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01 Ago 2018
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Il microbiota materno protegge il bambino

[Epicentro.iss.it] I ricercatori di dieci strutture universitarie e sanitarie internazionali tra le quali figurano il Cibio (Centro di Biologia integrata dell’Università di Trento) e l’Ospedale Santa Chiara di Trento che fa parte della rete degli Ospedali Amici dei Bambini (Bfh Baby Friendly Hospital Oms-Unicef) hanno pubblicato su Cell Host and Microbe i risultati di uno studio che suggerisce l’importanza della trasmissione madre-figlio dei microrganismi (batteri, virus e funghi) che compongono il microbiota materno per proteggere il bambino nei primi mesi di vita e probabilmente anche in seguito. Sono state studiate 25 coppie mamma-bambino reclutate dalle Unità operative di Ostetricia e neonatologia dell’Ospedale di Trento a partire dal 2014 dal momento della nascita al quarto mese successivo. La trasmissione del microbiota è stata mappata con tecniche di avanguardia: metodi bioinformatici applicati a una tecnica di ultima generazione chiamata metagenomica che dalle feci, dalla saliva, o da tamponi cutanei o vaginali di una persona consente di risalire ai microorganismi presenti attraverso il sequenziamento del loro materiale genetico. È emerso che tutti i microrganismi delle diverse sedi campionate del corpo materno contribuiscono allo sviluppo del microbioma del neonato e colonizzino il bambino in modo più stabile e duraturo rispetto a batteri provenienti da altre sorgenti (come l’ambiente circostante). È interessante anche notare che alcuni batteri che vengono trasmessi dalla madre al bambino provengono da specie batteriche sconosciute. Questi dati confermano il ruolo fondamentale per la salute del bambino del parto naturale, dell’allattamento e del contatto pelle a pelle. Leggi l’articolo completo “Mother-to-infant microbial transmission from different body sites shapes the developing infant gut microbiome” (pdf 2 Mb) o extended (pdf 6,3 Mb).

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