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26 Giu 2019
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Bimbi protetti dall’asma se il microbioma di casa è simile a quello delle fattorie

Lo studio è del National Institute of Health and Welfare finlandese, pubblicato su Nature Medicine.

“Abbiamo scoperto – spiega Pirkka Kirjavainen, ricercatore del Finnish National Institute for Health and Welfare finlandese – che anche nei bambini che vivono in appartamenti cittadini,  la presenza in casa di un microbioma dalla composizione simile a quello delle fattorie, sembra avere un effetto protettivo. Questo effetto sarebbe dovuto, più che alla presenza di un gran numero di germi diversi, alla diversa rappresentazione quantitativa di alcuni gruppi di batteri”.

Anche i bambini che vivono nelle grandi città possono beneficiare dell’effetto protettivo di un microbioma casalingo simile a quello delle fattorie, e vedere così ridotto il rischio di sviluppare asma e allergie. Per chi vive in un appartamento cittadino dunque, i consigli per rendere il microbioma quanto più possibile simile a quello della campagna sono: vivere in una casa ‘vecchia’, avere molti fratelli, continuare ad indossare anche in casa le scarpe con le quali si esce. Un’esposizione precoce al giusto cocktail di microbi potrebbe proteggere da asma e allergie.

“Questo studio conferma la “vecchia” ipotesi “igienista” che suggerisce che l’esposizione precoce dei bambini al giusto ‘cocktail’ di microbi potrebbe aiutare l’organismo a sviluppare delle difese contro l’asma”, aggiunge il dott. Alberto Ferrando, medico pediatra. “L’ipotesi è del 1989, dell’epidemiologo inglese David Strachan: la diminuzione delle infezioni microbiche e da parassiti caratteristica dei Paesi sviluppati, così come la modificazione della flora intestinale (legata alle abitudini alimentari, ma anche all’abuso di antibiotici), possono determinare un cambiamento del sistema immunitario.

Tutto questo attraverso diversi meccanismi:
– la diminuzione del sistema Th1 di difesa contro le infezioni favorisce l’espressione dell’altro sistema detto Th2 responsabile delle reazioni allergiche;
– minori stimoli microbiologici favoriscono lo stimolo di allergeni;
– minori stimoli microbiologici determinano una riduzione dell’attività dei linfociti T-regolatori (Treg o Tsuppressor);
– sostanze non specifiche presenti nei microbi (ad es. tossine) potrebbero modificare direttamene il sistema immunitario responsabile delle allergie”, conclude Ferrando.

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C' é 1 commento:

  1. Vincenzo Fortunato Andria - 06 Lug 2019 2:29 PM

    E’ una ulteriore conferma di quanto, in un passato non recentissimo, affermavano Panizon e Longo (scuola triestina).