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23 Mag 2018
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Sulle vaccinazioni non si torni indietro!

Paolo Siani, Elena Carnevali, Pd

Finalmente l’Italia ha superato quell’ inutile e dannoso federalismo vaccinale per cui ogni Regione aveva la sua politica in tema di vaccini e decideva quali offrire gratuitamente e quali no.

Una situazione per cui era possibile che un bambino di Napoli fosse vaccinato per il meningococco e uno di Bergamo, o di Palermo, no.

Finalmente il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19 ha ampliato il ventaglio delle vaccinazioni obbligatorie, aggiungendone sei, rendendo l’offerta più uniforme e omogenea su tutto il territorio nazionale, garantendo così a tutti i cittadini il diritto alla salute come previsto dalla nostra costituzione.

Le coperture vaccinali che ci danno informazioni sulla reale percentuale di bambini vaccinati e che rappresentano l’effettiva valutazione dell’efficienza del sistema, avevano subito un preoccupante calo tra il 2013 e il 2016, calando ben al di sotto del 95% di copertura, soglia minima da raggiungere come raccomandato dall’OMS per limitare la circolazione dei virus e dei batteri nella popolazione generale e ottenere così la protezione non solo dei soggetti vaccinati, ma anche di quella fetta di popolazione più vulnerabile (anziani, donne incinte, bambini immunodepressi) o che per motivi di salute non può essere sottoposta alla vaccinazione.

In particolare, per la scarsa copertura vaccinale nei confronti del morbillo, nel corso del 2017 nel nostro Paese c’è stata un’estesa epidemia di morbillo, che ha causato quasi 5.mila casi, di cui oltre 300 tra operatori sanitari, con 4 decessi (rapporto ISS n.37 gennaio 2018).

Con l’approvazione del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, che ha stabilito un unico calendario con 10 vaccinazioni obbligatorie (rendendo praticamente obbligatorie le vaccinazioni fino ad allora consigliate dalle società scientifiche e già presenti nel calendario dal 1999), le coperture vaccinali per tutte le vaccinazioni e su tutto il territorio nazionale hanno raggiunto una copertura molto vicina al 95%.

In sostanza l’obbligo vaccinale, come ci dice l’ISS, ha dato risultati estremamente positivi.

In particolare segnaliamo:

  • la copertura nazionale a 24 mesi (relativa ai bambini nati nel 2015) nei confronti della polio (usata come proxi per le vaccinazioni contenute nell’esavalente) si avvicina al 95% (94,54%) guadagnando un +1,21% rispetto al 2016, e con 11 regioni che superano il 95%; l’aumento è ancora più marcato nel caso della copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo, che arriva al 91,68%, con un +4,42% rispetto all’anno precedente, con una regione che supera il 95% e altre due che vi si avvicinano;
  • aumentano anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come anti-pneumococcica (88,4% nel 2016 vs 90,84% nel 2017) e anti-meningococcica C (80,7% nel 2016 vs 83,06% nel 2017).

È necessario proseguire l’impegno per migliorare l’offerta e l’accesso ai servizi su tutto il territorio nazionale, soprattutto nelle aree a rischio psicosociale, dove più alta è l’evasione vaccinale. Inoltre, andrebbe prevista una campagna vaccinale anche per gli operatori sanitari.

Sarà necessario continuare a monitorare gli eventuali eventi avversi, benché tutta la comunità scientifica ritiene le vaccinazioni sicure, necessarie ed efficaci, e soprattutto occorre rispondere con chiarezza a tutte le istanze e dubbi della popolazione sui vaccini.

Bisogna garantire a tutti un’informazione chiara, indipendente e trasparente, ma soprattutto libera da conflitti di interessi.

Vale la pena ribadire che le evidenze scientifiche sui benefici delle vaccinazioni sono travolgenti. Vaccinare è tra gli interventi più efficaci per promuovere la salute collettiva, e con il migliore rapporto costo/efficacia in assoluto. In tutto il mondo i vaccini hanno debellato malattie mortali, salvato vite e migliorato la salute.

Il fenomeno dell’esitazione vaccinale, come lo definisce l’Oms, va compreso nelle sue sfaccettature e affrontato adeguatamente, nella consapevolezza che il problema non è circoscritto a una regione specifica o a un sottogruppo definito di popolazione.

Nel 2012 l’assemblea mondiale delle Nazioni Unite ha approvato il Piano di azione globale dell’Oms sulle vaccinazioni, dove si afferma che è necessario che gli individui e le comunità comprendano il valore delle vaccinazioni e richiedano che sia un diritto e, al contempo, una responsabilità di ogni cittadino.

Alla luce dei risultati raggiunti dopo il primo anno dell’entrata in vigore di questa legge sarebbe davvero inconcepibile e pericoloso fare dei passi indietro.

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