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10 Mag 2016
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Morte improvvisa nei giovani: all’ISS il punto sulla prevenzione e il progetto Heartbeat

Il progetto nasce dall’esigenza di ridurre i numeri ancora elevati della morte cardiaca improvvisa nei giovani, che può avvenire per anomalie cardiovascolari occulte o possibili fonti di stress collegate a problemi cardiaciIl progetto Heartbeat  prevede l’applicazione di un protocollo di screening cardiologico con ECG eseguito su ragazzi di età compresa tra i 16 ed i 18 anni, un’indagine per la misurazione dello stress nei giovani e un intervento nelle scuole sulle Life Skills (autoconsapevolezza, empatia, gestione delle emozioni, senso critico, gestione dello stress, risoluzione dei problemi, decisioni, comunicazione efficace) per la promozione della salute.

 

ISS 28 aprile 2016. Misurare le fonti di stress nei giovani collegate a problemi cardiaci: è questo l’obiettivo del progetto Heartbeat i cui risultati preliminari saranno presentati oggi, 28 aprile, al convegno “Prevenzione della morte improvvisa nei giovani attraverso indagini elettrocardiografiche e dei livelli di stress. Promozione della Life Skills”. L’incontro, organizzato dal Reparto di Neuroscienze comportamentali dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e l’Istituto Nazionale Ricerca Cardiovascolare, si inserisce nell’ambito del progetto Heartbeat che prevede l’applicazione di un protocollo di screening cardiologico con ECG eseguito su ragazzi di età compresa tra i 16 ed i 18 anni, un’indagine per la misurazione dello stress nei giovani e un intervento nelle scuole sulle Life Skills per la promozione della salute. L’obiettivo fondamentale è quello di identificare i giovani affetti da anomalie cardiovascolari occulte, con conseguente modifica del loro stile di vita. Il progetto nasce dall’esigenza di ridurre i numeri ancora elevati della morte cardiaca improvvisa nei giovani, che può avvenire per anomalie cardiovascolari occulte o possibili fonti di stress collegate a problemi cardiaci.
Per questo sono stati anche proposti interventi di promozione della salute nelle scuole attraverso l’insegnamento delle competenze per la vita (Life Skills). Promuovere salute nella scuola significa, infatti, stimolare e sviluppare negli individui una maggiore responsabilità e consapevolezza circa i comportamenti corretti di salute. Nel 1993 l’OMS ha individuato, infatti, nelle Life Skills lo strumento privilegiato per la promozione della salute in ambito scolastico. E’ utile promuovere le Life Skills (o abilità sociali): autoconsapevolezza, empatia, gestione delle emozioni, senso critico, gestione dello stress, risoluzione dei problemi, decisioni, comunicazione efficace. Queste abilità offrono strumenti che permettano ai giovani di diventare protagonisti delle proprie scelte al fine di correggere le cattive abitudini o comportamenti a rischio di salute. La gestione dello stress, rischio cardiaco e benessere giovanile rappresentano temi emergenti in sanità pubblica.

*Enrico Alleva, Direttore Reparto di Neuroscienze comportamentali – Dipartimento di Biologia cellulare e Neuroscienze dell’ISS e Francesco Fedele, Presidente Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari-INRC sono i responsabili scientifici del progetto.

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