, problemi di dipendenze e sintomi depressivi.

Lasciar piangere i bambini non ha alcun valore pedagogico.

I genitori che non reagiscono subito ai segnali lanciati dai propri figli non fanno bene a nessuno: né a loro stessi, né al piccolo. Il metodo dell’”attesa progressiva” non ha alcuna validità pedagogica, perché i neonati hanno una percezione del tempo completamente diversa dalla nostra. Non sanno se hanno pianto per cinque o dieci minuti e non sono in grado di trarre conclusioni.

È risaputo che i bambini piangono molto di più quando vengono ignorati. Dei ricercatori britannici hanno dimostrato che i neonati le cui necessità vengono regolarmente soddisfatte, piangono molto meno dei bimbi che ricevono meno attenzioni.

Il segreto del successo: tantissime coccole!

Alcuni studi hanno inoltre dimostrato che il contatto affettuoso e sollecito porta benefici in fase di sviluppo.
Alcuni scienziati dell’Università di Notre-Dame, negli Stati Uniti, hanno riscontrato che i soggetti che sono stati più accuditi e coccolati durante i primi mesi di vita, senza essere lasciati soli per molto tempo, se la sono cavata molto meglio in età adulta.

Questi adulti, tra i 600 sottoposti al test, godevano di salute migliore, avevano meno tendenze depressive, erano dotati di una maggiore capacità di empatia ed erano sensibilmente più produttivi rispetto a chi aveva ricevuto meno attenzioni durante l’infanzia.

Il miglior consiglio per i genitori? Ascoltate il vostro istinto. Rispondere alle grida e al pianto dei propri figli è una reazione perfettamente naturale. Pertanto, è logico pensare che si tratti anche della reazione più giusta.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su Huffington Post Germania ed stato tradotto da Milena Sanfilippo.

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Ci sono 7 commenti:

  1. Sara - 30 Lug 2016 10:10 PM

    Alleluia.
    Grazie

  2. MariAngela - 31 Lug 2016 8:34 AM

    Bene ! Era ora che qualcuno interrompesse questa catena di idiozie…
    Sono felice di consolare i miei figli ogni volta che piangono… Vuol dire che sto facendo un buon lavoro!
    Grazie!

  3. John - 01 Ago 2016 9:38 AM

    Credo che dopo milioni di anni di evoluzione nessuno possa arrogarsi il diritto di conoscere meglio l’essere umano di Madre Natura. Un articolo zeppo di banalità e tristi affermazioni: come quella che al bebe andrebbe tolto lo stress, privandolo quindi della conoscenza e dell’esperienza che gli saranno indispensabili nel corso della sua esistenza. L’essere umano ha la caretteristica (unica tra gli animali) di essere resiliente, cioè di usare le difficoltà e le situazioni stressanti per progredire e migliorare. Ora arrivano i geni dell’evoluzione affermando che invece dal mondo andrebbero eliminate le difficoltà e le situazioni stressanti, e fin dalla tenera età. Questa è la strada giusta per evolvere in una nuova specie, di debosciati ed inetti, incapaci di gestire la minima emozione negativa o la minima difficoltà. Ma in fondo lo scopo potrebbere essere proprio questo: una nuova specie umana dipendente da psicologi, psichiatri, medici, farmaci…per qualsiasi malattia, patologia…anche inventata. Complimenti per la mancanza di coerenza.

  4. Michele - 01 Ago 2016 1:39 PM

    Scusa John ma tu che articolo hai letto?
    Evoluzione?, Madre Natura? Io non so se tu sei genitore o no, io sì di una bimba di 20 mesi cresciuta proprio con il metodo delle coccole e della massima attenzione che ancora allatta al seno senza problemi!!!
    E mia figlia è una bimba serena tranquilla ed intraprendente, lo stress di cui si parla nell’articolo è quello legato a bimbi molto piccoli che non hanno modo di capire cosa gli sta succedendo e quindi piangono, di quale conoscenza può privarli un genitore che interviene con le coccole, ho letto molti libri che invece parlano proprio di bimbi più sicuri di se è più svegli a ricepire stimoli grazie alle coccole e alle attenzioni ricevuti da piccoli!!!

  5. Laura - 01 Ago 2016 10:01 PM

    Forse, e dico forse perché ogni teoria va accolta e indagata, lo stress non genera resilienza e capacità di adattamento in così tenera età…La vita metterà sempre e costantemente a dura prova ma un genitore dev’essere una presenza rassicurante, in grado di dare tutta la comprensione e il calore di cui un bambino ha bisogno, anche solo per rinverdirne il ricordo nei momenti peggiori…

  6. Nicoletta - 02 Ago 2016 8:01 AM

    Jhon…proprio la natura ci insegna come trattare i cuccioli…mai visto un documentario…?

  7. Elena - 02 Ago 2016 11:53 PM

    Siate teneri con i vostri figli e cresceranno sereni.