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10 Ago 2016
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Lettera aperta ACP a Fnomceo: “Cara Fnomceo, no a gattopardismi: subito azioni concrete contro gli antivaccinatori”

Roma 29 luglio 2016 – Il plauso dei pediatri ACP alla linea dura contro i medici antivaccinatori lanciata nei giorni scorsi dalla Fnomceo, ma le sanzioni deontologiche annunciate nei 16 punti del documento vanno applicate da subito (e con rigore) per fermare chi spaccia false verità e fa cattiva informazione a danno della salute di tutti.

Cara Federazione, che rappresenti tutti noi medici italiani, bisogna osare di più se si vuole seriamente lavorare per ricostruire la credibilità perduta per colpa di certi “apprendisti stregoni” che da anni fanno proselitismo contro le politiche vaccinali. E, apprezzando lo sforzo di chiarezza contenuto nel documento sul ruolo dei medici lanciato nei giorni scorsi, bisogna fare presto e applicare subito sanzioni, fino alla radiazioni contro i colleghi medici che apertamento o in maniera ambigua boicottano i vaccini.

Noi tutti desideriamo che l’Italia non sia più il Paese del protocollo Di Bella, di Stamina, del Federalismo vaccinale e degli show propagandistici, ma poco scientifici, quando si devono promuovere le vaccinazioni. Chi intralcia provvedimenti di Sanità Pubblica come i piani vaccinali deve essere davvero oggetto di isolamento scientifico prima ancora che di sanzioni. La Fnomceo pensa la stessa cosa? Se sì, perché non interviene?

L’Associazione Culturale Pediatri da anni e in più occasioni ha chiesto alla Federazione nazionale degli ordini dei medici e odontoiatri una decisa presa di posizione riguardo al ruolo del medico di fronte alle vaccinazioni. Finalmente è arrivata nei giorni scorsi ed è stata interpretata come una posizione estremamente “dura” nei confronti dei medici che contro le evidenze riconosciute dalla comunità scientifica, sconsiglino le vaccinazioni.
Ci piace e condividiamo l’analisi sul ruolo protettivo dei vaccini per il singolo e per la popolazione, unita alla preoccupazione per la crescente disaffezione popolare, di cui si valutano correttamente le motivazioni psico-sociologiche.
Condividiamo le preoccupazioni nei confronti dei medici definiti “alternativisti”, essenziali per la sussistenza dei movimenti antivaccinali. Sono colleghi che riferiscono esclusivamente esperienze personali e non dati controllati, utilizzando la suggestione emotiva, senza mai apportare evidenze scientifiche.

Rischio Gattopardo? Radiare i colleghi irresponsabili
Ma una rilettura attenta del comunicato Fnomceo lascia temere la possibilità che dopo tanto rumore tutto possa restare gattopardescamente uguale.
Nei 16 punti proposti non vi sono impegni vincolanti, ma solo buoni intenti e condivisibili proposte, con la sola eccezione dell’accenno al divieto di iscrizione al nido, che ci lascia molto perplessi.
Un unico punto del documento è seriamente impegnativo: Il consiglio di non vaccinarsi …, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica”.
Ma l’infrazione deontologica, che noi auspichiamo possa essere applicata con il giusto rigore, sembra essere un deterrente blando, come si può intuire dai primi commenti dei medici storicamenti sostenitori dei movimenti antivaccinali, i quali nei giorni scorsi si sono affrettati a dire che assolutamente non sconsigliano le vaccinazioni, ma “semplicemente” ritengono che essendo le malattie infettive ormai quasi estinte ed essendoci, invece, molti gravi effetti avversi da vaccino sia necessario valutarne l’effettiva necessità, esaminando attentamente bambino per bambino.
Insomma, bisogna fare una serie riflessione sui colleghi che pur propagandando comportamenti antivaccinali, NON si dichiarano antivaccinatori.
E allora, di cosa stiamo parlando?
Non si può aspettare che un medico dichiari di essere antivaccinatore per intervenire: bisogna prevedere l’intervento quando si attuino comportamenti ostativi gli obblighi vaccinali. Un esempio?

Da anni ormai sulla home-page del sito comilva.org della onlus Comilva – Coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni – campeggia un video, tecnicamente molto curato, emotivamente molto coinvolgente, in cui diversi colleghi medici fanno apertamente dichiarazioni prive di fondamento scientifico o contrarie a ciò che la comunità scientifica ha dimostrato. In questo caso la radiazione sarebbe un provvedimento da prendere in considerazione.
Qualche esempio:

  • non si dovrebbe vaccinare prima di aver dimostrato un perfetto equilibrio tra immunità Th1 e Th2;
  • è pericoloso vaccinare nel terzo mese di vita;
  • oggi in Italia certe malattie praticamente non esistono più, mentre ci sono morti e danni permanenti da vaccino;
  • nei vaccini ci sono inquinanti che possono causare cancro e ancora peggio passano nel cervello;
  • cercare di evitare ogni vaccino nel primo anno di vita;
  • se esiste una legge che prevede l’indennizzo vuol dire che i vaccini producono danni permanenti;
  • la vaccinazione è un atto sanitario importante che può essere molto pericoloso;
  • il bambino da vaccinare non deve avere assolutamente niente nei 15 giorni prima della vaccinazione.

L’ “educativo” filmato “Il ragionevole dubbio” si conclude con l’inquadratura di una targa apposta in una piazza, intitolata alla memoria di bambini uccisi dalle vaccinazioni obbligatorie.
Nessuno dei medici filmati si dichiara antivaccinatore.
Noi pensiamo che siti come questi, pubblicazioni e filmati come questo citato ostacolano la realizzazione degli obiettivi vaccinali e mettono a serio rischio la Salute Pubblica. Che significa la vita di migliaia di bambini.

Rosario Cavallo – responsabile gruppo vaccini Acp
Federica Zanetto – presidente Acp

[salva la lettera]

Ufficio stampa Acp (Associazione Culturale Pediatri)
www.acp.it
mail: ufficiostampaacp@gmail.com

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Ci sono 11 commenti:

  1. eugenio serravalle - 31 Lug 2016 4:15 PM

    Ho scritto una lettera di risposta: http://www.eugenioserravalle.it/lettera-aperta-a-rosario-cavallo-responsabile-gruppo-vaccini-acp/

    Sono certo che, dopo le gravi accuse mosse, non vorrete evitare il confronto: è la base della democrazia e della convivenza civile, valori di riferimento, spero, anche per la Vostra Associazione.

  2. Walter - 31 Lug 2016 5:03 PM

    Un simile pistolotto può essere stato prodotto da un sindacalista che non conosce nulla delle corsie ospedaliere.

    Vergognatevi.

  3. francesca salvemini - 01 Ago 2016 12:22 PM

    Gentili dottori,
    sono una di quelle mamme che, per il momento, hanno deciso di non vaccinare i propri figli, SCEGLIENDO, di ascoltare quelli che definite “apprendisti stregoni”.
    Sono una biologa, laureata a pieni voti in genetica umana, che per qualche anno ha lavorato nella ricerca, producendo alcune pubblicazioni scientifiche.
    Perdonatemi, ma mi sento offesa quando definite medici come il dott. Serravalle o il dott. Miedico (per citare solo quelli che appaiono nel trailer del video “il ragionevole dubbio”) e molti altri che conosco e stimo, apprendisti stregoni.
    Mi sembra di leggere tra le righe del raggiro di tali stregoni nei miei riguardi e nei riguardi di altri genitori che hanno fatto la mia stessa scelta.
    Mi spiace, ma non lo accetto.
    Sono una testa pensante in grado di fare ricerche sulle banche dati più o meno conosciute (Vedi Pubmed), raccogliere e leggere pubblicazioni scientifiche, leggere libri e raccogliere tutte le informazioni del caso.
    In seguito a tali ricerche (che non ho ancora terminato, perché mi metto continuamente in discussione) ho scelto e deciso, da sola, insieme a loro papà, di non sottoporre i nostri figli a quella che attualmente è la pratica vaccinale, ma questo non significa che possa cambiare idea laddove e semmai le informazioni raccolte non andassero nella direzione opposta a quella che sto seguendo attualmente.
    Leggo, sempre tra le righe, la non disponibilità al confronto, ma solo la richiesta di punizione per quelle persone che, vi assicuro, vogliono e pretendono, COME VOI, la Salute pubblica. Che denunciano continuamente e che non traggono alcun beneficio da tale pratica, se non l’ingrossamento progressivo del loro fegato.
    E’ necessario un confronto aperto con questi medici che, nella loro pratica clinica quotidiana, vedono centinaia di bambini danneggiati da vaccino, che studiano continuamente, sono probabilmente più aggiornati, in questo ambito, di qualunque altra figura professionale pari a loro e che, nella diagnosi e trattamento di qualunque altra patologia, sarebbero considerati dei luminari per il numero di casi che si presenta loro!
    Non abbassatevi anche voi allo scontro. Non serve. Ascoltateli e confrontatevi. Pubblicazioni alla mano. TUTTI vogliamo il bene dei nostri bambini e della collettività.
    Grazie

  4. Laura Reali - 09 Ago 2016 11:18 AM

    Cortese signora Salvemini,
    ai genitori spetta la responsabilità di fare ciò che ritengono il meglio per i loro figli, così come ai medici spetta di fare e prescrivere il meglio per i loro pazienti. Ma i medici devono basare le loro proposte e prescrizioni su solide prove scientifiche e non su opinioni o esperienze personali, come è scritto anche nel nostro codice di deontologia professionale.
    Le prove scientifiche a sostegno della efficacia e sicurezza dei vaccini sono solide e numerosissime, lei sa dove cercare informazioni e quindi può facilmente controllare.
    Le prove scientifiche offerte dal dott. Serravalle: semplicemente non ci sono, si tratta di opinioni.
    L’ Acp è sempre stata pronta al confronto aperto, proprio perché ha a cuore la salute dei bambini e ha sempre fatto della valutazione critica delle prove scientifiche pubblicate lo strumento fondamentale di valutazione, per poi prendere le decisioni cliniche più appropriate in ogni ambito medico, compreso quello delle vaccinazioni credo che anche questo possa essere facilmente verificato.
    Per maggiore completezza a questo link può trovare la risposta del dott. Cavallo al dott. Serravalle, così come è stata pubblicata sul Sole 24 ore Sanità di qualche giorno fa: http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/medicina-e-ricerca/2016-08-05/botta-risposta-vaccini-perche-e-giusto-sanzionare-chi-rema-contro–174137.php?uuid=ADDNUf2&cmpid=nlqf

  5. Rosario Cavallo - 11 Ago 2016 11:23 AM

    Gentile signora Salvemini,
    la preghiamo di leggere il post “Tanto livore per nulla”, pubblicato il primo agosto sul sito di Comilva: si dice che vorremmo la censura, la pulizia etnica, la caccia alle streghe e via di questo passo.
    Veniamo contrapposti ai medici onesti e preparati scientificamente (per cui presumo che si pensi che noi si sia disonesti oltre che ignoranti), sostenendo che abbiamo una posizione antistorica e che ignoriamo i lavori degli illustri colleghi onesti e preparati, come pure l’infinita bibliografia scientifica che li accompagna .
    La prego cara signora, vada a verificare le dichiarazioni riportate e la infinita bibliografia; potrà vedere da sola che si tratta solo di un bluff.
    Ma lei parla di E. Serravalle e non del Comilva; le faccio notare che, “sfidato” a dimostrare le sue tante affermazioni, ha preferito non rispondere.
    Mi aspetterei che fossero i genitori attenti come lei a sollecitarlo a dare le prove del numero di decessi e effetti avversi gravi che denuncia, così come delle presunte motivazioni a rinviare o non fare determinati vaccini; pensi invece che non chiarisce nemmeno cosa bisognerebbe cercare in un bambino prima di vaccinarlo, né gli standard che renderebbero possibile la vaccinazione; bisogna andare tutti da lui a verificare la giusta procedura?
    Non solo, sia E. Serravalle che Comilva fanno intendere che ci possano essere interessi in gioco. E la gente è giustamente molto attenta su questo punto.
    Prima che ce lo chieda, le dichiaro di non ricevere un solo euro dalla nostra attività pro-vaccini; E. Serravalle e Comilva possono dire altrettanto dalla loro attività sul tema? Per favore, provi a chiederlo anche a loro e non solo a “Big Pharma” (contro cui più e più volte abbiamo pubblicamente manifestato)
    Restando in attesa anche di queste risposte, mi permetto di ricordare che non c’è nessuno al mondo che metta in dubbio che, nell’anno del Signore 2016, nella nostra parte di mondo civilizzata e all’avanguardia, pur potendo usufruire delle migliori cure possibili, malattie come tetano, difterite, pertosse, morbillo, polio, rosolia sono in grado di uccidere o lasciare esiti permanenti.
    Cordiali saluti,
    Dott. Rosario Cavallo

  6. giovanni poggini - 12 Ago 2016 8:48 AM

    Semplicemente ringrazio Rosario Cavallo e Laura Reali per quanto fanno affinchè si rispetti il Diritto alla Salute dei Bambini.

    Articolo 24 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia:
    1. Gli Stati parti riconoscono il diritto del minore di godere del miglior stato
    di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione. Essi si
    sforzano di garantire che nessun minore sia privato del diritto di avere accesso
    a tali servizi.

  7. francesca salvemini - 23 Ago 2016 6:27 PM

    Gentili dottori Cavallo e Reali,
    intanto mi scuso per il ritardo della mia risposta, ma in vacanza, lontano dai computer e con scarsa connessione, ho avuto difficoltà.
    Ringrazio la dott. Reali per avermi segnalato la risposta del dott. Cavalli al dott. Serravalle poiché mi era sfuggita. Lascio naturalmente a lui la controrisposta, ma mi permetta solo di fare un appunto: il film “il ragionevole dubbio” non dura 20 minuti. Quello a cui fa riferimento è soltanto il trailer di un film che nella sua interezza dura circa 2 ore.
    Ho letto, inoltre, anche il post di Comilva e, a parte forse i toni un po’ bruschi, i contenuti non mi sembrano insufficienti.
    Non mi sembra che le affermazioni del dott. Serravalle o di Comilva siano basate sul nulla. Esse, infatti, si basano su una lunga lista di riferimenti bibliografici che proprio non mi sembra esigua. E’ da anni che studio questo argomento, poiché la decisione presa ricade innanzitutto sui miei figli e vi assicuro che tale lista è in continuo aumento. A tale proposito, con tutta l’umiltà del mondo, quella di una mamma che vuole capirne di più e in grado di leggere testi scientifici che forse non tutti sono in grado di leggere, vi consiglio il libro “Vaccines and autoimmunity” scritto in inglese, paragonabile, per la sua complessità, a un testo universitario, corredato di una vastissima bibliografia, in cui si affronta dal punto di vista medico, molecolare e scientifico il legame fra gli adiuvanti contenuti nei vaccini e l’insorgenza o l’accelerazione di malattie autoimmuni. Fra gli autori dei diversi capitoli, anche illustri reumatologi italiani.
    E’ in questo libro (ma anche in diversi articoli pubblicati) che si accenna alla suscettibilità genetica di alcuni inidividui all’innesco delle patologie autoimmuni di cui sopra. Oppure si accenna al concetto di vaccinomica, settore emergente della medicina, il cui scopo è quello della personalizzazione della pratica vaccinale, poiché non tutti presentano risposta immunitaria ai vaccini e poiché alcuni soggetti presentano reazioni avverse.
    Sempre riguardo alla bibliografia in continua crescita è di qualche giorno fa il paper pubblicato su Scientific Reports, rivista on-line del gruppo Nature, in cui viene ipotizzato, con esperimenti in vitro, il meccanismo d’azione con cui i due sali di alluminio maggiormente usati come adiuvanti nei vaccini potrebbero innescare la loro tossicità.
    http://www.nature.com/articles/srep31578
    Ancora, è di metà luglio la review in cui si evidenzia l’importanza degli studi su modelli animali e dei risultati ottenuti riguardo al legame fra vaccini/adiuvanti e patologie autoimmuni.
    https://www.dropbox.com/s/tdp70r546068auc/art_3A10.1007_2Fs12026-016-8819-5%5B1%5D.pdf?dl=0
    E, solo per citarne un altro, ma potrei andare avanti, vi segnalo l’articolo pubblicato in tarda primavera su Italian Journal of Pediatrics, in cui sono riportati i risultati di uno studio caso-controllo effettuato dall’Università di Padova, da cui si evince che il rischio stimato di insorgenza di Porpora di Henoch-Schonlein nelle 12 settimane successive alla vaccinazione risulta aumentato di più di 3 volte per il vaccino MMR, rispetto agli altri vaccini in cui tale rischio non si evidenzia, confermando precedenti studi in cui è stato dimostrato tale legame.
    Qui il link: https://ijponline.biomedcentral.com/articles/10.1186/s13052-016-0267-2
    Con questo non voglio fare la saputella e segnalarvi cose che magari avete già letto, ma solo indicare che forse il dott. Serravalle e i suoi colleghi che ci mettono la faccia, non fanno affermazioni senza senso. E, come me, hanno sempre dichiarato l’utilità delle vaccinazioni. Ne condannano solo l’attuale pratica.
    Infine: ringrazio il dott. Cavalli per aver dichiarato di non avere nessun conflitto di interessi. Non ne ho dubbi. Vi conosco e vi stimo da quando sono diventata mamma. Molti dei vostri medici scrivono sull’unica rivista da me sempre acquistata e regalata, ma faccio anche parte dell’associazione di cui il dott. Serravalle è presidente e, anche se non personalmente, conosco tutti i medici che citate.
    E’ proprio perché ho stima di entrambi i gruppi, insisto nel voler aprire un vero dibattito medico. Credo fortemente sia importante parlarne fra addetti ai lavori e non necessariamente giungere a conclusioni nette. Semplicemente parlarne con stima reciproca senza accusarsi.
    Con la presunzione che un giorno tale dibattito ci sarà, vi saluto.

  8. Eugenio Serravalle - 23 Ago 2016 8:23 PM

    Generalmente tendo a credere nella buona fede degli individui, anche quando abbracciano una convinzione opposta alla mia, ma confesso di cominciare a nutrire forti dubbi sulla sincerità altrui quando leggo che “sfidato” a provare quello che affermo ho preferito il silenzio. Il silenzio ? Lascio ai lettori giudicare se io mi sia mai sottratto alla replica. Nella risposta al dott. Cavallo pubblicata in estrema sintesi sul Sole 24 mi sono dichiarato disponibile a fornire la bibliografia di ogni mia affermazione e l’ho pubblicata sul mio blog (bisognerebbe ogni tanto leggere anche quello che scrive chi non la pensa come noi). Dato lo spazio disponibile in questa breve risposta, mi limiterò ad osservare che la prova più lampante la fornisce il Ministero della Salute che ha risarcito circa 700 danneggiati e non, come sostiene il dottor Cavallo, in assenza di dati fondati, ma sulla base di pareri plurimi di periti, e di svariati esami di commissioni mediche le quali non partono certo dall’assunto di dare ragione a priori al danneggiato. Non ho mai detto che ogni vaccino produca un danno, come non dirò mai che sia indifferente il numero e la tipologia dei vaccini che si iniettano ad una persona, né che tanto più si vaccina tanto meglio è.
    Quanto ai miei compensi, anche su questo sono stanco di ripetere le stesse cose: io ho dichiarato pubblicamente quanto ho guadagnato con la mia attività editoriale. Prima o poi farò anche il conteggio e pubblicherò quanto ci ho rimesso in termini economici ad abbracciare una strada che riflette un mio personale lavoro di ricerca professionale, e quanto tuttora ci rimetta ad impiegare il mio tempo a rispondere a chi mi chiede di dimostrare scientificamente che l’alluminio è tossico (e non parliamo della richiesta di citare studi che confrontino la salute dei vaccinati rispetto a quella dei non vaccinati, come spettasse a un medico pediatra condurli, e non a chi mette in vendita i vaccini o dichiara indifferente il numero di vaccini che si possono somministrare ad un bambino nei primi mesi di vita).

  9. Eugenio Serravalle - 29 Ago 2016 7:25 PM

    Opinioni personali e dati scientifici sulle vaccinazioni. La risposta alla lettera del dottor Cavallo dell’ACP.
    POSTATO DA EUGENIO SERRAVALLE IL 29 AGOSTO 2016

    Generalmente tendo a credere nella buona fede degli individui, anche quando abbracciano una convinzione opposta alla mia, ma confesso di cominciare a nutrire forti dubbi sulla sincerità altrui quando leggo che “sfidato” a provare quello che affermo ho preferito il silenzio. Il silenzio? Quanti hanno la pazienza di leggermi possono giudicare se io mi sia mai sottratto alla replica. Certo, non ho mai partecipato alla rissa, alla gara a chi urla più forte, non ho perso tempo a rispondere a personaggi specializzati in insulti e provocazioni. La risposta del dottor Cavallo necessita di un approfondimento perché continua a sostenere che le mie sono solo opinioni, e che non esistono evidenze scientifiche. Ma di cosa? Dell’inefficacia della vaccinazione antinfluenzale universale, delle previsioni errate e dei conflitti d’interesse nel corso della pandemia da H1N1, dell’assenza di prove che il vaccino antiHPV prevenga il cancro della cervice uterina e delle perplessità sull’utilità di estendere questo vaccino anche ai maschi, dell’opportunità della vaccinazione di tutti i lattanti contro i rotavirus, o degli anziani contro lo pneumococco o degli adulti contro l’herpes zooster? Tutti coloro che leggono usualmente articoli scientifici indipendenti possono accedere facilmente a questi dati.
    Le critiche agli attuali programmi vaccinali contenute nella Relazione dei CTU inerenti alla vicenda di Trani sono apparse su lanci di agenzia e su numerosi quotidiani. Riporto solo questo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/01/vaccini-procura-di-trani-nessuna-correlazione-con-autismo-linee-guida-delloms-inadeguate/2785569/ ma è facile trovarne altri, senza troppo impegno. Meglio non cadere nel complottismo perché scrivere di “fantomatica relazione”, “mai pubblicata” avanzando chissà quali sospetti sui documenti in mio possesso non è dimostrazione né di onestà intellettuale, né di informazione completa. Ho citato la relazione solo perché tre autorevoli esponenti della comunità medica esprimono delle critiche: “se ci dobbiamo basare sulle raccomandazioni fornite da numerosi studi scientifici, le linee guida dell’OMS e di ACIP e AAFP non sembrano assolutamente adeguate per promuovere una corretta sicurezza vaccinale” e perché riprendono argomentazioni riportate nel trailer del video Il ragionevole dubbio che il dottor Cavallo conferma di non avere visto integralmente, con grave danno alla sua lucidità di giudizio. Le affermazioni del collegio peritale possono essere più o meno condivisibili ma non è questo il punto. Confermano l’esistenza di “numerosi studi scientifici”, esprimono riserve, avanzano critiche, danno voce ai dubbi. Affermando che “le attuali misure non sono sufficienti” sono anche loro pericolosi eversori che minano la salute pubblica come mi si accusa?
    La mia posizione esprime proprio queste perplessità, la mia critica non è rivolta alle vaccinazioni come strumento di profilassi, ma a “certi programmi vaccinali”, alla necessità di attenta e aggiornata sorveglianza epidemiologica, all’incongruenza di aumentare l’offerta vaccinale senza prove di sicurezza e di efficacia, ai dubbi sull’efficacia di alcune vaccinazioni (basta ricordare la vicenda della vaccinazione antiparotite ceppo Rubini, assolutamente inefficace [1], ma ritirata tardivamente e con mille difficoltà dal commercio), alla sottostima degli eventi avversi. Il rischio che sottolineo non è l’effettuare le vaccinazioni ma l’ipervaccinazione. Siamo arrivati a proporre 15 vaccini nei primi 15 mesi di vita. Il numero degli antigeni è diminuito solo perché non si effettua più l’antivaiolosa e perché il vaccino antipertosse è stato modificato. Non ho avuto risposte quando ho citato l’Institute of Medicine Usa: “In conclusione, pochi studi hanno valutato l’associazione tra l’intero programma di immunizzazione o le variazioni del programma sullo stato di salute generale, e nessuno studio ha esaminato direttamente i risultati di salute… Nessuno studio ha confrontato le differenze nei risultati dello stato di salute tra bambini completamente immunizzati e bambini mai vaccinati… La ricerca esistente non è stata progettata per testare l’intero programma di immunizzazione. La commissione ritiene che, sebbene l’evidenza disponibile sia rassicurante, non sono stati condotti studi per esaminare gli effetti a lungo termine del numero cumulativo di vaccini o di altri aspetti del programma di immunizzazione [2]”.
    Le mie “opinioni” sono frutto, oltre che dell’esperienza clinica, anche dalla lettura di testi come quello citato, che, con l’onestà propria di autori anglosassoni, conferma che ad oggi non abbiamo elementi sufficienti per capire come lo stato di salute degli individui potrà essere influenzato negli anni da una pratica vaccinale così numerosa, e quali siano le differenze dello stato di salute tra bambini vaccinati e non vaccinati. Propongo allora all’Associazione Culturale pediatri la realizzazione di un ampio studio retrospettivo su questo tema, o semplicemente uno studio caso-controllo sull’efficacia della vaccinazione antinfluenzale tra i bambini, in collaborazione con i pediatri ed i medici di AsSIS, l’Associazione di Studi e Informazioni sulla salute che presiedo. Se è reale la disponibilità a “un confronto aperto” nell’interesse della salute dei bambini per “prendere le decisioni cliniche più appropriate” si potrebbe realizzare finalmente uno studio indipendente, di cui c’è grande bisogno, come ricorda Tom Jefferson: “Sarebbe vitale poter contare su studi indipendenti e completi di tutti i dati per valutare efficacia, priorità, rapporto costo/benefico di ogni intervento di profilassi. Invece oggi la letteratura è distorta e parziale e buona parte dei dati non viene fornita, quindi non si è in grado di capire quanto viene compresso o quanto viene omesso. Prendiamo ad esempio gli effetti collaterali dei vaccini: non sono adeguatamente studiati, non vengono riportati o vengono riportati solo parzialmente. Come si fa a dare risposte serie? La trasparenza e completezza dei dati sono vitali per avere programmi vaccinali affidabili ed efficaci [3]”. Il dottor Cavallo e la dottoressa Zanetto saranno pronti a raccogliere questo invito?
    Non sono io a dovere e potere fornire i dati che mancano sulla numerosità e sulla pericolosità delle reazioni avverse, è ingenuo e strumentale richiederlo a un singolo pediatra e non a chi i vaccini li vende o a chi dichiara essere indifferente il numero di vaccini che si possono somministrare ad un bambino nei primi mesi di vita. La gravità dell’underreporting [4] delle reazioni avverse, le differenze dei tassi di segnalazioni tra i programmi di sorveglianza attiva rispetto alla sorveglianza passiva, le differenze delle percentuali di segnalazioni tra regione e regione o tra le varie categorie di medici sono note [5]. Nel 2015 sono state effettuate 7.892 segnalazioni di sospette reazioni avverse ai vaccini: non di tutte si potrà affermare la certezza del rapporto di causalità, ma allo stesso modo non si può negare l’evidenza, cioè l’esistenza di circa 700 persone danneggiate DALLE vaccinazioni, come riconoscono ufficialmente il Ministero della salute o l’Istituto Superiore di Sanità. Sono persone che hanno affrontato spesso tre gradi di giudizio, che sono state vagliate da svariati consulenti e periti nominati dai Tribunali. Le loro vicende hanno soddisfatto tutti i criteri riconosciuti dalla Medicina Legale, e affermare in questi casi “che verificare un danno dopo una vaccinazione è cosa molto diversa dallo stabilire che quel danno dipende dal vaccino” è minare alla credibilità della Medicina, è il modo migliore per distruggerne quell’autorevolezza già provata da altre vicende. Se il dottor Cavallo ha le prove che “non ci sia la dimostrazione di 700 rapporti di causalità di un certo danno da una vaccinazione” si rivolga alla Magistratura, segnali che è in corso una truffa a carico dello Stato con grave danno alle tasche dei contribuenti. Sostenere che questo nesso di causalità non sia acclarato nonostante il crisma dell’ufficialità sancito non da un Tribunale, ma dal Ministero che ottempera peraltro agli obblighi di una Legge emanata dal Parlamento e spesso anche dall’Istituto Superiore di Sanità che è un Ente tecnico e non politico, equivale a sostenere che le reazioni avverse ai vaccini non esistono. E sono io allora a richiedere la letteratura scientifica che sostiene questa ipotesi fantasiosa.

    Dottor Eugenio Serravalle
    Pediatra, Presidente AsSIS

    Per non annoiare il lettore non interessato a questi aspetti tecnici, su gentile richiesta, pubblico solo in fondo una parte della bibliografia in mio possesso riguardo al rapporto tra il sistema immunitario, in particolare l’equilibrio Th1-Th2, e i vaccini. Inizio con un articolo apparso anni fa proprio sul giornale che ha ospitato gli articoli del dottor Cavallo sull’efficacia della vaccinazione anti-pneumococcica:
    ROSA BACCHETTA, ERIKA BIRAL, MARIA GRAZIA RONCAROLO Telethon Institute for Gene Therapy (HSR-TIGET), Ospedale San Raffaele, Milano IMMUNOLOGICAL RESPONSE TO VACCINES (Medico e Bambino 21, 360-362, 2002)
    Segnalo il volume “Vaccines & auto immunity” (Vaccines and Autoimmunity, First Edition. Edited by Yehuda Shoenfeld, Nancy Agmon-Levin, and Lucija Tomljenovic. C) 2015 John Wiley & Sons, Inc. Published 2015 by John Wiley & Sons, Inc.
    Il testo, di 384 pagine, è scritto da vari gruppi di ricercatori internazionali e italiani che lavorano in Università prestigiose e dimostra che la tossicità degli adiuvanti, in particolare dell’alluminio, non è teorica o sperimentale, ma responsabile di svariate manifestazioni cliniche autoimmuni in soggetti geneticamente predisposti. Nello specifico, riguardo all’azione sul sistema immunitario:
    Pag 16 e seguenti: Role of Adjuvants in Infection and Autoimmunity Eitan israeli, Miri Blank, and Yehuda Shoenfeld
    Infections as Adjuvants for Autoimmunity: The Adjuvant Effect Quan M. Nhu and Noef R. Rose
    Pag 216 e seguenti: Systemic Lupus Erythematosus Induced by Vaccines Nurit Katz-Agranov1 and Gisele Zandrnan-Goddard1,2

    Aggiungo:
    – De Souza Apostólico J. Adjuvants: Classification, Modus Operandi, and Licensing Journal of Immunology Research Volume 2016 (2016), Article ID 1459394
    – Garlapati Srinivas Do we know the Th1/Th2/Th17 determinants of vaccine response? Expert Rev. Vaccines 11(11), 1307–1310 (2012)
    – Golding Basil and Scott Doroty e. Vaccine Strategies: Targeting Helper T Cell Responses First published: May 1995 DOI: 10.1111/j.1749-6632.1995.tb44445.x
    – Li H, Willingham SB, Ting JP-Y, Re F. Cutting Edge: Inflammasome activation by Alum and Alum’s adjuvant effect are mediated by NLRP3. Journal of immunology (Baltimore, Md: 1950). 2008;181(1):17-21.
    – Marrack P, McKee A, and Munks M.W. Towards an understanding of the adjuvant action of aluminium Nat Rev Immunol. 2009 Apr; 9(4): 287–293 doi: 10.1038/nri2510
    – Mills Do we need a new vaccine to control the re-emergence of pertussis? Science and society – trends in microbiology Feb 2014 Vol 22 n°2
    – Mohr Elodie, Siegrist Claire-Anne Vaccination in early life: standing up to the challenges Current Opinion in Immunology Volume 41, August 2016, Pages 1–8
    – Mori A. et alt. The vaccine adjuvant alum inhibits IL-12 by promoting PI3 kinase signaling while chitosan does not inhibit IL-12 and enhances Th1 and Th17 responses. Eur J Immunol. 2012 Oct;42(10):2709-19. doi: 10.1002/eji.201242372. Epub 2012 Aug 6
    – Rowe J., et alt. Th2-associated local reactions to the acellular diphtheria-tetanus-pertussis vaccine in 4- to 6-year-old children, Infect. Immun. 73 (2005) 8130–8135.
    – Ross PJ, et alt Relative Contribution of Th1 and Th17 Cells in Adaptive Immunity to Bordetella pertussis: Towards the Rational Design of an Improved Acellular Pertussis Vaccine. PLoS Pathog 2013 9(4): e1003264.doi:10.1371/journal.ppat.1003264
    – Smith KM et alt. Analysis of costimulatory molecule expression on antigen-specific T and B cells during the induction of adjuvant-induced Th1 and Th2 type responses. Vaccine 2006 Apr 5;24(15):3035-43. Epub 2005 Oct 25
    – Toshiyuki Sugai et alt,A CpG-containing oligodeoxynucleotide as an efficient adjuvant counterbalancing the Th1/Th2 immune response in diphtheria–tetanus–pertussis vaccine VaccineVolume 23, Issues 46–47, 16 November 2005, Pages 5450–5456

    1 Schlegel M et all Comparative efficacy of three mumps vaccines during disease outbreak in eastern Switzerland :cohort study BMJ 319;352-3 1999
    2 The Childhood Immunization Schedule and Safety Stakeholder Concerns, Scientific Evidence, and Future Studies Committee on the Assessment of Studies of Health Outcomes Related to the Recommended Childhood Immunization Schedule; Board on Population Health and Public Health Practice; Institute of Medicine.Washington (DC): National Academies Press (US); 2013 Mar 27
    3 Intervista pubblicata su Aam terranuova dicembre 2015
    4 “La distribuzione per fonte mostra ancora figure professionali meno coinvolte nel sistema (come ad esempio i medici di medicina generale o i pediatri di libera scelta) i quali potrebbero fornire informazioni molto utili nello studio delle reazioni avverse in popolazioni specifiche di pazienti. Il problema dell’adesione al sistema della segnalazione spontanea è comunque comune su tutto il territorio europeo ed AIFA, come altri Centri Nazionali, assieme alle Regioni, Centri Regionali e Responsabili di Farmacovigilanza delle ASL/Aziende Ospedaliere sta lavorando da una parte, per sensibilizzare gli operatori sanitari sul tema della farmacovigilanza, e dall’altra, per facilitare le procedure di segnalazione tramite una maggiore informatizzazione”. L’uso dei Farmaci in Italia Rapporto Nazionale Anno 2015 Agenzia Italiana del Farmaco
    5 “Per quanto riguarda i vaccini la riduzione (della segnalazione) è più estesa (14 regioni su 21 Regioni/Provincie Autonome hanno una diminuzione del numero di segnalazioni da vaccini), situazione compensata dall’incremento in Veneto, legata ad un progetto di sorveglianza attiva sul vaccino MPRV (morbillo, parotite, rosolia e varicella). Nel 2015 il 70% delle segnalazioni relative ai vaccini proviene dalla Regione Veneto”. Idem

  10. Rosario Cavallo - 05 Set 2016 9:08 AM

    Cortese dr Serravalle
    invece di mettere gratuitamente in dubbio la mia sincerità, la pregherei di rispondere alle domande che le ho posto e alle quali lei continua a non fornire risposte chiare. Cerco di dimostrarlo.

    Lei torna a parlare di vaccino Antinfluenzale e anti HPV, mentre il nocciolo del problema è il vaccino esavalente e l’anti-MPR; non facciamo per favore il gioco delle tre carte!
    Già nelle mie precedenti risposte le ho specificato che più volte abbiamo criticato il tentativo di allargare le indicazioni per la vaccinazione antiinfluenzale (e anti-HPV) per motivi di politica vaccinale, cioè di vaccinare solo chi è a rischio e non perché si tratta di vaccini pericolosi.
    Se anche lei è d’accordo su questo, lo dica chiaramente lasciando in pace esavalente e MPR, che sono invece vaccini da somministrare a tutti, per mantenere adeguate coperture vaccinali
    Anche noi saremo ben felici di non “tormentarla” più
    .
    Le ho chiesto, e le chiedo nuovamente, le prove dei danni da vaccino da lei visti (numerosissimi a suo dire), lei mi parla dei 700 risarcimenti riconosciuti dallo Stato. Da dove trae questi numeri??
    A me risulta che la maggior parte di quei risarcimenti riguarda danni trasfusionali, considerati dalla stessa legge insieme ai danni da vaccino.
    Sa anche bene che un’altra parte rilevante di quei 700 risarcimenti riguarda casi dovuti al vecchio vaccino antipolio Sabin, non più utilizzato da molti anni, perché capace (quello sì) di effetti avversi dannosi, puntualmente riconosciuti dalle autorità scientifiche e dallo Stato. Quel vaccino salvò milioni di vite quando la Polio era endemica, una volta diventata sporadica (grazie al suo uso), non è stato più necessario e ci siamo attestati su un vaccino, che non ha effetti dannosi, tutto questo però non c’entra nulla col nostro discorso).

    Tornando a risarcimenti e indennizzi: con quale accuratezza possano essere stati riconosciuti taluni indennizzi è facilmente verificabile alla lettura delle perizie redatte da commissioni mediche, sicuramente in buona fede, ma ahimè poco o nulla competenti sul tema. Lei conosce bene la complessità dei processi di attribuzione del nesso di causalità tra vaccino e effetti dannosi, lei stesso ne ha dato indiretta testimonianza nella lettera aperta che mi ha rivolto in data 31 luglio quando cita la Commissione istituita dal Tribunale di Trani che DISCONOSCE ogni rapporto di causalità erroneamente attribuito al vaccino MPR e Autismo (lo riferisce anche lei). Mi aspetto che lei condivida la sua stessa citazione e che quindi voglia dire con chiarezza ai suoi tanti lettori che i periti che hanno sostenuto il contrario, riuscendo anche a raggiungere sentenze favorevoli in alcuni casi, si sono sbagliati.
    Da quando il Ministero ha cominciato a farsi rappresentare nei Tribunali dove si discutevano cause di questo tipo invece di continuare con la precedente scelta scellerata di disinteressarsene, c’è stata una lunga serie di sentenze, basate su prove scientifiche serie, che confermano che tale rapporto NON ESISTE. Tali sentenze hanno capovolto anche verdetti di primo grado. Dato che lei sa che dico il vero, risparmio ai lettori uno sterile quanto lungo elenco.

    Il prof. G. Rezza, dell’Istituto Superiore di Sanità, uno dei tre membri del collegio di consulenti nominato dalla procura di Trani, ha smentito che la Commissione abbia formulato critiche alle Linee Guida vaccinali, perché in realtà non esistono esami di sangue, che possano dire con certezza se un bambino non va vaccinato. Come ricordato dall’OMS è dirimente un’accurata anamnesi vaccinale. Sarebbe poi inaccettabile, sia dal punto di vista etico, che scientifico, sottoporre bambini piccolissimi a test invasivi e inutili. Non c’è nessun complottismo, semplicemente non confondiamo lanci di agenzia con i risultati di studi scientifici seri.

    Dove sono pubblicati e registrati i tanti danni da vaccino che lei dice di vedere tutti i giorni, ma che i servizi di sorveglianza vaccinale continuano a non registrare in nessuna parte del mondo?
    Tanto per restare in Italia, consideriamo per esempio il sistema di sorveglianza del Veneto, visto che si merita (con ragione) l’apprezzamento della sua citazione. Chiunque può controllare i suoi rapporti, che sono pubblicati in rete. Questi però contrastano decisamente con quanto da lei affermato quando dice di vedere tutti i giorni tante situazioni di danno permanente (fino al decesso) da vaccino. Cito dal rapporto del Veneto: “nessun decesso visto in Veneto in anni e anni di sorveglianza (più di 20), riferibile a vaccinazioni pediatriche; rarissimi effetti permanenti non riferibili con certezza a vaccinazioni pediatriche”.
    Di evidente resta solo che si tratta della sua personale OPINIONE.
    La prego di dimostrarmi dove sono tutti questi danni da vaccini antidifterite, tetano, pertosse, polio, epatite B, morbillo, rosolia. Quello che è certo, dimostrato e pubblicato è che queste sono tutte MALATTIE CAPACI DI EFFETTI DISASTROSI fino al decesso, come è capitato purtroppo di recente ad es. al bambino non vaccinato e morto per difterite in Spagna.

    La tossicità dell’alluminio: la questione non è stabilire se l’alluminio è tossico, ma se è tossico nelle dosi e nelle modalità determinate dalla assunzione tramite vaccinazioni. Con buona pace sua e mia, ma soprattutto dei bambini vaccinati, la scienza risponde con un secco NO. (1-2-3)
    Lei sa perfettamente che mi limito a 3 citazioni solo per non tediare i nostri lettori; conosce certamente l’esistenza di numerosissimi lavori di questo genere e di questa qualità.
    Per inciso le dosi di Alluminio presenti in alcuni cibi, per trasferimento dai contenitori, sono molto superiori a quelle nei vaccini e l’assunzione di quei cibi è quotidiana.

    Lei poi sostiene che non ho risposto alla sua citazione della nota dell’Institute of Medicine statunitense: mi limito a farle notare che la sua stessa citazione si conclude con la affermazione che le prove disponibili della sicurezza ed efficacia dei vaccini sono rassicuranti!
    Non è corretto estrapolare da un documento di centinaia di pagine, che dimostrano la attenzione dedicata alla sicurezza dei vaccini, solo poche parole, per piegarle ai bisogni della propria tesi.
    E’ come dire che sulla Bibbia c’è scritto “Dio non esiste”, e questo è vero, ma andrebbe aggiunto che subito dopo c’è anche scritto “dice lo stolto”.
    Lo stesso documento dello Institute of Medicine, a pag. 135 recita in modo ancora più chiaro e perentorio, come conclusione:
    “The committee’s efforts to identify priorities for recommended research studies did not reveal a base of evidence suggesting that the childhood immunization schedule is linked to autoimmune diseases, asthma, hypersensitivity, seizures or epilepsy, child developmental disorders, learning disorders or developmental disorders, or attention deficit or disruptive behavior disorders”.
    In parole povere: proprio il documento da lei citato con enfasi afferma che non sono state rilevate prove che suggeriscano rapporti tra vaccinazioni infantili e malattie autoimmuni, asma, allergie, epilessia, autismo e disturbi dello sviluppo, ADHD e altri disturbi pervasivi dello sviluppo.
    Grazie per la citazione, agiamo di conseguenza!
    Anche il “Faccia a faccia” in cui è intervenuto T. Jefferson è un confronto dialettico sui problemi connessi alle politiche vaccinali e alla migliore strategia vaccinale possibile; concordiamo con Jefferson e De Micheli sul fatto che si potrebbe fare tanto meglio sul terreno delle priorità, della sorveglianza, della razionalizzazione della offerta vaccinale, ma Jefferson e De Micheli non mettono mai in dubbio efficacia e sicurezza delle vaccinazioni; quindi: nulla a che vedere con quanto stiamo discutendo.

    Confesso di essere in difficoltà nel commentare quanto da lei scritto sull’equilibrio Th1-Th2; le avevo chiesto perché non si dovrebbe vaccinare prima di aver dimostrato un perfetto equilibrio tra immunità Th1 e Th2, indicando quali sono gli esami utili a farlo e il loro cut off.
    Dal fiume di citazioni da lei portato a risposta, tutte generiche e per nulla dimostrative, cito quella della dr.ssa Bacchetta come esempio, perché il suo studio fa semplicemente il punto delle conoscenze sulla risposta immunitaria ai vaccini, esprimendo semmai qualche timore sulla durata della efficacia piuttosto che sul rischio. Le conclusioni: “appare chiaro come le problematiche relative alla qualità, alla scelta dei tempi e dei modi, e alla composizione del vaccino siano delicate e complesse. Pertanto, è fondamentale proseguire nella sperimentazione di base in vitro e in modelli preclinici, per arrivare a scelte applicative sempre più appropriate”. Credo che nessuno possa dire il contrario. Un problema semmai di migliorare e prolungare l’efficacia. Nessun problema di sicurezza. Ma dove è il supporto alle sue tesi?
    Le riporto invece una citazione puntuale e autorevole di P. Offit, vera autorità mondiale della immunologia, che affronta il tema che davvero interessa al genitore: Addressing Parents’ Concerns: Do Vaccines Cause Allergic or Autoimmune Diseases? Pediatrics March 2003, VOLUME 111 / ISSUE 3
    La risposta alla domanda nel titolo, riportata nelle conclusioni, è lapidaria: NO. Semmai è più probabile che il vaccino prevenga o migliori, piuttosto che causi o peggiori malattie autoimmunitarie. Cito:
    “Several mechanisms have been proposed to explain how vaccines might cause allergic or autoimmune diseases. However, flaws in proposed mechanisms are consistent with large well-controlled epidemiologic studies that do not support the hypothesis that vaccines cause chronic diseases. Furthermore, because infections with wild-type bacteria or viruses are more likely to expose self-antigens and induce levels of cytokines greater than that found after immunization with attenuated or avirulent pathogens, some vaccines are probably more likely to prevent or modify than cause or exacerbate autoimmune diseases (eg, Lyme vaccine for genetically susceptible individuals, or influenza vaccine for patients with multiple sclerosis)”.

    Infine, e proprio per cercare di essere il più possibile aperto al dialogo, quando lei dice: la mia critica non è rivolta alle vaccinazioni come strumento di profilassi, ma a “certi programmi vaccinali”, alla necessità di attenta e aggiornata sorveglianza epidemiologica, all’incongruenza di aumentare l’offerta vaccinale, senza prove di sicurezza e di efficacia, ai dubbi sull’efficacia di alcune vaccinazioni” rispondo che: se è di questo che stiamo parlando; se non mettiamo in discussione la necessità di fare l’esavalente alla fine del secondo mese di vita e il MRP all’inizio del secondo anno; se ci poniamo il problema di una buona sorveglianza; se proponiamo programmi vaccinali nati da valutazioni attente e trasparenti, magari con calendari unici nazionali; se pensiamo che prima di aumentare la offerta vaccinale occorra avere sufficienti prove di sicurezza ed efficacia e di non intralcio per i programmi precedenti, allora siamo stati vittime di un gigantesco equivoco e siamo tutti perfettamente d’accordo.
    Io faccio mie TUTTE le proposizioni su menzionate. E Lei?

    Bibliografia
    1. Adverse events after immunisation with aluminium-containing DTP vaccines: systematic review of the evidence Tom Jefferson, Melanie Rudin, and Carlo Di Pietrantonj Lancet Infect Dis 2004; 4: 84–90 è una revisione sistematica con metanalisi (cioè il massimo grado di significatività scientifica) sugli effetti avversi di vaccini con diverse quantità o privi di alluminio, da parte della Cochrane che è un Ente totalmente indipendente. Basta da sola a dire che la letteratura scientifica internazionale esclude connessioni causali tra vaccini contenenti alluminio e autismo. Tra tutti quelli presenti in letteratura, sono stati selezionati solo studi correttamente condotti; la conclusione è: We found no evidence that aluminium salts in vaccines cause any serious or long-lasting adverse events.

    2. Updated aluminum pharmacokinetics following infant exposures through diet and vaccination Robert J. Mitkus http://www.elsevier.com/locate/vaccine
    La esposizione all’alluminio si verifica principalmente attraverso cibo, antiacidi, analgesici. Per quanto riguarda la quota di alluminio assunta con i vaccini, rispetto ai livelli minimi di rischio (LMR) stabiliti dalla Agenzia per le sostanze tossiche, considerando una schedula vaccinale COMPLETA alla luce della funzionalità renale di un neonato we found that the body burden of aluminum from vaccines and diet throughout an infant’s first year of life is significantly less than the corresponding safe body burdenof aluminum modeled using the regulatory MRL

    3. Vaccines are not associated with autism: An evidence-based meta-analysis of casecontrol and cohort studies. Taylor LE, et al. Vaccine (2014),http://dx.doi.org/10.1016/j.vaccine.2014.04.085
    Altra meta-analisi EBM, che esclude, conti alla mano, qualsiasi possibile associazione tra autismo e vaccinazioni.

    Cordiali saluti, Rosario Cavallo

    P.S.: La questione dei compensi è stata tirata in ballo dal post di Comilva “tanto livore per nulla”; sempre per chiarezza e a beneficio dei lettori io ho dichiarato che non ricevo un solo euro per nessuna attività concernente le vaccinazioni (né per convegni, né per articoli, né per le poche consulenze); lei ha risposto che non guadagna dalla sua attività editoriale. Mi permetto di farle notare che non è la stessa cosa, anche se la sua foga nell’affermarlo fa pensare che quanto ho detto per me, valga anche per lei; anche in questo caso, basta essere chiari e dirlo esplicitamente.

  11. eugenio serravalle - 20 Set 2016 8:42 AM

    Egregio Dott. Cavallo,

    La prego di credere che se perduro nella replica non è per spirito polemico né per mania di protagonismo ma perché vorrei capire.

    È con vero piacere (mi creda, senza ombra di ironia) che riconosco nella sua risposta la libertà di giudizi che ho avuto modo di leggere in sue pubblicazioni o in precedenti comunicati della sua Associazione. A me sembra infatti che su certi punti vi sia pieno accordo: li riassumo per quanti hanno la pazienza di leggere questa nostra corrispondenza: una critica rivolta a “certi programmi vaccinali”, alla necessità di attenta e aggiornata sorveglianza epidemiologica, all’incongruenza di aumentare l’offerta vaccinale senza prove di sicurezza e di efficacia, i dubbi sull’efficacia della vaccinazione antinfluenzale, dell’HPV e dell’antipneumococcica, la necessità di superare il federalismo vaccinale, la carenza della cultura vaccinale e la cattiva qualità delle informazioni fornite ai genitori, la sottostima delle sospette reazioni avverse. Non ha esplicitato la sua opinione sulla vaccinazione universale antirotavirus, sull’antipneumococcica agli anziani, sull’antiHPV ai maschi, o sull’introduzione della vaccinazione antimeningococco B nonostante un’istruttoria con giudizi non esattamente entusiastici, ma comprendo la sua timidezza nel constatare che su così tanti aspetti della politica vaccinale abbiamo lo stesso pensiero.
    Per questo evito toni polemici e tralascio alcune argomentazioni che potrebbero ostacolare il dialogo e rispondo solo su due punti fondamentali. Il primo riguarda l’esistenza dei danneggiati dalle vaccinazioni, su cui mostra, di non avere adeguate informazioni (come la stragrande maggioranza degli italiani, sia medici che persone non addette ai lavori) perché mai il Ministero ha fornito cifre ufficiali, nonostante più volte sollecitato. Le persone danneggiate dalla pratica vaccinale sono riunite in un’Associazione, il CONDAV (Coordinamento Nazionale Danneggiati dalle Vaccinazioni) e sono 623 quanti percepiscono un indennizzo essendo stato riconosciuto da parte del Ministero o dell’Istituto Superiore di sanità che l’invalidità di cui sono affetti è stata causata proprio dalla somministrazione di un vaccino. A queste sono da aggiungere un’altra decina di persone che hanno ottenuto il riconoscimento ma sono in attesa dell’elargizione dell’assegno di indennizzo e un altro centinaio per cui è stato ammesso il nesso di causalità tra vaccinazione e invalidità ma che non percepiscono l’indennizzo per aver presentato la domanda in ritardo rispetto ai termini legali. Sono i “fuori termine”, parola odiosa, insopportabile, sono persone danneggiate due volte, dalle vaccinazioni e dalla burocrazia. Le ricordo soltanto che dopo la Legge 210/92 è stata emanata la Legge.229/05 proprio per distinguere tra i danneggiati dalla pratica vaccinale da quanti hanno riportato danni da trasfusioni e emoderivati. Se dubita dell’esistenza di queste persone, provi a chiedere al Ministero e all’Istituto Superiore di sanità conferme o smentite. O, se preferisce, venga a conoscerli personalmente, magari nel corso di una loro assemblea. Ogni anno si svolge in ambito strettamente istituzionale una manifestazione di ricordo dei danneggiati dalle vaccinazioni; quest’anno l’appuntamento è per il 2 dicembre alle 14 presso un’aula della Camera dei deputati, la Sala del Refettorio in Via del Seminario 76, Palazzo San Macuto. Sono certo che vorranno invitarla e l’accompagnerò volentieri: potrò constatare da solo l’esistenza di danneggiati da tutte le vaccinazioni e non solo dall’antipolio. Io ho fiducia nella magistratura, non critico i giudici. Accetto la sentenza sulla vicenda di Trani in cui non è stato riconosciuto il nesso tra l’assunzione dei vaccini e l’insorgenza dell’autismo in due fratelli (quando la relazione del collegio dei tre periti sarà resa pubblica vedremo se le anticipazioni apparse sui giornali sono corrette) e, allo stesso modo, constato che, spesso dopo tre gradi di giudizio, il rapporto di causalità tra danno e somministrazione vaccinale è stato sancito dalla Legge. Ed alla Legge mi attengo.
    Non mi accusi però di fare il gioco delle tre carte, egregio collega, perché lei ne è un maestro indiscusso. All’affermazione dell’Institute of Medicine, che sono pochi o inesistenti gli studi che hanno confrontato lo stato di salute dei bambini vaccinati con quello dei bambini vaccinati, o sugli effetti a lungo termine sulla salute di un programma vaccinale che prevede la somministrazione di 15 vaccini nei primi 15 mesi di vita, avrei immaginato una risposta ricca di voci bibliografiche di STUDI INDIPENDENTI capaci di smentire questa importante citazione. In assenza di questi dati, la risposta è che non sono state riscontrate correlazioni tra i vaccini e una serie di patologie. Io stesso ho riportato come “l’evidenza disponibile sia rassicurante” e non ho affermato che i vaccini causino l’autismo (come quasi lascia intendere) ma ho ribadito che la ricerca attuale non è stata progettata per valutare gli effetti di un programma vaccinale così esteso a distanza di anni. Lei ha evitato di entrare nel merito del punto centrale del mio ragionamento, i rischi della iper-immunizzazione, ricorrendo a una divertente storiella degna di Moni Ovadia ma assolutamente fuori luogo. Proprio perché sono consapevole della necessità di studi indipendenti su questo aspetto cruciale della pratica vaccinale, ho formulato una proposta che non ha ricevuto risposta. Se l’Associazione Culturale Pediatri sostiene nelle parole di Laura Reali di essere “sempre stata pronta al confronto aperto, proprio perché ha a cuore la salute dei bambini e ha sempre fatto della valutazione critica delle prove scientifiche pubblicate lo strumento fondamentale di valutazione, per poi prendere le decisioni cliniche più appropriate in ogni ambito medico, compreso quello delle vaccinazioni” e se anche lei è d’accordo con Tom Jefferson sulla necessità di “avere a disposizione studi indipendenti per valutare efficacia, priorità, rapporto costo/beneficio di ogni intervento di profilassi” le rinnovo l’invito per la realizzazione di due studi: uno retrospettivo sul confronto dello stato di salute dei bambini vaccinati e di quelli non vaccinati, offrendo la massima disponibilità a disegnarne insieme il progetto, stabilirne le finalità e le metodologie, a garantirne l’assoluta indipendenza e a pubblicarne i risultati qualunque essi siano; e un secondo studio caso-controllo sull’ efficacia della vaccinazione antinfluenzale in pediatria. Unica condizione sarà l’assenza di conflitti d’interessi che riconosco alla sua Associazione, ma non all’autorevole P. Offit, da lei citato, prestigioso accademico statunitense consulente di Merck, sviluppatore di RotaTeq [vaccino contro il Rotavirus], nonché Direttore del Vaccine Education Center at Children’s Hospital of Philadelphia che ha ottenuto finanziamenti sempre da Merck e presedente di vari Consigli consultivi, come Immunization Action Coalition finanziato dall’industria farmaceutica.
    Voglio evitare ogni polemica, ripeto, e per questo mi fermo qui. Non sento la necessità di fornire attestazioni di fede perché ritengo, citando Karl Popper, che la verità, nella scienza, non sia un dato di fatto acquisito e immodificabile, ma un cammino della ricerca. “Tutta la conoscenza rimane fallibile, congetturale…Noi impariamo attraverso confutazioni, cioè attraverso l’eliminazione di errori… La scienza è fallibile perché la scienza è umana La scienza è ricerca della verità. Ma la verità non è verità certa.”