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19 Nov 2016
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Sette regole d’oro per condividere foto e informazioni bambini sui social

Crediamo non siano mai troppi i rinforzi che possiamo dare alle nostre famiglie sull’importanza di tutelare la privacy dei loro bambini sui social network e renderli consapevoli dei rischi cui li espongono postando senza riflettere le foto dei propri figli in tutte le salse! Ci pare molto interessante il suggerimento di creare degli “alert” che notificano ai genitori le volte che il nome dei propri figli compare in un motore di ricerca, o il suggerimento di creare il potere di veto sulle immagini dei propri figli.

 

Consigli pediatri Usa

25 ott. [ANSA] Sempre più presenti online, molto spesso inconsapevolmente. Molti bambini, tramite i profili dei genitori, hanno una presenza sul web già nelle prime 24 ore di vita. Il 92% dei piccoli di due anni di età negli Usa è già sui social network e il fenomeno dello ‘sharenting’, termine che indica l’abitudine di mamma e papà di condividere con amici e parenti (talvolta anche con sconosciuti) informazioni online sui loro bimbi, è in crescita. Ma ecco sette indicazioni per non ‘strafare’ e tutelare i più piccoli, che arrivano da uno studio presentato a San Francisco, alla conferenza annuale dell’American Academy of Pediatrics, che riunisce i pediatri americani.

Prima di tutto secondo gli esperti, guidati da Bahareh Keith e Stacey Steinberg, una pediatra e una professoressa di legge dell’Università della Florida, bisogna familiarizzare con le policies, le regole,relative alla privacy dei vari siti in cui si vogliono condividere foto o informazioni, poi meglio creare un alert che invia una notifica ogni volta che il nome del proprio bimbo appare in un risultato di un motore di ricerca, ed è inoltre fondamentale non condividere pubblicamente informazioni relative ad esempio al comportamento del bambino. È importante anche essere molto cauti nell’inserire la localizzazione quando si ‘posta’ la foto del piccolo e dargli il ‘potere di veto’ su immagini, informazioni e tutto ciò che lo riguarda. Infine, non postare immagini che lo mostrino in qualsiasi stato di nudità e prendere sempre in considerazione l’effetto che la condivisione può avere sul benessere attuale e futuro del bambino.

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