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31 Lug 2016
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Mortalità alcol-attribuibile: on line il secondo indicatore di Sisma

L’alcol è classificato come il terzo fattore di rischio di malattia e morte prematura, dopo il fumo e l’ipertensione. Causa oltre 200 diverse malattie, oltre a incidenti, che ogni anno provocano numerosi morti e feriti. Secondo dati pubblicati dall’Osservatorio nazionale alcol dell’ISS, nell’ambito del progetto Sisma, nel 2012 sono morte in Italia 1308 persone di età superiore ai 15 anni per patologie totalmente alcol-attribuibili (epatopatie alcooliche e sindromi psicotiche), ciò corrisponde a circa 43 decessi per milione di abitanti tra gli uomini e 1 decesso per milione di abitanti tra le donne. Noi medici e pediatri facciamo abbastanza nei nostri ambulatori per contrastare negli adolescenti questa tendenza (e quella al fumo e alle sostanze)?

[Epicentro.iss.it] L’alcol è la causa di oltre 200 diverse malattie e incidenti che causano ogni anno numerosi morti e feriti ed è classificato come il terzo fattore di rischio di malattia e morte prematura, dopo il fumo e l’ipertensione.
L’elevato livello di consumo di alcol rilevato nella Regione europea dell’Oms ha portato nel corso degli anni a un incremento di decessi attribuibili al consumo di bevande alcoliche a causa di patologie croniche (come la cirrosi epatica, le malattie cardiovascolari e il cancro) e a cause di morte violente (incidenti stradali, omicidi e suicidi).
Nell’anno 2012 il numero di decessi di persone di età superiore a 15 anni per patologie totalmente alcol-attribuibili è stato pari a 1308 che corrisponde a circa 43 decessi per milione di abitanti tra gli uomini e 1 decesso per milione di abitanti tra le donne.
Le due patologie totalmente alcol-attribuibili che hanno causato il numero maggiore di decessi nel 2012, sia tra gli uomini che tra le donne, sono le epatopatie alcoliche e le sindromi psicotiche indotte che nel complesso causano oltre il 95% dei decessi alcol-attribuibili.
L’analisi territoriale mostra che nel 2012 quasi tutte le Regioni dell’Italia nord.orientale oltre alla Valle d’Aosta hanno fatto registrare un tasso di mortalità molto superiore a quello nazionale (2,55 per 100.000 abitanti) mentre le Regioni con i valori più bassi sono state la Sicilia, la Toscana e la Campania.
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