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26 Feb 2018
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Bimbo non vaccinato “escluso” dall’asilo, Tar boccia ricorso dei genitori

Comincia a prevalere anche nel diritto l’idea che la salute pubblica viene prima del diritto alla socializzazione.

I giudici hanno dato ragione all’istituto paritario privato “Opera Pia Demichelis-Mondino” di Cuneo

LORENZO BORATTO
16 FEB. [LA STAMPA (CUNEO)] C’è un altro caso di un bimbo “escluso” da un asilo di Cuneo, perché non in regola con i vaccini obbligatori per legge. Un provvedimento adottato dalla scuola paritaria a fine novembre 2017. I genitori avevano presentato ricorso al Tar Piemonte e ieri (giovedì 15 febbraio) il ricorso è stato respinto. La scuola, secondo i giudici torinesi, ha agito seguendo la legge. La seconda sezione del Tar ha respinto la richiesta dei genitori (difesi dagli avvocati Alessandro De Bellis e Pietro Becci) che chiedevano l’annullamento del “provvedimento di diniego di accesso alla scuola”. Un ricorso fatto contro l’asilo paritario privato “Opera Pia Demichelis-Mondino” di Cuneo, rappresentato da due legali torinesi, Vittorio Barosio e Serena Dentico, ma anche contro il ministero dell’Istruzione e Regione.

“Requisito di accesso”
I giudici del Tribunale amministrativo hanno valutato che, come prevede la legge, il “requisito di accesso” alla scuola dell’infanzia fosse la presentazione della documentazione (o della dichiarazione sostitutiva) attestante che il minore si è sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie o l’esonero da tale obbligo. Ma, scrivono nella sentenza, «i genitori si sono limitati a manifestare la disponibilità ad effettuare soltanto un “colloquio” informativo presso l’Asl territorialmente competente, ma non a sottoporre effettivamente il minore a vaccinazione, tant’è vero che in occasione dell’appuntamento fissato dall’Asl per il giorno 12 settembre 2017, essi si sono presentati senza il bimbo». E aggiungono: «Ritenuto, pertanto, che il “colloquio” previsto dalla norma invocata dai ricorrenti non costituisca un adempimento preliminare alla vaccinazione, ma un adempimento preliminare alla comminatoria della sanzione amministrativa, una volta accertato l’inadempimento dell’obbligo vaccinale» e «considerato che l’inadempimento dell’obbligo vaccinale costituisce ragione di per sé ostativa all’accesso alle scuole dell’infanzia, a tutela del minore stesso e dell’intera comunità scolastica» il ricorso non è ammissibile e «il minore, per poter essere riammesso alla frequenza scolastica, dovrà essere sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie senza la necessità dei colloqui preventivi pretesi (illegittimamente) dai genitori».

La scuola
Spiegano dalla scuola: «Per noi è stata una vicenda complessa, delicata, dolorosa. A inizio anno erano 6 i bimbi non in regola con i vaccini. Uno è stato ritirato dalla famiglia, altri 4 si sono adeguati. Per i due genitori dell’alunno che si sono opposti abbiamo dovuto applicare la legge, escludendolo, anche nel rispetto degli altri 83 bimbi dell’istituto. Dovremo sostenere delle spese di migliaia di euro solo per aver ottemperato legittimamente a quando ci chiedeva una legge dello Stato».

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