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31 Lug 2016
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Decreto appropriatezza e nuovi Lea: tra appropriatezza ed erogabilità, istruzioni per l’uso

Il decreto appropriatezza fondato sulla logica di una “medicina amministrata” dall’alto, criticato perché sottraeva autonomia alla professione medica, è stato rivisto grazie anche al ruolo istituzionale che ha ben saputo esercitare la Fnomceo nei confronti del Ministero della Salute. Ora ci si aspetta che il valore deontologico dell’appropriatezza, integrato con l’uso corretto delle Linee Guida abbia il suo giusto ruolo anche nella formazione di tutti gli operatori sanitari.

11 lug. [Sole24ore Sanità] Giunge alla fine la vicenda del Decreto Appropriatezza (Dm 9 dicembre 2015), che ha messo in crisi i rapporti tra medici e ministero della Salute e tra medici e pazienti.
Sembra finalmente definito l’accordo tra ministero della Salute e Fnomceo, accordo che ridisegna la materia in modo da garantire al medico autonomia e responsabilità, tutelando il rapporto fiduciario ed evitando accertamenti inutili e ridondanti.
In pratica le “condizioni di erogabilità”, cioè le situazioni in cui la prescrivibilità, e quindi la rimborsabilità a carico del Ssn, sarà limitata a specifiche situazioni, per la quali dovrà essere apposta una nota sulla ricetta, saranno pochissime: in pratica alcune prestazioni di medicina nucleare, i test genetici e poco altro.
Le altre saranno “indicazioni di appropriatezza prescrittiva”. Il medico non dovrà riportare alcuna nota, ma sarà sufficiente l’espressione del quesito diagnostico, importante anche per comunicare con il collega che erogherà la prestazione.
Il medico non sarà vincolato al caso singolo, ma potrà adattare le indicazioni delle linee guida alle reali condizioni del paziente, risultando così salvaguardata l’autonomia professionale.
Le indicazioni di appropriatezza prescrittiva costituiranno certamente un parametro di riferimento per le attività di verifica del comportamento prescrittivo generale del medico, che saranno previste dai contratti dei medici dipendenti e dalle convenzioni, ma non si tratterà qui di entrare nel merito della singola prescrizione, bensì di verificare l’aderenza complessiva del medico alle evidenze scientifiche.
Tutto questo entrerà in vigore con il Dpcm sui nuovi Lea, la cui bozza prevede l’abrogazione del “Decreto Appropriatezza” del 9 dicembre 2015.
L’iter del Dpcm richiederà ancora qualche tempo per i diversi passaggi legislativi, tra cui quello in Conferenza delle Regioni.
Nel frattempo, tuttavia, i problemi per i medici prescrittori sembrano già essere superati con la circolare di chiarimento della Direzione generale della Programmazione del ministero della Salute, del marzo scorso (25/03/2016).
La circolare chiarisce come nella fase transitoria non verranno applicate sanzioni per i prescrittori, sospende l’obbligo di riportare le note richiedendo solo il quesito diagnostico, corregge alcuni errori e malintesi contenuti del Decreto, invita gli specialisti delle strutture operanti per il Ssn a provvedere direttamente alle prescrizioni di competenza, ma al tempo stesso chiarisce la facoltà dei Mmg e dei Pls di utilizzare, ove previsto, la prescrizione dei colleghi specialisti operanti in libera professione, trascrivendola sul ricettario del Ssn, se concordano con la valutazione.
Pensiamo che la Fnomceo abbia saputo ben interpretare il suo ruolo istituzionale di tutela della professione, e il passaggio da un decreto fondato sulla logica della “medicina amministrata” a una serie di provvedimenti che responsabilizzano il medico rispetto al valore deontologico dell’appropriatezza, ne è la testimonianza .
Si spera in una stagione di rinnovata collaborazione con il ministero della Salute, con il quale si sta già lavorando sul Piano nazionale della Cronicità e sulle reti di Patologia, elementi chiave per aprire una collaborazione anche con le altre professioni sanitarie.

di Guido Marinoni (da Fimmg Notizie)
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