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14 Apr 2017
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La lotta al dolore inutile nelle baby emergenze

di Franca Benini ( responsabile Centro regionale Veneto di Terapia del dolore e cure palliative pediatriche, dipartimento di Salute della donna e del bambino dell’Università di Padova e responsabile scientifico del Gruppo Piper)

7 apr. [Sole24ore Sanità] Il dolore è un sintomo molto frequente in età pediatrica, presente in oltre l’80% dei ricoveri ospedalieri e in circa il 60% delle valutazioni ambulatoriali. È particolarmente temuto dal bambino, minandone in maniera importante l’integrità fisica e psichica, e angoscia i suoi familiari, con un notevole impatto sulla qualità di vita. Accompagna molteplici patologie e situazioni e non ha limiti d’età: è, infatti, ormai certo che anche il neonato prematuro “sente” e “ricorda” il dolore, e che, a parità di stimolo, lo percepisce in maniera più intensa e prolungata rispetto alle età successive. Si tratta, inoltre, di un sintomo dannoso: numerosi studi confermano che, in ambito pediatrico, ha effetti negativi sulla prognosi nel breve e lungo termine in quanto si allungano i tempi di guarigione, aumentano le complicanze e molteplici sono le sequele a distanza, sia da un punto di vista fisico che psicologico-emozionale.

Infine, è dimostrato che la sofferenza sperimentata nelle prime età della vita lascia una traccia persistente nel sistema nervoso e contribuisce nel definire il livello di soglia del dolore da adulti.

Queste alcune delle ragioni per cui è necessario valutare e trattare sempre, in modo adeguato, il dolore dei piccoli pazienti in tutte le situazioni in cui si manifesta.

Dal 2009 il gruppo Piper (Pain in pediatric emergency room), supportato dal contributo incondizionato di Angelini, opera con l’obiettivo di fare cultura sul dolore pediatrico, affinché la sofferenza dei bambini possa ricevere un’assistenza sempre più appropriata da parte degli operatori che operano nel setting di cura dell’emergenza, dalla fase di triage alla dimissione. A tale scopo, nel corso degli anni il network, che oggi raccoglie l’esperienza di 36 Pronto soccorso pediatrici e non, distribuiti in tutta Italia, è stato promotore di diverse iniziative, volte a sensibilizzare il personale medico e l’opinione pubblica sull’importanza di un’adeguata presa in carico del dolore dei bambini che accedono al Pronto Soccorso.

Quest’anno il progetto, grazie al prezioso lavoro precedentemente svolto, si rinnova con un’iniziativa di formazione dedicata a medici e infermieri dei reparti di emergenza, con l’obiettivo di diffondere tra i professionisti le raccomandazioni cliniche sul corretto trattamento antalgico in età pediatrica. Tali raccomandazioni sono il frutto del confronto e della condivisione di esperienze tra le diverse strutture a noi aderenti e la loro fondamentale linea di indirizzo è che il dolore vada sempre considerato, misurato e trattato.

Risale al 2015 un primo set di raccomandazioni incentrate sulla gestione del dolore in fase di triage e procedurale (da venipuntura, rachicentesi e sutura chirurgica). A queste sono seguite, l’anno successivo, una seconda serie di best practice relative a situazioni dolorose molto frequenti (come dolore da trauma e addominale) o particolarmente complesse (quali dolore da anemia falciforme e nel bambino con problemi neurocognitivi).

Ora il gruppo Piper ha deciso di aprire una nuova fase, dedicata alla formazione del personale sanitario che lavora in un ambiente di emergenza, attraverso un programma didattico strutturato sulla base delle nostre raccomandazioni e fruibile in base alle esigenze dei singoli centri, per superare le loro criticità.

In particolare, seguendo le modalità del “Train the trainer”, ossia della “Formazione a cascata”, abbiamo formato, nel mese di febbraio, un primo gruppo di medici pediatri e infermieri che lavorano in 13 Pronto soccorso del gruppo Piper, a ciascuno dei quali è stato affidato l’incarico di provvedere, entro la fine dell’anno, alla formazione degli operatori sanitari locali, sia nell’ambito della propria realtà ospedaliera sia in altre due strutture limitrofe. Ai professionisti è stato fornito un kit completo, con video, slide interattive, test, indicazioni per il docente e opuscoli per i discenti. Entro dicembre 2017 è prevista la realizzazione di un secondo evento “Train the trainer” che, con le stesse modalità, coinvolgerà gli altri centri Piper; così facendo, prevediamo che l’iniziativa raggiunga oltre 100 Pronto Soccorso sparsi su tutto il territorio nazionale.

Allo scopo di monitorare i risultati del progetto abbiamo, inoltre, definito dei criteri di valutazione della ricaduta formativa in termini di vantaggi per i piccoli assistiti.

Oltre alla definizione e diffusione di raccomandazioni cliniche, il nostro gruppo è impegnato anche in attività di ricerca. I dati raccolti nei diversi studi hanno evidenziato come all’interno dei Pronto Soccorso italiani esista un forte gap tra quanto è possibile fare nell’ambito dell’analgesia pediatrica e quanto realmente viene fatto. Seppure la situazione sia nettamente migliorata in questi ultimi anni, si evidenzia purtroppo ancora una limitata attenzione nei confronti della valutazione del dolore (eseguita in maniera corretta – con strumenti validati in fase di triage, durante la visita e prima della dimissione – solo in 1 bambino su 10) e della gestione di un trattamento analgesico adeguato (spesso, soprattutto nei bambini più piccoli, molto sottodosato).

Sono, infine, di prossima pubblicazione i risultati di Piper Weekend, la prima indagine volta a fotografare la diretta esperienza dei pazienti pediatrici e delle loro famiglie in Pronto soccorso. A fronte di un alto livello di soddisfazione degli utenti per l’assistenza ricevuta, la survey ha rilevato alcuni margini di miglioramento, in termini di misurazione del dolore e somministrazione di antidolorifici. Realizzata a settembre 2015 con il supporto della Federazione italiana Aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), dell’Associazione Ospedali pediatrici italiani (Aopi) e il contributo incondizionato di Angelini, l’indagine è la più ampia finora condotta in Italia allo scopo di comprendere come il dolore venga preso in carico nel setting di cura dell’emergenza.

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