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26 Set 2017
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Chikungunya, 47 casi accertati nel Lazio. Raccolta straordinaria di sangue in tutta Italia

I​l cambiamento climatico ha portato anche in Italia malattie tropicali, grazie allo spostamento dei vettori. Chikungunya potrebbe essere il preavviso di altre malattie, ben più impegnative.

di L.Va.

15 sett. [IlSole24ore Sanità] Salgono a 47 i casi accertati di Chikungunya nel Lazio. Lo ha appena comunicato in una nota il Seresmi (Servizio regionale di sorveglianza malattie infettive). La contabilità porta 20 nuovi casi rispetto al bollettino rilasciato ieri. Diciannove situazioni riferibili a residenti o che hanno soggiornato ad Anzio e uno a Latina.

È stato chiesto ai Comuni di procedere alla disinfestazione delle aree interessate.

Intanto stanno partendo delle raccolte straordinarie di sangue, programmate e coordinate con le Regioni e scaglionate nel tempo, per far fronte al protrarsi delle carenze dovute ai focolai di Chikungunya nel Lazio. Lo fanno sapere i rappresentanti nazionali e regionali delle associazioni e federazioni di volontariato coordinate dal Centro Nazionale Sangue – Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute, al termine della riunione operativa che si è chiusa poco fa a Roma.
Le conseguenze sul sistema trasfusionale, ha spiegato il centro nazionale sangue, sono paragonabili a quelle di una maxiemergenza sebbene, hanno sottolineato gli esperti, non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi. Tutte le Regioni, anche quelle a loro volta in difficoltà nella raccolta, hanno dato la loro disponibilità a contribuire alla compensazione. «L’impatto di queste misure è molto pesante, basti pensare che la Asl Roma 2 ha una popolazione pari a una regione come il Friuli Venezia Giulia – sottolinea il coordinamento dedegli enti impegnati nella raccolta sangue – e le associazioni sono pronte a coordinarsi tra loro ed a modulare gli sforzi per far fronte agli sviluppi ed al protrarsi della situazione».

«È importante che le raccolte straordinarie siano programmate, perché l’emergenza per il Lazio potrebbe durare diversi giorni, a seconda dell’andamento dei focolai – spiega il direttore del Cns, G iancarlo Maria Liumbruno -. Al momento il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno. Già ieri diverse regioni si sono mobilitate, mettendo a disposizione, grazie anche al contributo fondamentale delle Associazioni, oltre 800 unità, una risposta eccezionale che testimonia che è subito scattata una vera gara di solidarietà».

Al momento, ricorda il Centro, lo stop totale per il sangue riguarda solo i residenti nelle Asl Roma 2 e Anzio. Nel resto del comune di Roma e del Lazio i donatori possono donare normalmente, con una quarantena di cinque giorni solo se hanno soggiornato nelle zone colpite. Per il resto d’Italia l’indicazione è invece di sospendere i donatori per 28 giorni solo se sono stati a Roma o ad Anzio. Nessuna restrizione invece è prevista per le donazioni di plasma.

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