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01 Ago 2018
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Rapporto OsMed 2017: per i farmaci è tempo di bilanci

17 LUG. [Biblioteca Alessandro Liberti] L’AIFA ha presentato a Roma L’uso dei farmaci in Italia – Rapporto Nazionale 2017 a cura dell’OsMed, che fotografa ogni anno la situazione dell’assistenza farmaceutica in Italia.
Nel 2017 il livello della spesa farmaceutica nazionale totale ha raggiunto i 29,8 miliardi di euro, di cui il 75% rimborsato dal SSN – in media, per ogni cittadino, la spesa è stata di circa 492 euro – un incremento rispetto al 2016 pari al 4,3% per i consumi e all’1,2% per la spesa farmaceutica nazionale totale.
La spesa per l’acquisto di medicinali da parte delle strutture sanitarie pubbliche ha invece una tendenza al ribasso, 12,1 miliardi di euro (194,6 euro pro capite), con una riduzione del -0,7% rispetto al 2016.
La spesa a carico dei cittadini, comprendente la spesa per compartecipazione, per i medicinali di classe A acquistati privatamente e quella per i farmaci di classe C, è stata di 8806 milioni euro, con un aumento del 7,1% rispetto al 2016.

La spesa convenzionata e le Regioni
Si conferma in questo ambito la tradizionale disomogeneità italiana. La Puglia è la Regione con i maggiori consumi in regime di assistenza convenzionata, seguita dall’Umbria e dalla Calabria. La spesa lorda pro capite maggiore si è registrata in Campania, Puglia e Abruzzo. La Provincia autonoma di Bolzano invece mostra la spesa e i consumi pro capite meno elevati. In generale, le Regioni del Nord hanno livelli inferiori di spesa convenzionata rispetto alla media nazionale, Sud e Isole valori di spesa superiori.

I consumi degli italiani
Dal punto di vista dei consumi, dai dati emerge che ogni italiano nel 2017 ha assunto in media 1,7 dosi di farmaco al giorno, il 66,2% erogato a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), il restante 33,8% acquistato direttamente dal cittadino (acquisto privato di classe A, classe C con ricetta e automedicazione).

Consumi per classi di farmaci
“I medicinali per il sistema cardiovascolare si confermano la categoria maggiormente consumata dagli italiani, seguiti dai farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue e organi emopoietici, dai farmaci per il Sistema Nervoso Centrale e da quelli per l’apparato respiratorio”, ha precisato Melazzini nel Rapporto Osmed 2017. “In termini di impatto sulla spesa farmaceutica pubblica, i farmaci antineoplastici ed immunomodulatori sono al primo posto (5064 milioni di euro), seguiti dai farmaci dell’apparato cardiovascolare (3548 milioni di euro)”.

Consumo e spesa: differenze per età e genere 
Complessivamente la prevalenza d’uso dei farmaci è stata in media del 66,1% (61,8% negli uomini e 70,2% nelle donne), passando da circa il 50% nella popolazione fino ai 54 anni, a oltre il 95% nella popolazione con età superiore ai 74 anni (quindi la quasi totalità degli over 74 assume almeno un medicinale). Le differenze di genere più evidenti si osservano nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni, nella quale le donne mostrano una prevalenza media d’uso maggiore rispetto agli uomini (+10%).

Brevetto scaduto
I medicinali a brevetto scaduto costituiscono il 79,4% delle dosi di farmaci consumate ogni giorno e il 59% della spesa convenzionata. È in aumento l’utilizzo dei biosimilari, soprattutto delle epoetine (+65,1% rispetto al 2016) e della somatropina (+101,8%), con ovvi effetti positivi sulla spesa.

Farmaci orfani
La spesa a carico del SSN per i farmaci orfani è stata nell’anno di circa 1,6 miliardi di euro, corrispondente al 7,2% della spesa complessiva. L’area terapeutica in cui si concentra questa spesa è quella delle leucemie, seguita dai linfomi e dai mielomi.

Farmaci innovativi
Il 2017 in questo ambito è stato un anno di cambiamenti. Sono stati istituiti due fondi dedicati: uno esclusivamente per l’acquisto dei medicinali oncologici innovativi (con una dotazione di 500 milioni di euro annui per il triennio 2017-2019), l’altro per il concorso al rimborso alle Regioni per l’acquisto delle altre classi di farmaci innovativi (con la stessa dotazione).
Nel 2017 sono stati anche definiti i nuovi criteri per la valutazione dell’innovatività. Otto i nuovi farmaci, tre dei quali indicati nel trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite C. La spesa complessiva in questo settore è stata pari a 1,6 miliardi di euro, con una riduzione del -38% rispetto al 2016, con 13,4 milioni di dosi giornaliere e un incremento dei consumi del +11,7% rispetto all’anno precedente.

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